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Regole per gli influencer, parla Gloria Schito: "Chi è onesto non le teme"

@glojoined, influencer nel settore moda con più di un milione di follower, commenta il piano francese di mettere dei paletti al settore
1 minuti di lettura

"Ben vengano le regole per gli influencer: sono un vantaggio per chi è onesto". Vede con favore la proposta di legge francese Gloria Schito, ovvero @glojoined, influencer nel settore moda con 918.000 follower su TikTok e 274.000 su Instagram.

Può essere utile, come vogliono fare in Francia, assegnare uno stato giuridico agli influencer e stabilire un codice di condotta con norme specifiche per il vostro settore e sanzioni per i comportamenti scorretti?

"Io credo di sì: un codice che regolamenti gli influencer è per me una cosa positiva, perché ci mette tutti sullo stesso piano. Se ognuno può fare come gli pare, sul breve viene premiato chi si comporta in maniera scorretta, ad esempio non dichiarando la pubblicità. E questo non è giusto nei confronti di chi, invece, è più trasparente con i suoi follower".

"Ben vengano le regole per gli influencer: sono un vantaggio per chi è onesto". Vede con favore la proposta di legge francese Gloria Schito, ovvero @glojoined, influencer nel settore moda con 918.000 follower su TikTok e 274.000 su Instagram.

Può essere utile, come vogliono fare in Francia, assegnare uno stato giuridico agli influencer e stabilire un codice di condotta con norme specifiche per il vostro settore e sanzioni per i comportamenti scorretti?

"Io credo di sì: un codice che regolamenti gli influencer è per me una cosa positiva, perché ci mette tutti sullo stesso piano. Se ognuno può fare come gli pare, sul breve viene premiato chi si comporta in maniera scorretta, ad esempio non dichiarando la pubblicità. E questo non è giusto nei confronti di chi, invece, è più trasparente con i suoi follower".

Perché la trasparenza, spontanea o indotta dalle regole, è importante non solo per i consumatori ma per gli influencer stessi?

"Se un influencer si mette a promuovere prodotti che lo rendono meno credibile finisce per rovinare la reputazione che si è costruito negli anni, e che è molto difficile riparare, una volta infangata. Ma c'è di più: a differenza di quanto molti credono, essere influencer non è la destinazione finale di una persona, per quanto talentuosa. Chi, comportandosi scorrettamente in assenza di regole precise, si brucia, poi rischia di compromettere le altre possibili tappe della sua vita: aprire una casa di moda, lanciare un profumo, e così via".

Quindi lei sarebbe favorevole a una legge italiana sul modello di quella francese?
"Credo che per prodotti "delicati" come quelli farmaceutici e finanziari sia molto utile una regolamentazione, perché tutti possono accedere ai social".

La legge francese chiede anche di vietare la promozione di cosmetici. Dovremmo farlo anche noi?

"Qui credo che ci sia anche una responsabilità del brand. Le aziende di cosmetica con cui ho collaborato, per esempio, mi hanno dato delle direttive molto chiare sull'evitare frasi estreme come "rimuove totalmente le rughe", e così via: queste espressioni vengono già eliminate a monte per non incorrere nella pubblicità ingannevole. Potrebbero essere utili regole più dure, ma potrebbe bastare anche più responsabilità e buonsenso".