A quattro giorni dal violentissimo terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria, il bilancio delle vittime si aggrava e supera i 23mila morti complessivamente. Nella sola Turchia sono ormai 19.338 le vittime. Un numero cui si aggiungono gli almeno 3.500 morti che il sisma ha mietuto nel nord della Siria. Per quanto riguarda la Turchia, in base a quanto rivelato dalla protezione civile turca Afad, i feriti sono 74.242 mentre il presidente Erdogan ha comunicato che sono state 75.523 le persone estratte dalle macerie in vita a partire dallo scorso lunedi.
Estratti vivi dalla macerie
Tra la protezione civile, forze di polizia, esercito, gendarmeria, personale medico e volontari locali e volontari selezionate sono al momento 121.128 le persone sul campo. I soccorritori sono al lavoro senza sosta nelle zone terremotate della Turchia e questa mattina, a 102 ore dalla catastrofe, sei persone sono state estratte in vita dalle macerie di un grande palazzo crollato ad Antakya, una delle principali città colpite, centro della provincia dell'Hatay. Sempre in queste ore segnali di vita sono giunti da almeno altre 3 persone imprigionate tra le macerie dello stesso edificio, per salvare le quali i soccorritori stanno moltiplicando gli sforzi. Ma non sono gli unici casi. Dal 30enne estratto vivo nella provincia di Hatay dopo 101 ore dal sisma alla bambina di un anno e mezzo tratta in salvo insieme a tutta la sua famiglia, la madre, il padre, il fratello e lo zio nella provincia di Antalya, nel sud della Turchia.
Il discorso di Erdogan
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ammesso per la prima volta che le operazioni di ricerca e soccorso dopo il devastante terremoto di lunedì scorso non stanno procedendo così rapidamente come sperato. "Sono stati danneggiati così tanti edifici che purtroppo non siamo stati in grado di accelerare i nostri interventi con la rapidità che desideravamo", ha detto Erdogan durante una visita nella città meridionale di Adiyaman, duramente colpita dal sisma. Il presidente ha dichiarato che lo stato turco pagherà un anno di affitto agli sfollati del terremoto, costretti ad andare a vivere in altre città. E inizia anche il pericolo sciacalli ai quali Erdogan ha rivolto parole dure: "Alcune persone ignoranti stanno
derubando i mercati e attaccando i luoghi di lavoro. Le sanzioni necessarie saranno applicate a coloro che commettono questi abusi sotto lo stato di emergenza non appena vengono scoperti".
Gli aiuti in Siria
Intanto i primi aiuti internazionali riescono a raggiungere la Siria attraverso il posto di frontiera aperto fra i due Paesi, a Bab al-Hawa, è transitato un primo convoglio di aiuti Onu diretti nelle regioni controllate dai "ribelli" nel Paese in cui infuria da 12 anni la guerra civile. Si tratta di materiali per assistere circa 5 mila sopravvissuti, ma i soccorritori dei Caschi bianchi hanno contestato che si tratta di forniture inadatte all'emergenza attuale. Sempre in Siria oggi è in visita il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, per mostrare l'impegno dell'organizzazione a cercare di sostenere le popolazioni colpite e prevenire ulteriori catastrofi sanitarie dovute alla mancanza di igiene e al freddo rigido di questi giorni.
Assad incontra i feriti ad Aleppo
Il presidente siriano Bashar al-Assad si è recato questa mattina ad Aleppo per verificare di persona i danni causati dal sisma e per incontrare le persone rimaste ferite. Lo riporta l'agenzia di stampa Sana spiegando che al-Assad si è recato insieme alla moglie, la first lady Asma, all'ospedale universitario di Aleppo. "Una situazione catastrofica"
così l'ha definita il presidente siriano. Ma "l'Occidente sta politicizzando la situazione del terremoto", ha aggiunto. "Faremo il possibile per ricostruire e per aiutare le persone" coinvolte dal sisma, ha aggiunto Assad recandosi in uno dei luoghi dove i soccorritori sono al lavoro per cercare sopravvissuti sotto le macerie.
Tregua curda: il Pkk sospende "operazioni" in Turchia
Il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) ha deciso la sospensione temporanea delle sue "operazioni" in Turchia in seguito al terremoto, che ha colpito il sud-est del Paese e la Siria. Lo ha annunciato un responsabie militare del gruppo, considerato da Ankara un'organizzazione terroristica. "Fermate le operazioni nelle città turche. Abbiamo deciso di non effettuare nessuna operazione fino a che lo Stato turco non ci attacca", ha dichiarato Cemil Bayik, citato dall'agenzia Firat vicina al Pkk.
Gli Usa allentano le sanzioni in Siria
Gli Stati Uniti hanno deciso di allentare temporaneamente, ovvero "per 180 giorni", alcune delle sanzioni imposte nei confronti del regime di Damasco dopo il terribile terremoto che ha colpito il nord della Siria. Lo rende noto il Dipartimento del Tesoro di Washington spiegando che si tratta di una misura finalizzata a permettere l'arrivo di soccorsi nelle zone della Siria colpite dal sisma.
"Le sanzioni statunitensi in Siria non ostacoleranno gli sforzi per salvare la vita del popolo siriano", ha dichiarato il vice Segretario del Tesoro americano Wally Adeyemo. "Sebbene le sanzioni statunitensi contengano già esenzioni significative per gli sforzi umanitari, il Tesoro sta rilasciando una licenza generale per autorizzare i soccorsi post terremoto in modo che coloro che forniscono assistenza possano concentrarsi su ciò di cui c'è più bisogno: salvare vite e ricostruire", ha aggiunto.