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In Siria miracolo sotto le macerie, salva una bimba appena nata: “Il cordone ombelicale la legava alla madre morta”

(ansa)
L’Unicef dice che nascosti dai detriti potrebbero esserci migliaia di bambini. A Hatay una mamma e le due figlie estratte vive dopo 33 ore. Mahmut, 15 anni, in trappola per un giorno e mezzo ad Adiyaman
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NURDAGI (TURCHIA) - Era con il volto schiacciato sul pavimento. Legata alla mamma dal cordone ombelicale, forse neppure un giorno di vita. La madre era morta, nella stanza dell'appartamento di Jindires, in Siria, pochi chilometri da Aleppo. Il palazzo di quattro piani aveva seppellito tutta la famiglia: il padre, le tre sorelle, un fratello. Una zia. Come poteva essere viva la più piccola? Così piccola. 


Il soccorritore con la kefiah rossa e il giubbotto cachi ha pensato solo a spostare una trave, a sollevarla delicatamente e portarla fuori da quella tomba. Un collega gli ha lanciato una trapunta per coprirla, si è incastrata nell'escavatrice. I medici di Afrin, più tardi, con la bimba in sonno nell'incubatrice, i capelli neri, un livido sulla fronte, la flebo nel braccio, hanno ipotizzato che la piccola - ancora senza un nome - potesse essere nata dopo il sisma. Dopo la morte della madre. Difficile, comunque sia andata, non usar…

NURDAGI (TURCHIA) - Era con il volto schiacciato sul pavimento. Legata alla mamma dal cordone ombelicale, forse neppure un giorno di vita. La madre era morta, nella stanza dell'appartamento di Jindires, in Siria, pochi chilometri da Aleppo. Il palazzo di quattro piani aveva seppellito tutta la famiglia: il padre, le tre sorelle, un fratello. Una zia. Come poteva essere viva la più piccola? Così piccola. 


Il soccorritore con la kefiah rossa e il giubbotto cachi ha pensato solo a spostare una trave, a sollevarla delicatamente e portarla fuori da quella tomba. Un collega gli ha lanciato una trapunta per coprirla, si è incastrata nell'escavatrice. I medici di Afrin, più tardi, con la bimba in sonno nell'incubatrice, i capelli neri, un livido sulla fronte, la flebo nel braccio, hanno ipotizzato che la piccola - ancora senza un nome - potesse essere nata dopo il sisma. Dopo la morte della madre. Difficile, comunque sia andata, non usare la parola miracolo. 

"Abbiamo sentito un rumore mentre stavamo scavando, abbiamo ripulito la zona e trovato questa piccolina", ha raccontato uno degli intervenuti. "Abbiamo tagliato il cordone ombelicale come potevamo e l'abbiamo portata in ospedale". Le condizioni sono stabili. L'Unicef dice che sotto le macerie siriane e turche potrebbero essere migliaia i bambini. La Protezione civile di Ankara dice anche che, ad oggi, ottomila persone rimaste senza via d'uscita per i crolli sono state salvate, più dei morti fin qui. Una di queste sopravvissute è Nour, 4 anni. È accaduto sempre a Jindires. "Papà è qui, parla con papà", le ha detto un volontario dei Caschi bianchi, i siriani che presidiano questa area di confine. Nour aveva solo qualche graffio sporco di sangue. "Grazie a Dio sei salva", l'ha abbracciata il padre.

Insieme al video del salvataggio della neonata, resterà un pezzo indelebile di questa tragedia lo scatto di Adem Altan, fotografo dell'Afp che ha inquadrato la sconsolazione di Mesut Hancer, lo sguardo senza un confine, seduto su calcinacci e vestito con un gilet da soccorritore. Mesut era un padre che teneva la mano della figlia di quindici anni. Irmak, morta nel sonno. Un'altra stanza sconvolta, con il letto della ragazza ridotto al solo materasso e sopra il quale incombeva il muro della sua camera, abbattuto alle 4,17 di quel lunedì. Siamo a Kahramanmaras, dentro l'epicentro del sisma. 

(afp)

Nella stessa città Hülya Yilmaz, 30 anni, e il suo bambino di soli 6 mesi, Ayse Vera, sono stati salvati dalle squadre di soccorso dopo aver trascorso 29 ore sotto le macerie di un edificio. A "Maras", in quelle ore, c'era la neve. Un adolescente di 15 anni, Mahmut Nebi Uygul, è rimasto in trappola per un giorno e mezzo ad Adiyaman, stessa provincia, la più colpita. In ospedale Mahmut, salvato, ha rivisto il fratello più grande, era riuscito a uscire subito dai calcinacci di casa. Più a sud, Hatay, una madre e le due figlie sono state estratte vive dopo 33 ore. Il cuore di una delle ragazze ha smesso di battere in ambulanza, durante il trasporto in ospedale, ma l'hanno rianimata. 

Mani nude tra la polvere per recuperare due sorelle nella provincia sud-orientale di Sanliurfa. È stata estratta per prima la più piccola, tre anni e un pigiamino bianco sporco di sangue, poi la sorella maggiore. Lei a piedi nudi, i capelli lunghi e neri arruffati: l'hanno ripescata da un buco, tirandola fuori per le spalle. 

La Turchia è un Paese giovane, il 29 per cento della popolazione ha meno di 15 anni. Studiosi delle università locali hanno individuato pesanti conseguenze a lungo termine tra i bambini esposti a un evento traumatico. Un gruppo analizzato aveva subito due grandi terremoti all'età di 7 anni. Già due. Decine di istituti scolastici, ospedali e strutture mediche ed educative sono state danneggiate o distrutte. Per due settimane in tutta la Turchia non si andrà a scuola.