Raid israeliano a Gerico: 5 morti
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Si rinnovano gli scontri in Cisgiordania, questa volta nella zona di Gerico, dove almeno cinque miliziani palestinesi sono rimasti uccisi durante un’operazione israeliana contro una nuova cellula affiliata alle Brigate al-Qassam di Hamas nel campo profughi di Aqabat Jaber. Il gruppo era stato identificato dalle forze di sicurezza israeliane come responsabile di un attacco a pochi chilometri di distanza lo scorso 28 gennaio.
In quell'occasione due miliaziani si erano presentati presso un ristorante israeliano nella zona e avevano tentato di fare fuoco sui clienti, ma l’arma si era inceppata e i due, identificati dal canale televisivo israeliano 12 come Rafat Waal Avdat e Malek Oni Lafi, 22 e 23 anni, entrambi affiliati di Hamas, erano scappati. Già sabato l’esercito israeliano (Idf) aveva compiuto un raid nella zona e arrestato diversi membri della cellula, senza però riuscire a raggiungere i responsabili dell’attacco. Oggi…
GERUSALEMME – Si rinnovano gli scontri in Cisgiordania, questa volta nella zona di Gerico, dove almeno cinque miliziani palestinesi sono rimasti uccisi durante un’operazione israeliana contro una nuova cellula affiliata alle Brigate al-Qassam di Hamas nel campo profughi di Aqabat Jaber. Il gruppo era stato identificato dalle forze di sicurezza israeliane come responsabile di un attacco a pochi chilometri di distanza lo scorso 28 gennaio.
In quell'occasione due miliaziani si erano presentati presso un ristorante israeliano nella zona e avevano tentato di fare fuoco sui clienti, ma l’arma si era inceppata e i due, identificati dal canale televisivo israeliano 12 come Rafat Waal Avdat e Malek Oni Lafi, 22 e 23 anni, entrambi affiliati di Hamas, erano scappati. Già sabato l’esercito israeliano (Idf) aveva compiuto un raid nella zona e arrestato diversi membri della cellula, senza però riuscire a raggiungere i responsabili dell’attacco. Oggi il nuovo raid.
Dura la reazione di Hamas, con il leader Ismail Haniyeh che promette come il nemico israeliano “non conoscerà la calma”.
Le ultime settimane sono state caratterizzate da fortissime tensioni nella regione. Da quasi un anno le forze di sicurezza israeliane stanno compiendo ripetuti raid in Cisgiordania in quella che hanno denominato Operazione Breaking the Wave, lanciata dopo una serie di attacchi terroristici la scorsa primavera.
Il periodo è caratterizzato da gravi tensioni anche dal punto di vista politico sia in Israele sia nei Territori palestinesi. Insediatosi all’inizio di gennaio, il nuovo esecutivo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu è considerato il più spostato a destra di sempre e nelle ultime settimane diversi suoi esponenti sono stati protagonisti di una retorica incendiaria nei confronti dell’Anp, come il Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, che nell’annunciare la confisca di una parte delle tasse che Israele raccoglie per conto di Ramallah ha dichiarato “finché l'Autorità palestinese incoraggia il terrorismo ed è un nemico, non ho alcun interesse che continui a esistere".