✕

Moldavia, dal missile russo alle dimissioni di Natalia Gavrilita

(ansa)
Secondo gli ucraini, la traiettoria sarebbe stata studiata apposta per farlo abbattere e creare un incidente per risucchiare il paese in guerra. Dorin Recean, già ministro dell’Interno nel 2015 e attuale consigliere per la sicurezza interna, nominato primo ministro
2 minuti di lettura

Sono ore delicate per la Moldavia. La premier Natalia Gavrilita si è dimessa e i missili russi volano minacciosi sullo spazio aereo moldavo: Odessa è lontana solo 80 chilometri dal confine e le tensioni aumentano. Alle 10.18 del mattino un missile russo ha sorvolato la Moldavia sopra la città di Mocra, nella regione filorussa della Transnistria, poi su Cosauii nella regione di Soroca, al confine con l’Ucraina: una traiettoria che secondo gli ucraini sarebbe studiata apposta per farlo abbattere e creare un incidente per risucchiare la Moldavia in guerra.

Le dimissioni della premier

Passano poche ore e arriva la doccia fredda: la premier Natalia Gavrilita, europeista e alleata della presidente Maia Sandu, annuncia le sue dimissioni. Del resto in Moldavia il retaggio russo è ancora forte e il paese non è compatto e unito con le riforme filo-Ue avviate dal presidente Sandu. La Gavrilita lo ha detto apertamente: “Se il governo avesse a…

Sono ore delicate per la Moldavia. La premier Natalia Gavrilita si è dimessa e i missili russi volano minacciosi sullo spazio aereo moldavo: Odessa è lontana solo 80 chilometri dal confine e le tensioni aumentano. Alle 10.18 del mattino un missile russo ha sorvolato la Moldavia sopra la città di Mocra, nella regione filorussa della Transnistria, poi su Cosauii nella regione di Soroca, al confine con l’Ucraina: una traiettoria che secondo gli ucraini sarebbe studiata apposta per farlo abbattere e creare un incidente per risucchiare la Moldavia in guerra.

Le dimissioni della premier

Passano poche ore e arriva la doccia fredda: la premier Natalia Gavrilita, europeista e alleata della presidente Maia Sandu, annuncia le sue dimissioni. Del resto in Moldavia il retaggio russo è ancora forte e il paese non è compatto e unito con le riforme filo-Ue avviate dal presidente Sandu. La Gavrilita lo ha detto apertamente: “Se il governo avesse avuto in casa lo stesso sostegno e la stessa fiducia che noi sentivamo nei nostri partner europei, saremmo stati in grado di avanzare ulteriormente e più velocemente”. Dorin Recean, già ministro dell’Interno nel 2015 e attuale consigliere per la sicurezza interna, filo-Ue e fedelissimo di Sandu,ha preso il suo posto.

Avrà il compito non facile di riportare ordine e stabilità nel piccolo paese che deve fare i conti con se stesso, le spinte filorusse nella regione della Gagauzia e la guerra congelata contro la Transnistria, regione separatista che dal 1992 chiede l’annessione alla Russia. Ma soprattutto deve riportare il paese compatto e unito con la guida europeista di Maia Sandu e ricacciare indietro le ombre russe che cercano da tempo di destabilizzare il piccolo paese bessarabo. “Stiamo vedendo elementi di guerra ibrida, tentativi delle forze filorusse di destabilizzare il paese e minacce di bombardamento”, diceva due giorni fa l’ex premier Gavrilita.

La minaccia russa

Da mesi la Russia di Putin ha adottato la vecchia tecnica sovietica di avvelenare e soffocare lentamente il paese tagliando le materie prime, come forniture di gas e di grano. Maia Sandu annusa il pericolo e giorni fa ha chiuso le televisioni in lingua russa e ha limitato l’uso della lingua russa nei ministeri: bandito l’alfabeto cirillico, ad esempio, nei certificati medici e nei documenti ufficiali. Decisione che non è piaciuta al popolo moldavo, che in sostanza è bilingue: in Gagauzia, regione a sud della Moldavia, il russo è la lingua usata comunemente da tutti i residenti. Poi c’è il fattore grano. Venti giorni fa un grave incendio ha distrutto i silos pieni di grano nel porto di Giurgiulesti, a sud del paese, al confine con l’Ucraina: le autorità portuali hanno parlato di errore umano ma il sospetto, molto forte, è che ci sia un sabotaggio russo. Anche perchè quattro giorni prima, il 16 gennaio, un altro incendio sempre nel porto di Giurgiulesti ha distrutto un serbatoio di stoccaggio di cereali mandando a fuoco oltre 1.000 tonnellate di farina di girasole.