Esteri

Missili russi nei cieli moldavi. La provocazione di Mosca rischia di allargare il conflitto

Missili russi nei cieli moldavi. La provocazione di Mosca rischia di allargare il conflitto
(afp)
I Kalibr lanciati dal Mar Nero, hanno sconfinato prima di virare verso l'Ucraina. Zelensky denuncia: "E' successo anche in Romania, una sfida alla Nato, bisogna fermarli". Ma Bucarest smentisce
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ODESSA - La provocazione russa è un graffio ricurvo nel cielo moldavo. Due missili, lanciati dal Mar Nero, hanno violato lo spazio aereo della Moldavia cambiando improvvisamente rotta con una virata verso ovest. Li hanno avvistati ieri mattina i radar di Kiev e ne hanno seguito la traccia anche quelli di Chisinau. Le certezze, però, finiscono qui: il resto della traiettoria dei due Kalibr, intercettati dalla contraerea ucraina nel distretto di Cernivci, si perde nel mistero. "Sono entrati anche nel territorio della Romania", denuncia il presidente Zelensky. "E' una sfida alla Nato e alla sicurezza collettiva". Il governo di Bucarest smentisce: "Sono passati a 35 chilometri dal nostro confine". Chi di sicuro sa sono gli Stati Uniti, che su quella frontiera fanno alzare velivoli da ricognizione. Ma Washington non fornisce dettagli, è più interessata ad abbassare i toni in vista dell'annunciata visita di Biden in Polonia il 20-22 febbraio. "Al momento non ci sono indicazioni di minacce militari dirette alla Romania o alla Moldavia", fanno dire al portavoce del dipartimento di Stato. Comprensibile. Violare lo spazio aereo di un paese Nato è affar serio. E seppur non lo si possa classificare "attacco armato", che in base all'articolo 5 del Trattato nord-atlantico porterebbe all'escalation, avrà delle conseguenze.

C'è chi pensa che le dimissioni della premier moldava Natalia Gavrilita, ufficializzate a sorpresa ieri dopo 18 mesi di governo, siano collegate ai Kalibr e alle pressioni della Russia. Non è un segreto che Putin ritienga roba sua la separatista Transnistria, regione sulla riva sinistra del Diniestr. Secondo le agenzie di intelligence, il presidente russo ha un piano a breve termine di destabilizzazione del governo, ritenuto troppo filo-occidentale da quando, a giugno, ha ottenuto lo status di candidato Ue. A giudicare dalle ultime notizie, il piano sta funzionando.

Torniamo in Ucraina. Da giovedì piovono razzi e droni, e il comandante in capo delle forze armate Valery Zaluzhny tiene il conto: "Dalle 21.50 del 9 febbraio alle 12 del 10 febbraio i nemici hanno lanciato 71 missili da crociera e noi ne abbiamo abbattuti 61". Diciassette erano puntati su Zaporizhzhia: mai così tanti in un giorno solo sulla città che ospita la più grande centrale nucleare d'Europa. "Hanno sparato anche 35 S-300 e 7 droni kamikaze". A Kiev quattro vittime. Sembra la solita disperante quotidianità di una guerra di cui non si intravede l'incipt della fine, e invece il generale Zaluzhny ha rivelato il tracciato di due Kalibr.

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Alle 10.18, ha spiegato, violano lo spazio aereo moldavo. Sorvolano il villaggio di Mokra, nel distretto di Rybnytsky, e Kosautsy nel distretto di Sorok. Sono località a nord, prossime alla frontiera ucraina che in quel punto è un susseguirsi di insenature. "Alle 10.33 entrano in Romania, per poi uscire nel punto dove i confini dei tre Stati si toccano". Una ricostruzione che il governo romeno, come detto, non conferma. Olexiy Melnyk, ex pilota ucraino ed analista militare del Razumkov Centre, commenta con Repubblica: "Può essere stato un errore, dettato dal fatto che i russi non considerano la Moldavia un pericolo. Non escludo però che si tratti di un messaggio alla presidente moldava Maia Sandu, che pochi giorni fa ha dichiarato di voler aderire al patto Atlantico".

Kiev è convinta che il destinatario del messaggio sia la Romania. "Abbiamo la traccia registrata dai nostri radar, è nella disponibilità della Nato", ribadisce Yuriy Ihnat, portavoce del comando dell'aviazione militare. "Non abbiamo abbattuto subito i missili per evitare che i frammenti cadessero sulla popolazione dei due Paesi e non cascare nella provocazione". Il governo ucraino non crede neanche per un secondo che la rotta curva sia frutto di superficialità. "Cercavano proprio l'incidente sulla frontiera". Come quando il 15 novembre un missile è caduto in Polonia, uccidendo due persone: episodio mai chiarito. Gli scettici sostengono, al contrario, che sia un'esagerazione della propaganda ucraina, per spingere l'Occidente a fornire armi e caccia.

Già altre tre volte l'integrità aerea della Moldavia è stata compromessa, e in tre casi attacchi con razzi sono partiti dalla Transnistria. L'ambasciatore russo è stato convocato al ministero degli Esteri di Chisinau per dare spiegazioni sullo sconfinamento. Troverà ad attenderlo un governo dimissionario. "Se avessi avuto in patria lo stesso sostegno ricevuto dai partner europei, avremmo potuto andare avanti di più e più in fretta", sono state le ultime parole da premier di Natalia Gavrilita. "La Moldavia sta entrando in una nuova fase, nella quale la priorità sarà la sicurezza".