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Mongolfiere, perché l’arma venuta dal passato è ancora attuale

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Invisibili, senza confini e difficili da abbattere. I palloni-bomba inventati dagli austriaci per colpire Venezia continuano a essere una minaccia
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L'arma volante più antica torna a fare paura. In un'epoca di droni, satelliti e intelligenza artificiali le mongolfiere usate come strumento strategico nella sfida tra potenze sembrano una trovata astrusa e anacronistica. In realtà, hanno ancora una serie di elementi competitivi e sorprendenti. Anzitutto, il raggio d'azione illimitato: i palloni possono seguire il vento attraversando oceani e continenti e, grazie ai computer metereologici, è possibile calcolare le correnti in maniera molto precisa. Inoltre sono incursori anonimi: è difficile provare chi li abbia fatti partire, salvo individuare il momento in cui iniziano il viaggio. C'è poi un'altra dote: sfuggono all'avvistamento di gran parte delle reti radar. Ultimo punto: colpirli con missili o caccia è molto più complicato di quanto si possa immaginare.

Il Pentagono: "Pallone spia cinese avvistato in spazio aereo Usa". Le eccezionali immagin…

L'arma volante più antica torna a fare paura. In un'epoca di droni, satelliti e intelligenza artificiali le mongolfiere usate come strumento strategico nella sfida tra potenze sembrano una trovata astrusa e anacronistica. In realtà, hanno ancora una serie di elementi competitivi e sorprendenti. Anzitutto, il raggio d'azione illimitato: i palloni possono seguire il vento attraversando oceani e continenti e, grazie ai computer metereologici, è possibile calcolare le correnti in maniera molto precisa. Inoltre sono incursori anonimi: è difficile provare chi li abbia fatti partire, salvo individuare il momento in cui iniziano il viaggio. C'è poi un'altra dote: sfuggono all'avvistamento di gran parte delle reti radar. Ultimo punto: colpirli con missili o caccia è molto più complicato di quanto si possa immaginare.

Il Pentagono: "Pallone spia cinese avvistato in spazio aereo Usa". Le eccezionali immagini registrate da un testimone oculare

Prendete i palloni che sono riusciti a scatenare l'allarme negli Stati Uniti: secondo le prime stime, erano a una quota molto superiore a 15 mila metri. Che gli permetteva di non disturbare il traffico dei jet di linea ma li teneva anche fuori dal raggio di azione dei caccia statunitensi. Nelle missioni di intercettazione gli F-16 Fighting Falcon non vanno oltre i 15 mila metri e gli F-15 Eagle - che per stabilire un record sono arrivati a quasi 30 mila metri - nelle attività operative si fermano poco più in alto, intorno ai 18 mila metri. L'apparizione delle sfere bianche ha messo in evidenza un altro limite. Le basi dell'Us Air Force non sono onnipresenti e non vivono in stato d'allerta perenne ma vengono dislocate e attivate in funzione delle tradizionali zone di crisi, che non prevedono il Montana: l'unica risorsa a disposizione del Pentagono sono stati gli F-22 Raptor che si trovavano casualmente nell'aeroporto di Nellis, nel Nevada, impegnate in un'esercitazione. 

Il contributo di intelligence di questa spedizione è sicuramente limitato, inferiore a quello raccolto quotidianamente dai sensori dei satelliti. La trasvolata dei palloni ha però ottenuto un grande risultato: valutare le capacità di difesa degli Usa, misurando i tempi di reazione, e di conseguenza calibrare eventuali azioni offensive.

L'allarme della scorsa notte è stato la replica di un incubo americano: nel 1944 i giapponesi scagliarono un'ondata di mongolfiere killer contro gli States. Avevano piccole cariche incendiarie, con un meccanismo che le innescava quando scendevano sotto una certa quota: l'obiettivo era provocare roghi nei boschi, scatenando il panico. Su 9.300 palloni Fu-Go, soltanto trecento sono giunti sugli Stati Uniti causando danni limitati: le uniche vittime sono state sei persone, che durante una gita in una foresta hanno trovato uno degli ordigni provocandone lo scoppio. Qualcosa di simile è accaduto pure nel Sud Italia, dove nel 1942 sono divampati all'improvviso incendi dopo l'avvistamento di mongolfiere: anche gli inglesi, infatti, avevano affidato alle correnti del Mediterraneo palloni con cariche al fosforo, che da Haifa si erano spinte fino alla Puglia e alla Basilicata. I raid erano parte di un'offensiva decisa da Winston Churchill in persona: quasi centomila palloni sono stati mandati verso i territori dell'Asse, prendendo di mira tutta l'Europa continentale. L'operazione Outward - ossia "verso l'estremo" - è andata avanti fino allo sbarco in Normandia: a convincere Londra è stato anche il costo limitato degli "ordigni a vento" pari a circa cento euro di oggi, infinitamente più basso dei grandi quadrimotori spediti all'assalto della Germania.  

Il primo bombardamento aereo di cui si ha notizia risale a un secolo prima: il 2 luglio 1849 il maresciallo Radetzky attacca Venezia con una squadriglia di mongolfiere spargi-granate. Da Mestre ne partono circa duecento, con bombe di circa dieci chili. Il raid sostanzialmente fallisce per colpa del vento - solo una cade sulla città assediata dagli austriaci - e viene replicato poco più tardi, senza maggiore efficacia. Due le difficoltà che i tecnici asburgici non avevano risolto: anticipare i cambiamenti del vento e costruire inneschi automatici. Non a caso, l'impiego bellico degli aerostati è sempre stato concentrato sulla ricognizione, con i primi test condotti dalla Francia rivoluzionaria e il boom nelle battaglie della secessione americana: i palloni erano ancorati a terra e servivano per dirigere il tiro dell'artiglieria. Solo nella prima guerra mondiale sono stati lentamente rimpiazzati dagli osservatori aerei, più costosi ma anche molto più flessibili.

Nel terzo millennio però le mongolfiere sono tornate di moda: in Iraq e in Afghanistan gli eserciti occidentali le hanno resuscitate per innalzare radar e sensori sopra le basi, in modo da permettere l'avvistamento delle minacce anche in mezzo al deserto. E parecchie nazioni - tra cui Israele e l'India - stanno pensando di creare un'intera rete di monitoraggio del genere lungo i confini. Ma la tentazione di farne uno strumento aggressivo non è scomparsa. Hamas, ad esempio, nel 2020 ha fatto partire da Gaza centinaia di piccoli palloni incendiari verso i kibbuz israeliani: bombe low cost per tentare di incenerire le coltivazioni.
Il vero terrore è un altro: il rischio che "armi di distruzione di massa" vengano affidate alle correnti portando in giro per il mondo virus o veleni. Esperimenti sono stati condotti sin dagli anni Trenta, quando l'evoluzione della meteorologia ha permesso di perfezionare il calcolo delle correnti: persino gli scienziati italiani al servizio del fascismo hanno esaminato la possibilità di spargere epidemie o diffondere gas tossici attraverso le mongolfiere, spedendole verso Alessandria d'Egitto e Haifa, all'epoca porti britannici. Ora a questo campionario di orrori si sono aggiunte le polveri radioattive, che verrebbero disperse dai palloni nei cieli delle metropoli. Incubi del futuro che riemergono dal passato.