Siria, si chiama Aya la neonata delle macerie e ora tutti vogliono adottarla
a cura della redazione Esteri , a cura della redazione Esteri"Non volevamo più che venisse chiamata la neonata nelle macerie, così abbiamo deciso di darle un nome. Si chiama Aya, che in arabo significa "miracolo, segno di Dio"", a spiegare il futuro della piccola salvata miracolosamente a Jandairis, in Siria, dopo il terremoto di magnitudo 7.8 che lunedì scorso ha colpito la Turchia e il confine del Paese è Salah al-Badran, uno zio del padre, unico parente rimasto in vita della famiglia della piccola. Sterminata dal sisma.
La storia della neonata trovata viva sotto le macerie ancora attaccata al cordone ombelicale della madre, nel nord-ovest della Siria, ha commosso milioni di persone. E ora in migliaia, da varie parti del mondo, si fanno avanti per adottare Aya, che nel terremoto ha perso non solo sua madre, ma anche suo padre e tutti e quattro i fratelli. Lo riporta la Bbc.
Anche il direttore dell'ospedale di Afrin Khalid Attiah, dove è stata ricoverata subito dopo il …
"Non volevamo più che venisse chiamata la neonata nelle macerie, così abbiamo deciso di darle un nome. Si chiama Aya, che in arabo significa "miracolo, segno di Dio"", a spiegare il futuro della piccola salvata miracolosamente a Jandairis, in Siria, dopo il terremoto di magnitudo 7.8 che lunedì scorso ha colpito la Turchia e il confine del Paese è Salah al-Badran, uno zio del padre, unico parente rimasto in vita della famiglia della piccola. Sterminata dal sisma.
La storia della neonata trovata viva sotto le macerie ancora attaccata al cordone ombelicale della madre, nel nord-ovest della Siria, ha commosso milioni di persone. E ora in migliaia, da varie parti del mondo, si fanno avanti per adottare Aya, che nel terremoto ha perso non solo sua madre, ma anche suo padre e tutti e quattro i fratelli. Lo riporta la Bbc.
Anche il direttore dell'ospedale di Afrin Khalid Attiah, dove è stata ricoverata subito dopo il ritrovamento, ha ricevuto decine di chiamate da tutto il mondo con offerte per prendersi cura di lei. Ma il dottore, che ha una figlia di quattro mesi più grande di Aya, ha detto: "Non permetterò a nessuno di adottarla ora. Fino al ritorno dei suoi parenti, la tratterò come una della mia famiglia". E per ora sua moglie la sta allattando insieme al proprio figlio.
Al momento per Aya non c'è una casa dove andare. La sua è stata completamente distrutta dal sisma, così come quella del prozio che ora vive in una tenda insieme ad altre undici persone. "Dopo il sisma qui sono rimaste in piedi soltanto il 10% delle case", ha spiegato Salah al-Badran attraverso dei messaggi vocali all'agenzia di stampa Ap.