✕

Stretta sulle donne russe in gravidanza che arrivano in Argentina per partorire

L'Hotel de Inmigrantes di Buenos Aires 
Negli utlimi tempi oltre 5 mila future madri russe sono entrate nel Paese la ragione ufficiale del viaggio è il turismo, in realtà pagano per ottenere la cittadinanza argentina. Boom di ingressi dall'inizio della guerra
2 minuti di lettura

LONDRA – La polizia di Buenos Aires ha aperto un’inchiesta su una rete di trafficanti che aiutano donne russe incinte e i loro mariti a entrare in Argentina per ottenere la cittadinanza per i propri figli e per la propria famiglia. Negli ultimi mesi, riporta la Bbc citando il quotidiano argentino La Nación, ben 5 mila donne russe in avanzato stato di gravidanza sono entrate in Argentina, di cui addirittura 33 su un singolo volo arrivato giovedì: la ragione ufficiale del viaggio è il turismo, in realtà fanno parte di un racket che le assiste nell’avere il parto in Argentina e ottenere così la cittadinanza argentina per il proprio neonato, che può essere poi estesa anche ai genitori. È una delle più insolite vie di fuga dalla Russia intraprese da quando è scoppiata la guerra in Ucraina.

Secondo La Nación il network che organizza questi viaggi si è infatti sviluppato come conseguenza …

LONDRA – La polizia di Buenos Aires ha aperto un’inchiesta su una rete di trafficanti che aiutano donne russe incinte e i loro mariti a entrare in Argentina per ottenere la cittadinanza per i propri figli e per la propria famiglia. Negli ultimi mesi, riporta la Bbc citando il quotidiano argentino La Nación, ben 5 mila donne russe in avanzato stato di gravidanza sono entrate in Argentina, di cui addirittura 33 su un singolo volo arrivato giovedì: la ragione ufficiale del viaggio è il turismo, in realtà fanno parte di un racket che le assiste nell’avere il parto in Argentina e ottenere così la cittadinanza argentina per il proprio neonato, che può essere poi estesa anche ai genitori. È una delle più insolite vie di fuga dalla Russia intraprese da quando è scoppiata la guerra in Ucraina.

Secondo La Nación il network che organizza questi viaggi si è infatti sviluppato come conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina: sarebbe in sostanza un modo per poter andarsene dalla Russia, assicurandosi il passaporto di un altro Paese. L’Argentina offre lo ius soli, ovvero l’acquisizione della cittadinanza come conseguenza di essere nati sul suo territorio; ed è inoltre uno dei pochi stati che permette l’ingresso ai russi senza bisogno di un visto. Dopo l’invasione dell’Ucraina, l’Unione Europea ha varato severe restrizioni per la concessione del visto anche solo per ragioni turistiche ai cittadini russi e i paesi della Ue confinanti con la Russia hanno del tutto vietato l’ingresso ai russi. Il passaporto argentino, viceversa, permette di entrare senza bisogno di un visto in 171 Paesi del mondo, oltre ovviamente a dare diritto di risiedere in Argentina.

Un sito visto dalla Bbc offre vari tipi di assistenza per le donne russe che vogliono seguire questa strada, entrando in Argentina con la scusa del turismo e avendo poi lì il loro parto. Il sito pubblicizza un servizio personalizzato che comprende un’auto all’aeroporto, lezioni di spagnolo e ricovero “nei migliori ospedali argentini”, a un prezzo che va da 5 mila dollari per la categoria “economica” a 15 mila per la “prima classe”. Il sito afferma di svolgere questo ruolo dal 2015, ma il numero di russe che ne usufruiscono è radicalmente aumentato dopo l’invasione dell’Ucraina e in particolare negli ultimi sei mesi.

Ieri la polizia argentina ha effettuato una serie di raid contro quello che definisce “un business illecito da milioni di dollari”, sostenendo che la gang responsabile di questo traffico arriva a fare pagare fino a 35 mila dollari a coppia per i suoi servizi. Tre delle donne arrivate con il volo di giovedì su cui viaggiavano in tutto 33 russe incinte sono state arrestate per “problemi di documenti”, anche se successivamente sono state rilasciate. “Queste donne non vengono in Argentina per fare turismo”, dichiara Florencia Carignano, direttrice dell’agenzia nazionale per la migrazione, “bensì per ottenere un passaporto del nostro Paese. Loro stesse ammettono che con il passaporto argentino si sentono più libere”.