NEW YORK - C'è anche l'Italia tra i Paesi che gli Stati Uniti hanno informato dei dati raccolti sullo spionaggio cinese con i palloni. Il Pentagono conferma che è avvenuto in Europa e questo rende il nostro paese un obiettivo scontato della sorveglianza di Pechino, se non altro per la presenza di basi Nato e americane che vanno da Aviano, Vicenza e Camp Darby, fino a Napoli e Sigonella.
L'intelligence di Washington ha iniziato lo studio dei detriti del pallone recuperati in mare, e il quadro si fa sempre più complesso. Aveva sorvolato Alaska e Canada, prima di entrare in Montana. Trasportava un carico di dimensioni simili a quelle di un aereo, e questo rendeva pericoloso l'abbattimento sopra zone abitate. I militari avevano inviato un rapporto appena era entrato nello spazio nazionale, ma il presidente Biden era stato informato con qualche giorno di ritardo. Aveva ordinato di abbattere il pallone, ma anche di informare prima i cinesi, per evitare …
NEW YORK - C'è anche l'Italia tra i Paesi che gli Stati Uniti hanno informato dei dati raccolti sullo spionaggio cinese con i palloni. Il Pentagono conferma che è avvenuto in Europa e questo rende il nostro paese un obiettivo scontato della sorveglianza di Pechino, se non altro per la presenza di basi Nato e americane che vanno da Aviano, Vicenza e Camp Darby, fino a Napoli e Sigonella.
L'intelligence di Washington ha iniziato lo studio dei detriti del pallone recuperati in mare, e il quadro si fa sempre più complesso. Aveva sorvolato Alaska e Canada, prima di entrare in Montana. Trasportava un carico di dimensioni simili a quelle di un aereo, e questo rendeva pericoloso l'abbattimento sopra zone abitate. I militari avevano inviato un rapporto appena era entrato nello spazio nazionale, ma il presidente Biden era stato informato con qualche giorno di ritardo. Aveva ordinato di abbattere il pallone, ma anche di informare prima i cinesi, per evitare che prendessero l'azione come un attacco diretto. Alcuni volevano che il mezzo continuasse il suo percorso per poterlo studiare meglio, anche attraverso le immagini riprese dagli aerei spia U2. Quando però il pallone è diventato visibile in Montana non è stato più possibile nascondere la sua presenza, e a quel punto la Cina ha bloccato tutte le trasmissioni proprio per impedire agli americani di captarle. Fonti informate però dicono che gli Usa avevano comunque la capacità di impedire al mezzo di comunicare, una volta entrato nello spazio aereo nazionale.
Questi palloni si muovono sfruttando i venti presenti nell'atmosfera, che tirano in direzioni diverse a seconda dell'altitudine, e quindi spostandosi in alto o in basso hanno la capacità di fermarsi a lungo sulle zone da sorvegliare. Sfuggono facilmente ai radar, ma volando più bassi dei satelliti e potendo stazionare, riescono a riprendere immagini più dettagliate. Il mezzo abbattuto poi aveva antenne, che servivano in maniera specifica a captare e registrare le comunicazioni di intelligence.
La vice segretaria di Stato Wendy Sherman si è impegnata personalmente nei briefing tenuti con oltre quaranta Paesi per informarli dell'accaduto, e ovviamente l'Italia è stata inclusa. Nello stesso tempo l'intelligence sta aggiornando il Congresso, dove la Camera ha approvato all'unanimità una condanna di Pechino, anche per vietare l'esportazione di eventuali componenti americane trovate nel pallone. Il generale Patrick Ryder, portavoce del Pentagono, ha detto che negli ultimi anni questi mezzi cinesi sono stati avvistati in America Latina, Asia Orientale ed Europa, oltre ai cinque notati nei cieli americani (tre durante l'amministrazione Trump e due con Biden). "Perciò - ha detto Ryder - riteniamo che questo episodio sia parte di un programma più ampio della Repubblica popolare per la sorveglianza su scala globale". Posizioni confermate dal segretario generale della Nato Stoltenberg, dopo l'incontro di mercoledì a Washington col segretario di Stato Blinken.
Durante il briefing con il dipartimento di Stato, i diplomatici italiani non hanno ricevuto informazioni specifiche su episodi che riguardano il nostro Paese, ma sarebbe davvero sorprendente se non fosse stato fra gli obiettivi dello spionaggio cinese, considerando l'importanza delle basi militari che ospita. Ciò conferma anche la leggerezza che avevamo adottato nel gestire i rapporti con Pechino, quando avevamo considerato l'adesione al progetto della nuova "Via della Seta" o l'apertura delle nostre reti per le comunicazioni a Huawei.