La preghiera del "Padre nostro" è troppo maschilista? La Chiesa inglese dibatte se renderla di genere neutro
di Antonello Guerrera , di Antonello GuerreraAddio al “Padre Nostro”, preghiera fondante del cristianesimo? I tabloid inglesi sono sull’orlo di una crisi di nervi di fronte a questa eventualità. Il Daily Mail di oggi titola: “Vogliono rendere persino Dio gender-neutral!”. Il riferimento non è a Papa Luciani e al suo Dio più madre che padre, ma a una indiscrezione filtrata ieri sera: alcuni vescovi della Chiesa di Inghilterra starebbero preparando una riforma per evitare quando possibile ogni riferimento maschile o paterno alla figura di Dio, renderla neutrale come genere e dunque “modernizzarla”.
Apriti cielo, nel vero senso della parola. I giornali più conse…
Addio al “Padre Nostro”, preghiera fondante del cristianesimo? I tabloid inglesi sono sull’orlo di una crisi di nervi di fronte a questa eventualità. Il Daily Mail di oggi titola: “Vogliono rendere persino Dio gender-neutral!”. Il riferimento non è a Papa Luciani e al suo Dio più madre che padre, ma a una indiscrezione filtrata ieri sera: alcuni vescovi della Chiesa di Inghilterra starebbero preparando una riforma per evitare quando possibile ogni riferimento maschile o paterno alla figura di Dio, renderla neutrale come genere e dunque “modernizzarla”.
Apriti cielo, nel vero senso della parola. I giornali più conservatori e tradizionalisti parlano di ennesimo cedimento alla “dittatura woke”, ossia quella controproducente ultrasensibilità, secondo i suoi critici, nei confronti delle minoranze, anche di genere. In realtà si tratta solo di una proposta di una minoranza di vescovi, che dovrà andare al vaglio del prossimo sinodo della Chiesa di Inghilterra. Difficilmente passerà, a meno di grosse sorprese, ma sta già facendo molto discutere.
Secondo i promotori della riforma, Dio dovrebbe essere sempre più inclusivo, spogliato della caratterizzazione maschile e paterna, e dunque gender-neutral. Dunque, nei piani dei vescovi progressisti, stop alla formula della capitale preghiera “Our Father”, ossia “Padre Nostro”, in luogo di riferimenti sempre più frequenti alla parola “Dio”. E basta pronomi maschili, rimpiazzati da quelli neutri come “they” (in inglese “loro”). L’arcivescovo a capo della Chiesa di Inghilterra, Justin Welby, sinora ancora non si è espresso sulla questione.
Qualche giorno fa la Church of England era finita nella bufera per un’altra questione di diritti, ossia la decisione di non officiare matrimoni gay in chiesa, concedendo soltanto la benedizione per le unioni civili dello stesso sesso a discrezione dei singoli religiosi. Un compromesso “storico” nelle nuove linee guida pastorali, che però non aveva soddisfatto la comunità e le associazioni omosessuali e Lgbtq+ inglesi: per loro si tratta di “briciole lasciate alle coppie dello stesso sesso”, e di “ennesima discriminazione delle autorità religiose che ci considerano di seconda classe”.