"Xi punta all'Antartide per spiarci". L'allarme delle intelligence occidentali
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Non ci sono soltanto i (presunti) palloni spia cinesi a preoccupare le intelligence. Pechino è pronta, di nuovo, a salpare verso i ghiacci dell'Antartide per espandere la sua presenza e costruire nuove stazioni satellitari di terra nella sua base di ricerca nel "continente bianco", sempre più conteso tra grandi potenze.
La Casc, appaltatore principale del programma spaziale cinese, ha in programma la costruzione di due stazioni per supportare la crescente rete di satelliti per il monitoraggio degli oceani. Le stazioni aiutano a tracciare le decine di migliaia di satelliti e altri oggetti in orbita intorno alla Terra e a prevedere dove si troveranno in un determinato momento. Insomma, a monitorare il numero di "occhi nel cielo" di Pechino.
PECHINO - Non ci sono soltanto i (presunti) palloni spia cinesi a preoccupare le intelligence. Pechino è pronta, di nuovo, a salpare verso i ghiacci dell'Antartide per espandere la sua presenza e costruire nuove stazioni satellitari di terra nella sua base di ricerca nel "continente bianco", sempre più conteso tra grandi potenze.
La Casc, appaltatore principale del programma spaziale cinese, ha in programma la costruzione di due stazioni per supportare la crescente rete di satelliti per il monitoraggio degli oceani. Le stazioni aiutano a tracciare le decine di migliaia di satelliti e altri oggetti in orbita intorno alla Terra e a prevedere dove si troveranno in un determinato momento. Insomma, a monitorare il numero di "occhi nel cielo" di Pechino.
La stampa statale afferma che le stazioni saranno utilizzate per le indagini marine e il monitoraggio meteorologico, per aiutare i satelliti di osservazione della Cina a individuare lo sfruttamento delle risorse marine e a monitorare l'ecologia delle zone costiere, ma la mossa solleva preoccupazioni per lo spionaggio e altre attività militari. Gran parte della tecnologia utilizzata nelle stazioni terrestri può essere impiegata anche per spiare i Paesi stranieri, una capacità che non è limitata alla sola Cina. Tuttavia, la mancanza di trasparenza delle stazioni terrestri cinesi all'estero ha alimentato le preoccupazioni sull'uso che Pechino ne intende fare. Speculazioni che la Cina ha sempre respinto.
Le stazioni sorgeranno presso la base di ricerca di Zhongshan, una delle due stazioni di ricerca cinesi permanenti in Antartide. Nessun dettaglio tecnico dei progetti è stato fornito sinora.
Xi ha obiettivi ambiziosi per trasformare la Cina in una "potenza spaziale" di primo piano e guidata dalla volontà del segretario comunista, la Cina in questi anni ha sviluppato una serie di stazioni terrestri in tutto il mondo nell'ambito della China Deep Space Network (Cdsn). Nulla che non abbiano anche altri Paesi, ma gli stretti legami tra il Cdsn e l'Esercito popolare di liberazione potrebbero far sollevare qualche sopracciglio. "Anche se non c'è un'esplicita prospettiva militare in questo progetto, i dati raccolti dai satelliti di telerilevamento, meteorologici e di altro tipo, potrebbero essere utilizzati per scopi militari e potrebbero essere accessibili più rapidamente", spiega a The China Project Andrew Jones, studioso del programma spaziale cinese. "Il ritmo dei lanci spaziali e il numero di satelliti che la Cina invia nello spazio ogni anno sono cresciuti notevolmente nell'ultimo decennio e, allo stesso modo, è aumentata la necessità di capacità di ricezione dei dati da questi satelliti", continua Jones. "Sebbene Pechino insista sul fatto che utilizza lo spazio per scopi pacifici e aspiri a raggiungere risultati scientifici, il suo emergere come potenza spaziale pone potenziali rischi per altri Paesi", metteva in guardia un report del Center for Strategic and International Studies pubblicato lo scorso ottobre.
Polemiche ad esempio ci sono state lo scorso anno per la nuova stazione terrestre cinese in Patagonia di Espacio Lejano: il contratto firmato tra Pechino e Buenos Aires specifica che l'Argentina "non interferisce" negli affari della stazione, il che ha suscitato voci di spionaggio e altre attività militari da parte della Cina.