✕

Francia-Italia, ultima tappa del braccio di ferro sui terroristi rossi fuoriusciti: la decisione della Corte di Cassazione il 28 marzo

Giorgio Pietrostefani in tribunale nel maggio 2021 (ansa)
La più alta istanza francese deve esaminare il caso dei dieci condannati nel nostro paese, tra cui Pietrostefani e Petrella. La procura di Parigi ha fatto ricorso contro il rifiuto della corte d'appello di estradarli
2 minuti di lettura

PARIGI - Ultima tappa nella complessa e tormentata vicenda dei dieci fuoriusciti dal terrorismo rosso rifiugiati in Francia durante gli anni Ottanta. Si è svolta stamattina l’udienza presso la Corte di Cassazione con l'avvocato generale ha annunciato che le sentenze verranno annunciate il 28 marzo. Il più alto organo giudiziario francese deve esaminare le domande di estradizione che l'Italia ha rilanciato due anni fa per i dieci ex militanti italiani di estrema sinistra, tra cui Giorgio Pietrostefani e Marina Petrella. A quasi due anni dall'arresto degli ex attivisti (poi rimessi in libertà vigilata), la procura di Parigi ha fatto ricorso in Cassazione contro il rifiuto della corte d'appello di estradarli in Italia. A prova dell'importanza dell'udienza è stata ampliata da tre a nove la formazione dei consiglieri della Corte che sarà presieduta personalmente dal presidente della Chambre criminelle, circostanza non usuale.…

PARIGI - Ultima tappa nella complessa e tormentata vicenda dei dieci fuoriusciti dal terrorismo rosso rifiugiati in Francia durante gli anni Ottanta. Si è svolta stamattina l’udienza presso la Corte di Cassazione con l'avvocato generale ha annunciato che le sentenze verranno annunciate il 28 marzo. Il più alto organo giudiziario francese deve esaminare le domande di estradizione che l'Italia ha rilanciato due anni fa per i dieci ex militanti italiani di estrema sinistra, tra cui Giorgio Pietrostefani e Marina Petrella. A quasi due anni dall'arresto degli ex attivisti (poi rimessi in libertà vigilata), la procura di Parigi ha fatto ricorso in Cassazione contro il rifiuto della corte d'appello di estradarli in Italia. A prova dell'importanza dell'udienza è stata ampliata da tre a nove la formazione dei consiglieri della Corte che sarà presieduta personalmente dal presidente della Chambre criminelle, circostanza non usuale. 

Le due donne e gli otto uomini, di età compresa tra i 62 e i 79 anni, sono già stati condannati dalla giustizia italiana, alcuni all'ergastolo, ma hanno trovato protezione e si sono rifatti una nuova vita in Francia grazie alla cosiddetta dottrina Mitterrand: il presidente socialista della Francia tra il 1981 e il 1995 si era impegnato a non estradare gli ex attivisti che avevano rotto con il loro passato. Nella primavera del 2021, dopo mesi di trattative, Emmanuel Macron, d'intesa con l'allora premier Mario Draghi, aveva invece deciso a sorpresa di dare il via libera alle richieste di estradizione pendenti da anni su una lista di dieci nomi. Il percorso giudiziario aperto dalla svolta politica tra Parigi e Roma è finito su un parere sfavorevole alla consegna alle autorità italiane in base al rispetto del diritto alla vita privata e familiare di queste persone stabilite in Francia e del diritto a un processo equo, come previsto dagli articoli 8 e 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Dopo il rigetto delle domande, Macron aveva comunque ribadito la volontà che i dieci fuoriusciti dalla lotta armata fossero "processati sul suolo italiano", sostenendo che erano stati "coinvolti in crimini di sangue” e quindi non rientravano nella dottrina Mitterrand. Pochi giorni dopo le parole del capo dello Stato, il procuratore di Parigi aveva presentato ricorso alla Corte di Cassazione, fatto abbastanza inedito. Tanto che gli avvocati della difesa parlano ora di "accanimento" e "deviazione dallo Stato di diritto". "È necessario tenere conto della specificità dei reati commessi" commenta invece William Julié, avvocato dello Stato italiano, sottolineando che il tempo trascorso rispetto ai reati commessi - una delle ragioni della Corte d'appello per rifiutare l'estradizione - non è dovuto "all'inazione delle autorità italiane ma alla mancanza di cooperazione delle autorità francesi".

La maggior parte degli ex attivisti ora ricercati dalle autorità italiane era già stata oggetto di procedure di estradizione negli anni Ottanta e Novanta. Nonostante i tribunali avessero dato parere favorevole per alcuni di loro, le autorità francesi non hanno mai firmato il decreto di consegna all'Italia. Ora la decisione della Corte di Cassazione attesa per fine marzo potrebbe essere l'ultimo tassello in una storia infinita che si trascina da decenni e ha avvelenato le relazioni bilaterali. Il parere dell'avvocato generale è stato per il rigetto delle domande, confermando quindi la decisione della primavera scorsa.