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Oggetto non identificato abbattuto in Alaska per ordine di Biden

(afp)
L'episodio fa pensare al pallone-spia cinese distrutto dagli americani lo scorso 4 febbraio. Si tratta però di un veivolo molto più piccolo
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New York - Giallo nei cieli dell’Alaska, dove ieri pomeriggio i caccia americani hanno abbattuto un «oggetto che volava ad alta quota». Dando la notizia quasi in diretta dalla sala stampa della Casa Bianca, il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby non ha confermato se si trattava di un secondo pallone spia lanciato dai cinesi, ma ha detto che il mezzo non aveva a bordo un pilota ed era più piccolo di quello colpito durante il fine settimana al largo della Carolina del Sud. Stavolta però il presidente Joe Biden ha deciso di agire subito, perché l’oggetto era in balia dei venti ad una quota più bassa, dove rappresentava «una ragionevole minaccia per la sicurezza del traffico aereo civile». Se verrà confermato che si trattava di un altro mezzo di Pechino, come tutti suppongono, dimostrerebbe come l’episodio del primo pallone non era isolato, ma parte di un programma ampio che promette di …
New York - Giallo nei cieli dell’Alaska, dove ieri pomeriggio i caccia americani hanno abbattuto un «oggetto che volava ad alta quota». Dando la notizia quasi in diretta dalla sala stampa della Casa Bianca, il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby non ha confermato se si trattava di un secondo pallone spia lanciato dai cinesi, ma ha detto che il mezzo non aveva a bordo un pilota ed era più piccolo di quello colpito durante il fine settimana al largo della Carolina del Sud. Stavolta però il presidente Joe Biden ha deciso di agire subito, perché l’oggetto era in balia dei venti ad una quota più bassa, dove rappresentava «una ragionevole minaccia per la sicurezza del traffico aereo civile». Se verrà confermato che si trattava di un altro mezzo di Pechino, come tutti suppongono, dimostrerebbe come l’episodio del primo pallone non era isolato, ma parte di un programma ampio che promette di peggiorare la crisi già in corso.

Le forze armate americane hanno individuato l’oggetto giovedì sera, ad un’altezza di 40.000 piedi, e subito hanno fatto decollare gli aerei per raggiungerlo. Secondo il racconto di Kirby, il pilota inviato a perlustrare ha verificato che a bordo non c’era nessuno. Il mezzo non aveva una capacità sofisticata per manovrare in aria, ma volava verso nord est seguendo i venti. Biden è stato subito informato, anche per evitare le polemiche sui ritardi nelle comunicazioni relative al pallone spia della settimana scorsa, e ha dato l’ordine di abbattere l’oggetto appena fosse stata sicuro farlo. L’Air Force ha continuato a seguirlo, e ieri pomeriggio due caccia F-22 sono decollati dalla base Elmendorf, quando volava ancora sulle acque territoriali americane. Uno dei due aerei ha lanciato un missile AIM-9X, che ha centrato il mezzo all’una e 45 minuti, quando in Italia erano quasi le otto di sera. Stavolta Biden ha deciso di non aspettare che attraversasse gli Usa, un po’ perché c’era un pericolo immediato per la sicurezza dei voli civili, ma soprattutto per evitare le critiche subite nel primo caso.

Dopo il briefing di Kirby, anche il portavoce del Pentagono Pat Ryder ha tenuto una conferenza stampa, senza aggiungere molto. Anche lui ha ripetuto di non poter affermare con certezza che si trattava di un secondo pallone spia, ma era più piccolo e meno sofisticato. Il mezzo abbattuto davanti alla South Carolina trasportava un carico delle dimensioni di un aereo, attrezzato con antenne per captare le comunicazioni di intelligence. Quello di ieri invece era grande come un’auto e le caratteristiche tecniche non sono ancora chiare. E’ precipitato sul mare ghiacciato, e il recupero dei detriti era in corso durante il briefing. Kirby e Ryder non hanno confermato se l’oggetto era cinese. E’ probabile che a questo punto il Pentagono lo sappia, ma aspetta a dirlo per dare ai diplomatici il tempo di comunicare con Pechino. Operazione non facile, perché Washington ha confermato che dopo l’abbattimento del pallone spia il segretario alla Difesa Lloyd Austin aveva cercato il collega della Repubblica popolare, ma nessuno aveva risposto al telefono usato per queste emergenze.  
Se verrà confermato che questo secondo oggetto era cinese, anche se con caratteristiche diverse dal primo, la crisi diplomatica è destinata a complicarsi. Perché delle due l’una: o Pechino ha deciso di rispondere all’abbattimento del pallone spia con una nuova provocazione sfacciata; oppure il programma per l’uso di questi mezzi sopra lo spazio aereo americano è così ampio e costante, che neppure il presidente Xi lo controlla, e quindi non ha tempo e modo per fermarlo. Il Congresso sta già discutendo una legge per inasprire i divieti delle esportazioni di tecnologia americana in Cina, per impedire a Pechino di usarla in queste attività, e lanciare un segnale politico sullo scontro in corso.