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Hong Kong, vittoria transgender: incostituzionale obbligare all'operazione per cambiare sesso sui documenti

L'attivista Henry Tse con la pergamena che attesta la sua vittoria in tribunale a Hong Kong (afp)
Dopo anni di battaglie Henry Edward Tse ha vinto: sentenza storica per l'ex colonia britannica
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PECHINO - Sul suo passaporto britannico alla voce in questione c'è la lettera “M”. Sulla sua carta di identità di Hong Kong no. Ancora per poco però. Si perché dopo anni di battaglie in tribunale, Henry Edward Tse ha vinto. 

In una sentenza storica per la città, la Corte ha ribaltato le decisioni precedenti e stabilito che è incostituzionale vietare alle persone transgender di modificare l'indicatore di genere sulla carta d'identità a meno che non si sottopongano a un intervento chirurgico. Nonostante Tse in questi anni si sia sottoposto a vari trattamenti ormonali e si sia fatto asportare i seni, finora gli era sempre stato detto che se voleva cambiare il proprio documento avrebbe dovuto fare anche l’operazione di “riassegnazione completa del sesso”: cioè la rimozione dell'utero e delle ovaie e l’impianto di genitali maschili. Intervento chirurgico che Tse riteneva troppo…

PECHINO - Sul suo passaporto britannico alla voce in questione c'è la lettera “M”. Sulla sua carta di identità di Hong Kong no. Ancora per poco però. Si perché dopo anni di battaglie in tribunale, Henry Edward Tse ha vinto. 

In una sentenza storica per la città, la Corte ha ribaltato le decisioni precedenti e stabilito che è incostituzionale vietare alle persone transgender di modificare l'indicatore di genere sulla carta d'identità a meno che non si sottopongano a un intervento chirurgico. Nonostante Tse in questi anni si sia sottoposto a vari trattamenti ormonali e si sia fatto asportare i seni, finora gli era sempre stato detto che se voleva cambiare il proprio documento avrebbe dovuto fare anche l’operazione di “riassegnazione completa del sesso”: cioè la rimozione dell'utero e delle ovaie e l’impianto di genitali maschili. Intervento chirurgico che Tse riteneva troppo rischioso. 

“Ricorso riuscito” c'è scritto sul fai chun, il rotolo di pergamena tradizionale rosso, che il 31enne Henry ha mostrato con orgoglio all’uscita del tribunale. “Cose semplici come andare nei bagni pubblici mi sono impossibili perché non posso andare nel bagno degli uomini, e sarebbe considerato un reato se usassi quello delle donne. Ora sarà tutto molto più facile per me”, dice. Potrò vivere come qualsiasi altro uomo”. Appena il governo aggiornerà la sua politica in base alla sentenza del tribunale, “correrò a cambiare la mia carta di identità”. 

Fondatore della Transgender Equality Hong Kong, Tse ha appena pubblicato un piccolo manuale, Visibility vs Invisibility, per sensibilizzare le persone sui diritti della comunità transgender. La sua battaglia inizia nel 2019. Assieme ad un'altra persona, che per motivi di privacy è stata indicata nelle sentenze soltanto come "Q". Nei precedenti processi Henry aveva raccontato delle umiliazioni subite dai commessi dei negozi, dagli impiegati di banca, dai poliziotti, e di come evitasse di andare nei bagni pubblici o di cambiarsi negli spogliatoi delle palestre per paura di essere fermato e interrogato.

"La conseguenza dell’attuale politica è quella di porre queste persone nel dilemma di dover scegliere se subire regolari violazioni dei loro diritti alla privacy o se sottoporsi a interventi chirurgici altamente invasivi e non necessari dal punto di vista medico. È chiaro che questo non riflette un equilibrio ragionevole", ha scritto la Corte nelle motivazioni della sentenza. 
Ci sono state alcune vittorie importanti per la comunità LGBTQ+ di Hong Kong - due anni fa la Corte ha concesso pari diritti genitoriali ai partner dello stesso sesso - ma c'è ancora molto da fare sostengono gli attivisti. Secondo uno studio del 2021 della Chinese University di Hong Kong, più di tre quarti delle 234 persone transgender intervistate ha dichiarato di aver pensato al suicidio. Una su 10 ha riferito di aver subito violenza fisica nei bagni pubblici. 

Rispetto al resto dell'Asia, Hong Kong si colloca un po’ nel mezzo per quanto riguarda i diritti dei transgender. L'India ha affermato il diritto all'autodeterminazione di genere in precedenti cause giudiziarie, Taiwan nel 2021 ha eliminato il requisito dell'intervento chirurgico per il cambio legale di sesso, l'anno scorso la Cina abbassato l'età minima per l'accesso dei giovani trans alle operazioni.