Ansia per Angelo Zen, l'italiano disperso in Turchia
di Enrico Ferro , di Enrico FerroPADOVA - "Non abbiamo notizie di mio padre, ci rendiamo conto a malapena di quello che sta succedendo. Ci serve tempo". Sono ore drammatiche per Mirko Zen, il fratello Leonardo e la loro mamma, Patrizia Costarella. Fino a due giorni fa la vita scorreva come sempre, con gli impegni quotidiani e i viaggi di lavoro. Poi arriva il sisma che squarcia la Turchia e Angelo Zen, tecnico industriale di 60 anni che vive tra le province di Vicenza e Venezia, è l'unico italiano disperso. Lavorava a Kahramanmaras, epicentro del sisma. Di lui non si hanno più notizie.
L'ultimo contatto di Zen con la famiglia risale a domenica. In queste ore i familiari cercano di tenere i contatti solo con le autorità, per non alimentare la confusione. "Siamo in attesa, non possiamo parlare in questo momento", continuano a ripetere, mentre nella loro casa di Maerne di Martellago (Venezia) gli infissi sono sprangati. Ogni comunicazione è interrotta quindi…
PADOVA - "Non abbiamo notizie di mio padre, ci rendiamo conto a malapena di quello che sta succedendo. Ci serve tempo". Sono ore drammatiche per Mirko Zen, il fratello Leonardo e la loro mamma, Patrizia Costarella. Fino a due giorni fa la vita scorreva come sempre, con gli impegni quotidiani e i viaggi di lavoro. Poi arriva il sisma che squarcia la Turchia e Angelo Zen, tecnico industriale di 60 anni che vive tra le province di Vicenza e Venezia, è l'unico italiano disperso. Lavorava a Kahramanmaras, epicentro del sisma. Di lui non si hanno più notizie.
L'ultimo contatto di Zen con la famiglia risale a domenica. In queste ore i familiari cercano di tenere i contatti solo con le autorità, per non alimentare la confusione. "Siamo in attesa, non possiamo parlare in questo momento", continuano a ripetere, mentre nella loro casa di Maerne di Martellago (Venezia) gli infissi sono sprangati. Ogni comunicazione è interrotta quindi, ma nessuno se la sente di abbandonare le speranze. Patrizia, Mirko e Leonardo sperano nel miracolo. Zen, tecnico specializzato nella riparazione di macchinari per l'oreficeria, con un lavoro in proprio avviato ormai da anni e forte della sua professionalità, era partito la scorsa settimana per la Turchia. In Medio Oriente aveva avviato la sua rete più fitta di collaborazioni.
Al momento della prima violentissima scossa pare fosse alloggiato al Sahara Hotel, uno degli edifici distrutti dal sisma. C'è anche un'altra persona che in questi giorni l'aveva sentito: si tratta di Suleyman Hilmi Metin, 30 anni, turco, operaio manutentore. Si erano conosciuti nel 2021 per un lavoro fatto insieme a Istanbul. Dopo quell'occasione erano rimasti sempre in contatto. L'altra notte, dopo la scossa, sapendo che Angelo si trovava in Turchia, il collega ha provato a chiamarlo e poi gli ha inviato un messaggio su WhatsApp. Un messaggio ancora senza risposta: non viene nemmeno consegnato perché non compare la doppia spunta di notifica. "Per ora è soltanto irrintracciabile, non sappiamo dove si trovasse durante il terremoto", continuano a ripetere dalla Farnesina, invitando alla prudenza.
Meno di una settimana fa Angelo Zen commentava con orgoglio su Linkedin uno dei suoi ultimi lavori: "Ho installato questo forno e devo dire che è meraviglioso. Il sistema di controllo automatico del gas evita ogni possibile errore umano con incredibile semplicità". Un uomo dinamico, con la valigia sempre pronta, abituato a destreggiarsi negli aeroporti per viaggiare da un Paese all'altro. Lavoro a parte, la gestione dei profili social raccontano un uomo che ama viaggiare anche per diletto, in compagnia della moglie Patrizia. L'ultima vacanza, sempre in Medio Oriente, risale allo scorso mese di dicembre. Una coppia affiatata che ama anche praticare sport come ciclismo, sci e trekking.