ODESSA - La provocazione russa è un graffio ricurvo nel cielo moldavo. Due missili, lanciati dal Mar Nero, hanno violato lo spazio aereo della Moldavia cambiando improvvisamente rotta con una virata verso ovest. Li hanno avvistati ieri mattina i radar di Kiev e ne hanno seguito la traccia anche quelli di Chisinau. Le certezze, però, finiscono qui: il resto della traiettoria dei due Kalibr, intercettati dalla contraerea ucraina nel distretto di Cernivci, si perde nel mistero. "Sono entrati anche nel territorio della Romania", denuncia il presidente Zelensky. "E' una sfida alla Nato e alla sicurezza collettiva". Il governo di Bucarest smentisce: "Sono passati a 35 chilometri dal nostro confine". Chi di sicuro sa sono gli Stati Uniti, che su quella frontiera fanno alzare velivoli da ricognizione. Ma Washington non fornisce dettagli, è più interessata ad abbassare i toni in vista dell'annunciata visita di Biden in Polonia il 20-22 febbraio. "Al momento non ci sono indicazioni di minacce militari dirette alla Romania o alla Moldavia", fanno dire al portavoce del dipartimento di Stato. Comprensibile. Violare lo spazio aereo di un paese Nato è affar serio. E seppur non lo si possa classificare "attacco armato", che in base all'articolo 5 del Trattato nord-atlantico porterebbe all'escalation, avrà delle conseguenze.
Torniamo in Ucraina. Da giovedì piovono razzi e droni, e il comandante in capo delle forze armate Valery Zaluzhny tiene il conto: "Dalle 21.50 del 9 febbraio alle 12 del 10 febbraio i nemici hanno lanciato 71 missili da crociera e noi ne abbiamo abbattuti 61". Diciassette erano puntati su Zaporizhzhia: mai così tanti in un giorno solo sulla città che ospita la più grande centrale nucleare d'Europa. "Hanno sparato anche 35 S-300 e 7 droni kamikaze". A Kiev quattro vittime. Sembra la solita disperante quotidianità di una guerra di cui non si intravede l'incipt della fine, e invece il generale Zaluzhny ha rivelato il tracciato di due Kalibr.
Già altre tre volte l'integrità aerea della Moldavia è stata compromessa, e in tre casi attacchi con razzi sono partiti dalla Transnistria. L'ambasciatore russo è stato convocato al ministero degli Esteri di Chisinau per dare spiegazioni sullo sconfinamento. Troverà ad attenderlo un governo dimissionario. "Se avessi avuto in patria lo stesso sostegno ricevuto dai partner europei, avremmo potuto andare avanti di più e più in fretta", sono state le ultime parole da premier di Natalia Gavrilita. "La Moldavia sta entrando in una nuova fase, nella quale la priorità sarà la sicurezza".