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Israele invierà aiuti alle vittime del terremoto della Siria, Paese con cui è in guerra

La richiesta sarebbe arrivata da Damasco tramite la Russia, anche se il giornale filogovernativo al-Watan smentisce. Lo Stato ebraico, che andrà in soccorso anche della Turchia, fornirebbe tende, medicinali e coperte al Paese nemico, con cui non ha relazioni diplomatiche 
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GERUSALEMME – Israele si prepara a mandare aiuti umanitari alla Turchia e alla Siria, devastate dal terremoto che ha ucciso oltre duemila persone, distrutto centinaia di edifici e messo in ginocchio i due Paesi. Lo Stato Ebraico non è nuovo a inviare soccorsi in giro per il mondo per far fronte a crisi umanitarie, condividendo l’esperienza nella gestione delle emergenze sviluppata dalle sue istituzioni civili e militari. Eppure se si pensa che Gerusalemme e Damasco sono ancora formalmente in stato di guerra lo sviluppo è significativo.

I nuovi rapporti tra Turchia e Israele

Sin dalle prime ore della mattina, il Ministro degli Esteri Eli Cohen ha parlato con la sua controparte turca Mevlut Cavusoglu per esprimere le sue condoglianze e offrire assistenza. “A nome dello Stato di Israele, voglio esprimere profondo dolore al popolo turco per il grave terremoto che questa notte ha colpito la Turchia meridionale,” ha twittato Cohen. “I…

GERUSALEMME – Israele si prepara a mandare aiuti umanitari alla Turchia e alla Siria, devastate dal terremoto che ha ucciso oltre duemila persone, distrutto centinaia di edifici e messo in ginocchio i due Paesi. Lo Stato Ebraico non è nuovo a inviare soccorsi in giro per il mondo per far fronte a crisi umanitarie, condividendo l’esperienza nella gestione delle emergenze sviluppata dalle sue istituzioni civili e militari. Eppure se si pensa che Gerusalemme e Damasco sono ancora formalmente in stato di guerra lo sviluppo è significativo.

I nuovi rapporti tra Turchia e Israele

Sin dalle prime ore della mattina, il Ministro degli Esteri Eli Cohen ha parlato con la sua controparte turca Mevlut Cavusoglu per esprimere le sue condoglianze e offrire assistenza. “A nome dello Stato di Israele, voglio esprimere profondo dolore al popolo turco per il grave terremoto che questa notte ha colpito la Turchia meridionale,” ha twittato Cohen. “I nostri cuori sono con le vittime e auguriamo ai feriti una pronta guarigione. Ho incaricato il ministero di guidare un programma di aiuti rapidi per la Turchia per far fronte al grave disastro”. 


Dopo anni di ostilità, Gerusalemme e Ankara di recente hanno restaurato le proprie relazioni diplomatiche riportandole al pieno livello. Una prima missione di soccorso dovrebbe arrivare in Turchia questa sera, mentre domani mattina è prevista la partenza di una delegazione più numerosa, che includerà aiuti ingenti in collaborazione con varie agenzie umanitarie israeliane.

L'aiuto alla nemica Siria

La vera sorpresa però è arrivata nel corso della giornata con un comunicato ufficiale del primo ministro Benjamin Netanyahu. “In conformità con la richiesta del governo turco, ho diretto l'invio di squadre mediche e di ricerca e soccorso. Questo è quello che facciamo in giro per il mondo e questo è quello che facciamo nelle zone a noi vicine,” le parole di Netanyahu, che ha poi aggiunto che “siccome è arrivata anche una richiesta in tal senso, per i tanti feriti del terremoto in Siria, ho dato istruzioni che si faccia altrettanto".


Israele e la Siria sono ancora formalmente in guerra e non hanno relazioni diplomatiche. L’aviazione israeliana inoltre compie spesso operazioni sui cieli del Paese che a seguito della guerra civile è diventato una base operativa degli iraniani e del gruppo Hezbollah, entrambi attivamente ostili a Gerusalemme. 

E tuttavia, proprio durante il sanguinoso conflitto che ha ucciso oltre mezzo milione di persone, lo Stato ebraico ha organizzato un ospedale da campo sul confine per curare i feriti siriani e persino dei convogli segreti per portare i bambini in uno degli ospedali della zona per essere visitati da dentisti e pediatri.

La smentita e il ruolo della Russia

Poche ore dopo l'annuncio di Netanyahu, però, la Siria ha smentito Israele. Damasco non ha chiesto aiuto a Israele dopo le due devastanti scosse di terremoto che hanno colpito il Paese, ha riferito la Reuters citando il quotidiano siriano filo-governativo al-Watan. Secondo l’emittente pubblica israeliana Kan, invece, la richiesta siriana sarebbe fatta pervenire a Israele tramite la Russia, che mantiene una forte presenza militare nel Paese. Al momento si tratterebbe di fornire a Damasco equipaggiamenti come tende, coperte, medicinali. Una fonte degli apparati di sicurezza israeliana citata da Kan ha aggiunto però che se il Paese dovesse richiedere assistenza nel curare i feriti, Gerusalemme sarebbe pronta a fare la sua parte anche in questo senso e ad accogliere dei siriani in Israele. Come già dieci anni fa.