La giornata di Zelensky al Parlamento europeo, dalla commozione alla richiesta dei jet: "Grazie per la disponibilità"
dal nostro corrispondente Claudio Tito , dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES - Appena entra nell'aula del Parlamento europeo è investito da un applauso scrosciante. Una vera e propria standing ovation. Per Volodymyr Zelensky la missione a Bruxelles non può essere semplice diplomazia. Qualcosa che si muove lungo la linea che separa la vita e la morte del suo Paese. Si commuove. Davanti a quegli applausi. Così come li accoglie con un sorriso tirato dalla fatica nella sede del Consiglio europeo dove lo attendono i 27 leader. L'unico a non applaudire prima della tradizionale foto di famiglia è l'ungherese Viktor Orbán. Anche durante il vertice, il premier di Budapest mostra un manifesto distacco. Ma gli altri confermano la linea di totale sostegno a Kiev. L'inno ucraino si alterna a quello dell'Unione europea.
"L'Ucraina vincerà e diventerà membro dell'Ue", è l'impegno del presidente ucraino. Che associa la sua previsione alla richiesta di nuove a…
BRUXELLES - Appena entra nell'aula del Parlamento europeo è investito da un applauso scrosciante. Una vera e propria standing ovation. Per Volodymyr Zelensky la missione a Bruxelles non può essere semplice diplomazia. Qualcosa che si muove lungo la linea che separa la vita e la morte del suo Paese. Si commuove. Davanti a quegli applausi. Così come li accoglie con un sorriso tirato dalla fatica nella sede del Consiglio europeo dove lo attendono i 27 leader. L'unico a non applaudire prima della tradizionale foto di famiglia è l'ungherese Viktor Orbán. Anche durante il vertice, il premier di Budapest mostra un manifesto distacco. Ma gli altri confermano la linea di totale sostegno a Kiev. L'inno ucraino si alterna a quello dell'Unione europea.
"L'Ucraina vincerà e diventerà membro dell'Ue", è l'impegno del presidente ucraino. Che associa la sua previsione alla richiesta di nuove armi. In particolare i jet militari, i caccia. Anzi, dopo i suoi incontri a Londra e Parigi li dà per scontati: "Grazie per la disponibilità a fornirci le armi necessarie, compresi i jet". Anche se sia il governo britannico che il presidente francese ancora frenano. "Niente di deciso". Eppure Zelensky, anche nella conferenza stampa finale, insiste: "Abbiamo preso delle decisioni che non rendere pubbliche. Abbiamo preso decisioni positive e concrete". "Non posso permettermi di tornare in patria - spiega - senza risultati. Gli aiuti ci servono per la sopravvivenza". E anche per difendere l'Ue perché Putin "vuole distruggere il modello di vita di tutta l'Europa. È un dittatore che utilizza le armi di altre dittature come l'Iran. Vuole tornare agli anni '30". E poi lancia un avvertimento: la guerra può allargarsi ulteriormente. "Abbiamo intercettato i piani della Russia - è il suo avviso - per distruggere la Moldavia, per spezzare la democrazia moldava e stabilire il controllo sul Paese: appena lo abbiamo intercettato ho avvisato la presidente Maia Sandu e sono sicuro che voi avreste fatto lo stesso".