Francia, stretta sugli influencer: una legge per evitare le truffe
dalla nostra corrispondente Anais Ginori , dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI – Mettere ordine nella «giungla» degli influencer. È con queste parole che il deputato socialista Arthur Delporte presenterà in Parlamento tra qualche giorno una proposta di legge che punta a regolamentare un far west in cui si moltiplicano scandali e truffe. Dopo essere stato uno dei primi Paesi a varare una legge per il diritto alla disconnessione e aver applicato la direttiva sul copyright nei contenuti di informazione, la Francia è ancora una volta pioniera. La proposta di legge punta a creare uno status giuridico per gli influencer e vietare la promozione sui social network e sulle piattaforme di prodotti farmaceutici, dispositivi medici e atti chirurgici, in particolare cosmetici, ad eccezione delle campagne governative di salute pubblica. Si propone anche di impedire la promozione di contratti finanziari a rischio, di alcuni asset digitali o di investimenti in libretti di criptovaluta o Nft.
L'articolo 1 definisce anche co…
PARIGI – Mettere ordine nella «giungla» degli influencer. È con queste parole che il deputato socialista Arthur Delporte presenterà in Parlamento tra qualche giorno una proposta di legge che punta a regolamentare un far west in cui si moltiplicano scandali e truffe. Dopo essere stato uno dei primi Paesi a varare una legge per il diritto alla disconnessione e aver applicato la direttiva sul copyright nei contenuti di informazione, la Francia è ancora una volta pioniera. La proposta di legge punta a creare uno status giuridico per gli influencer e vietare la promozione sui social network e sulle piattaforme di prodotti farmaceutici, dispositivi medici e atti chirurgici, in particolare cosmetici, ad eccezione delle campagne governative di salute pubblica. Si propone anche di impedire la promozione di contratti finanziari a rischio, di alcuni asset digitali o di investimenti in libretti di criptovaluta o Nft.
L'articolo 1 definisce anche cosa sono le agenzie di influencer. In caso di inadempienza, il testo prevede una pena detentiva di sei mesi e una multa di 75mila euro. L'esame del testo della sinistra comincerà il 9 febbraio in parlamento e ha buone chance di essere approvato perché nel frattempo anche un deputato della maggioranza macronista, Stéphane Vojetta, ha deciso di far convergere un altro testo già in preparazione. "Questa proposta di legge mira a stabilire un quadro giuridico per l'attività degli influencer sui social network e a definire un nuovo regime di responsabilità applicabile a tutti, al fine di combattere la diffusione di pratiche commerciali ingannevoli e illegali su Internet" affermano i deputati nelle motivazioni.
È diventata una priorità del governo e in particolare del ministro dell'Economia, Bruno Le Maire alla luce dei tanti abusi denunciati negli ultimi mesi. L'autorità francese per il controllo delle frodi ha preso di mira una sessantina di influencer per la loro promozione di prodotti e servizi come integratori alimentari, programmi dimagranti, cosmetici, o anche servizi di trading online o scommesse. La Francia conta 150mila influencer e circa il 60 per cento - dicono al ministero - violerebbe le norme sulla pubblicità e i diritti dei consumatori. Tra gli abusi segnalati : pubblicità ingannevole, promozione di scommesse sportive rischiose, iniezioni da parte di estetisti e professionisti non autorizzati.
Qualche giorno fa, le agenzie specializzate nel rapporto tra brand e influencer hanno annunciato la creazione di una prima federazione professionale: l'Umicc (Unione delle professioni dell'influenza e dei creatori di contenuti) che imporrà ai suoi membri di avere una residenza fiscale in Francia, mentre tanti influencer si sono trasferiti a Dubai. Intanto, il ministro dell'Economia ha lanciato una consultazione, conclusa a fine gennaio, chiedendo ai francesi di esprimere il loro parere su undici misure suddivise in quattro temi: i diritti e gli obblighi degli influencer, la proprietà intellettuale, la protezione dei consumatori e la governance del settore. I risultati della consultazione dovrebbero essere resi noti a fine febbraio, quando il dibattito parlamentare sulla proposta di legge bipartisan sarà entrato nel vivo. L'obiettivo finale è arrivare a un'approvazione di nuove regole entro l'estate.