Gerusalemme, attentato contro una fermata del bus: tre morti tra i quali due fratelli di 6 e 8 anni
di Rossella Tercatin , di Rossella TercatinGERUSALEMME – Tre morti: due fratelli di sei e otto anni e un ragazzo di venti. È il bilancio di un attacco diretto contro una fermata dell’autobus nella zona di Ramot, a nord di Gerusalemme. L’attentatore palestinese era alla guida di un’auto che ha puntato contro la piccola folla in attesa, a poche ore dall’inizio dello Shabbat.
“Quando siamo arrivati sulla scena dell’attentato, ci siamo trovati davanti a uno spettacolo scioccante,” la testimonianza del paramedico del Magen David Adom Shraga Rosenthal. “C’erano sei vittime sdraiate l'una accanto all'altra, tra cui due erano bambini di circa 6 anni incoscienti e con traumi multipli.”
Al primo bilancio dei morti si è aggiunto dopo diverse ore anche il bambino di 8 anni che da subito era stato descritto in condizioni disperate. Era il fratello del bambino di 6 anni deceduto subito dopo l'attacco. L'altra vittima, il rag…
GERUSALEMME – Tre morti: due fratelli di sei e otto anni e un ragazzo di venti. È il bilancio di un attacco diretto contro una fermata dell’autobus nella zona di Ramot, a nord di Gerusalemme. L’attentatore palestinese era alla guida di un’auto che ha puntato contro la piccola folla in attesa, a poche ore dall’inizio dello Shabbat.
“Quando siamo arrivati sulla scena dell’attentato, ci siamo trovati davanti a uno spettacolo scioccante,” la testimonianza del paramedico del Magen David Adom Shraga Rosenthal. “C’erano sei vittime sdraiate l'una accanto all'altra, tra cui due erano bambini di circa 6 anni incoscienti e con traumi multipli.”
Al primo bilancio dei morti si è aggiunto dopo diverse ore anche il bambino di 8 anni che da subito era stato descritto in condizioni disperate. Era il fratello del bambino di 6 anni deceduto subito dopo l'attacco. L'altra vittima, il ragazzo di venti anni, si era sposato due mesi fa Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana, la maggior parte dei feriti apparteneva alla stessa famiglia.
Solo due settimane fa, proprio di venerdì sette persone erano state uccise in un altro attacco terroristico con armi da fuoco fuori da una sinagoga e in due erano rimasti feriti gravi in un altro attentato la mattina successiva. Anche nel caso di questi attacchi, i responsabili erano palestinesi di Gerusalemme Est (nel secondo episodio, un tredicenne).
L’attacco di Gerusalemme è stato elogiato da Hamas e dalla Jihad Islamica, con i portavoce di entrambi i movimenti che hanno parlato di “operazione eroica”. Le ultime settimane sono state caratterizzate da fortissime tensioni nella regione. Da quasi un anno le forze di sicurezza israeliane stanno compiendo ripetuti raid in Cisgiordania in quella che hanno denominato Operazione Breaking the Wave, lanciata dopo una serie di attacchi terroristici la scorsa primavera in cui sono morti oltre trenta israeliani.