✕

Zelensky a Bruxelles chiede i caccia: gli europei temono un’escalation

Ascolta l'audio

Accoglienza trionfale per il leader ucraino ma a dominare il dibattito è il timore della reazione russa
2 minuti di lettura

BRUXELLES - La consegna dei jet militari all'Ucraina irrompe nel Consiglio europeo. L'annuncio di Zelensky dopo gli incontri di Londra e Parigi ha provocato sussulti al vertice di Bruxelles. E anche ai dialoghi in corso tra i partner della Nato. Il punto interrogativo che ieri ha accompagnato la discussione è fondamentale: come fornire a Kiev i caccia evitando una escalation militare? Come farlo senza un diretto coinvolgimento dei Paesi europei e del Patto Atlantico? Come evitare i rischi di una terza guerra mondiale?

Domande non da poco che hanno segnato il confronto al Consiglio dopo la frase pronunciata dal presidente ucraino: "Grazie per la disponibilità a fornirci le armi necessarie, compresi i jet". Al di là delle trattative su questo punto condotte con i governi inglese, francese e tedesco, adesso la valutazione riguarda le potenziali consgeuenze e come evitarle. Soprattutto dinanzi ad una offensiva russa su larga scala.

…

BRUXELLES - La consegna dei jet militari all'Ucraina irrompe nel Consiglio europeo. L'annuncio di Zelensky dopo gli incontri di Londra e Parigi ha provocato sussulti al vertice di Bruxelles. E anche ai dialoghi in corso tra i partner della Nato. Il punto interrogativo che ieri ha accompagnato la discussione è fondamentale: come fornire a Kiev i caccia evitando una escalation militare? Come farlo senza un diretto coinvolgimento dei Paesi europei e del Patto Atlantico? Come evitare i rischi di una terza guerra mondiale?

Domande non da poco che hanno segnato il confronto al Consiglio dopo la frase pronunciata dal presidente ucraino: "Grazie per la disponibilità a fornirci le armi necessarie, compresi i jet". Al di là delle trattative su questo punto condotte con i governi inglese, francese e tedesco, adesso la valutazione riguarda le potenziali consgeuenze e come evitarle. Soprattutto dinanzi ad una offensiva russa su larga scala.

Uno dei nodi, infatti, si stringe intorno alle modalità con cui consegnare gli aerei e con cui addestrare i piloti. Come reagire se nelle operazioni di "trasloco" dei velivoli ci fosse un attacco russo? Andrebbe prevista una reazione? Non è un caso che subito dopo lo stesso Zelensky ha dovuto precisare che "non può rendere pubbliche le decisioni". Una scelta del genere, proprio per le difficoltà logistiche e le eventuali ripercussioni, dovrebbe essere tenuta all'oscuro del Cremlino. La precisazione di Londra, il non puntualizzare di Macron e le preoccupazioni del Consiglio europeo si concentrano su questi aspetti. Sebbene Charles Michel, il presidente del Consiglio europeo, sia stato netto. Mentre Ursula Von Der Leyen ha sottratto l'Ue dall'onere di decidere: spetta agli stati nazionali.

"Non possiamo parlare di forniture specifiche", hanno ripetuti diversi capi di governo. La Polonia, da sempre pronta a fare un passo avanti, è disposta ad aiutare anche su questo l'Ucraina. Ed è disponibile anche a fornire i suoi Mig già "pilotabili" dagli avieri ucraini. Il tutto mentre si consumava la giornata del leader ucraino. Ieri mattina, appena entrato nell'aula del Parlamento europeo, è stato investito da un applauso scrosciante. Zelensky si è commosso. Stesso trattamento al Consiglio europeo. L'unico a non applaudire prima della tradizionale foto di famiglia è stato l'ungherese Viktor Orban.

L'inno ucraino si è alternato a quello dell'Unione europea. "L'Ucraina vincerà e diventerà membro dell'Ue", è stato l'impegno di Zelensky. Ma il suo obiettivo restano gli aiuti militari: "Abbiamo preso decisioni positive e concrete. Non posso permettermi di tornare in patria senza risultati. Gli aiuti ci servono per la sopravvivenza".

In realtà l'uomo di Kiev ha fatto leva anche sull'idea che servono a difendere pure l'Ue, perché Putin "vuole distruggere il modello di vita di tutta l'Europa. È un dittatore che utilizza le armi di altre dittature come l'Iran. Vuole tornare agli anni '30". Poi ha lanciato un avvertimento ulteriore: la guerra può allargarsi ancora. "Abbiamo intercettato i piani della Russia - è il suo avviso - per distruggere la Moldavia, per spezzare la democrazia moldava e stabilire il controllo sul Paese: appena lo abbiamo intercettato ho avvisato la presidente Maia Sandu e sono sicuro che voi avreste fatto lo stesso". La guerra sembra dunque affrontare una nuova fase.