Cina-Usa, nonostante la crisi del pallone-spia gli scambi commerciali raggiungono un nuovo record
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Nonostante le tensioni degli ultimi mesi - da ultima la saga sul presunto pallone spia cinese sui cieli dell’America, poi abbattuto - gli scambi commerciali tra Pechino e Washington hanno appena raggiunto un record: a riprova che il decoupling Cina-Usa (il “disaccoppiamento” delle economie) è piu facile a dirsi che a farsi. In questo 2022 da poco terminato il commercio bilaterale tra i due Paesi è salito a 690,6 miliardi di dollari, superando il record del 2018. Sebbene una parte dell'aumento degli scambi sia dovuto all’inflazione, i dati mostrano quanto gli Stati Uniti e la Cina rimangano interconnessi e dipendenti l'uno dall'altra, almeno dal punto di vista commerciale. "I flussi bilaterali da record sottolineano che, nonostante la costante imposizione di controlli sulle esportazioni e la continuazione della politica dei dazi iniziata con l’amministrazione Trump, i legami commerciali…
PECHINO - Nonostante le tensioni degli ultimi mesi - da ultima la saga sul presunto pallone spia cinese sui cieli dell’America, poi abbattuto - gli scambi commerciali tra Pechino e Washington hanno appena raggiunto un record: a riprova che il decoupling Cina-Usa (il “disaccoppiamento” delle economie) è piu facile a dirsi che a farsi. In questo 2022 da poco terminato il commercio bilaterale tra i due Paesi è salito a 690,6 miliardi di dollari, superando il record del 2018. Sebbene una parte dell'aumento degli scambi sia dovuto all’inflazione, i dati mostrano quanto gli Stati Uniti e la Cina rimangano interconnessi e dipendenti l'uno dall'altra, almeno dal punto di vista commerciale. "I flussi bilaterali da record sottolineano che, nonostante la costante imposizione di controlli sulle esportazioni e la continuazione della politica dei dazi iniziata con l’amministrazione Trump, i legami commerciali tra Stati Uniti e Cina rimangono forti", ha dichiarato a Nikkei Wendy Cutler, vicepresidente dell'Asia Society Policy Institute.
Le esportazioni americane verso la Cina (in gran parte prodotti agricoli) sono aumentate di 2,4 miliardi di dollari, raggiungendo i 153,8 miliardi, mentre le importazioni dalla Cina (in buona parte giocattoli e telefonini) sono aumentate di 31,8 miliardi di dollari, raggiungendo i 536,8 miliardi. Le tensioni commerciali ovviamente rimangono sullo sfondo, soprattutto per quanto riguarda l’industria dei semiconduttori. Negli ultimi mesi dell’anno scorso gli Usa hanno inasprito le restrizioni sulle esportazioni, spingendo Pechino a rivolgersi all’Organizzazione mondiale del commercio per cercare di risolvere la questione.
Prima del pallone
Prima dell’incidente del pallone sia Washington che Pechino stavano provando a rimettere sui giusti binari un rapporto costantemente sul punto di deragliare. Al G20 di Bali in Indonesia si erano incontrati i due leader, Joe Biden e Xi Jinping. A Zurigo il mese scorso si erano parlati la segretaria al Tesoro Usa Janet Yellen e il vicepremier cinese Liu He. Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione, Biden non ha menzionato direttamente il pallone cinese, ma ha affermato che la sua amministrazione proteggerà sempre la sovranità dell’America. "Mi impegno a lavorare con la Cina laddove ciò possa far progredire gli interessi americani e portare benefici al mondo. Ma come abbiamo chiarito la scorsa settimana se la Cina minaccia la nostra sovranità agiremo per proteggere il nostro Paese. E lo abbiamo fatto”.
La replica di Pechino al discorso di Biden
Al discorso di Biden è arrivata in mattinata una prima risposta cinese. “Difenderemo con fermezza la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina”, dice la portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning. Ribadendo che l’uso della forza per abbattere quel pallone è stato esagerato. “Ma chiediamo a Washington di lavorare con noi per riportare le relazioni bilaterali sulla via di uno sviluppo sano e stabile”. Per poi continuare: “Diffamare un Paese in nome della concorrenza, limitare i legittimi diritti di sviluppo di altri Paesi o danneggiare le catene industriali o di approvvigionamento globali non sono comportamenti degni di un grande Paese responsabile”.
Dopo che gli Stati Uniti hanno abbattuto il pallone lo scorso fine settimana, il Pentagono riferisce che aveva richiesto una telefonata tra il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il suo omologo cinese Wei Fenghe, ma Pechino avrebbe rifiutato. Mao Ning, interpellata questa mattina in conferenza stampa sulla questione, ha risposto di rivolgersi alla Difesa per chiarimenti. Fonti dell'intelligence statunitense insistono sul fatto che il pallone fosse utilizzato dall'esercito cinese per spiare. Alcuni funzionari, parlando anonimamente al Washington Post, hanno associato il pallone abbattuto sabato “a un vasto programma di sorveglianza gestito dall'Esercito Popolare di Liberazione”, affermando che alcuni dei palloni sono partiti negli ultimi anni dall’isola di Hainan. “Tali palloni sono stati utilizzati per raccogliere informazioni su territori strategicamente rilevanti per la Cina: tra cui Giappone, India, Taiwan e Filippine”.