Crosetto: "In Ucraina evitiamo la Terza guerra Mondiale. Le colpe di Putin". L'ambasciatore russo Razov: "L'Italia pensi al suo ruolo nel Secondo conflitto"
di Antonello Guerrera , di Antonello GuerreraROMA - La guerra in Ucraina “è una battaglia per la libertà, una battaglia per il diritto internazionale, una battaglia per l’Europa”, dice Guido Crosetto, “noi stiamo cercando di evitare la Terza guerra mondiale. Ma ci saranno altri fronti in futuro, come la Cina, l’Indopacifico e quello che dovremmo combattere in Africa, dove il gruppo di mercenari Wagner aumentano la propria presenza in alcuni Paesi, dove l’estremismo islamico sta trovando nuova forza mentre l’Occidente è distratto, e dove la Cina in silenzio sta occupando sempre più pezzi di economia reale e di risorse: questa sarà la nuova sfida. Per non parlare della Libia, dove si sta combattendo anche un conflitto asimmetrico e di disinformazione”.
Il ministro della Difesa italiano parla al vertice di Pontignano 2023, organizzato quest’anno a Roma dall’ambasciata britannica in Italia e da…
ROMA - La guerra in Ucraina “è una battaglia per la libertà, una battaglia per il diritto internazionale, una battaglia per l’Europa”, dice Guido Crosetto, “noi stiamo cercando di evitare la Terza guerra mondiale. Ma ci saranno altri fronti in futuro, come la Cina, l’Indopacifico e quello che dovremmo combattere in Africa, dove il gruppo di mercenari Wagner aumentano la propria presenza in alcuni Paesi, dove l’estremismo islamico sta trovando nuova forza mentre l’Occidente è distratto, e dove la Cina in silenzio sta occupando sempre più pezzi di economia reale e di risorse: questa sarà la nuova sfida. Per non parlare della Libia, dove si sta combattendo anche un conflitto asimmetrico e di disinformazione”.
Il ministro della Difesa italiano parla al vertice di Pontignano 2023, organizzato quest’anno a Roma dall’ambasciata britannica in Italia e dal nuovo titolare diplomatico Ed Llewellyn. L’occasione è un evento del summit con protagonisti Crosetto e il suo pari arrivato dal Regno Unito, il titolare della Difesa Ben Wallace. Per entrambi oggi un vertice “2+2” con i ministri degli Esteri dei due Paesi, Antonio Tajani e James Cleverly.
“Non è solo la Russia, perché domani sarà la Cina”, avverte Crosetto, “bisogna difendere i nostri valori di libertà e democrazia, per questo stiamo armando anche noi l’Ucraina con i sistemi di Difesa anti-aerea. I carri armati russi ai confini dell’Europa o a Kiev costituirebbero la Terza guerra mondiale, noi invece la stiamo impedendo. Per questo le offese di Medvedev”, ex presidente russo e uno dei falchi di Mosca, “per me sono una medaglia. La propaganda russa dice che le bollette e l’inflazione sono colpa di Zelensky: invece è solo colpa di Putin”.
Insomma, se la coalizione di governo italiana aveva destato inizialmente qualche dubbio sull’atteggiamento nei confronti della Russia, le parole di Crosetto sono nette e inequivocabili. "Il termine autocrate nasce in Russia, lo introduce uno zar: prima c’erano solo dio e il popolo. Anche per questo, Putin non ha rispetto della cultura umana”.
Subito arriva la risposta a Crosetto da parte dell'ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov, contro "la demonizzazione" del suo Paese. "Non credo - ha affermato Razov in un'intervista all'agenzia Ria Novosti - che il ministro della Difesa di un Paese che ha avuto un ruolo ben noto nello scatenare la Seconda guerra mondiale dovrebbe parlare di Terza guerra mondiale. Per quanto riguarda i carri armati russi le credenze personali in scenari apocalittici basate sulla demonizzazione della Russia non sono una base sufficiente da meritare una risposta pubblica. È poi ovvio che pompare il regime di Kiev con nuovi tipi di armi porta solo a una escalation e a un prolungamento del conflitto e alla moltiplicazione della distruzione, delle vittime e delle sofferenze”, ha concluso Razov.
Crosetto ha poi lodato il "rapporto privilegiato di Italia e Regno Unito, su Difesa, Commercio, Industriale, e poi sui caccia Typhoon eurofighter, elicotteri, elettronica”. E ovviamente l'ultimo progetto del caccia di nuova generazione Tempest tra Italia, Regno Unito e Giappone "è un segnale storico e un percorso molto coraggioso di cooperazione" tra i tre Paesi”, ha sottolineato Crosetto, "un segnale storico perché il Giappone, come ha fatto la Germania con la decisione di investire 100 miliardi nella Difesa, ha cambiato la sua postura rispetto al suo approccio tradizionale nel settore militare: se cambia il Giappone, vuol dire che cambia il mondo completamente”.