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Berlino la rossa si tinge di nero. Alle locali vincono i conservatori per la prima volta in 22 anni

(afp)
Sconfitta la candidata dell'SPD Franziska Giffey. Il voto di oggi annulla quello celebrato nel  2021 marcato da gravi disfunzioni e irregolarità. È Kai Wagner il candidato più votato con tutte le carte per diventare sindaco
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Dopo ventidue anni di regno incontrastato della Spd, la “rossa” Berlino si tinge di nero, il colore della Cdu. Forse ha preso atto di non essere più “povera ma sexy” come la chiamò il leggendario sindaco Klaus Wowereit. I conservatori hanno incassato un clamoroso 28% distaccando i socialdemocratici e i verdi di dieci punti. E il segretario generale della Cdu Markus Czaja, definisce adesso l’ipotesi che la Spd, i verdi e la linke continuino a governare addirittura “oscena”. In ogni caso è un voto che non potrà non avere riflessi anche sul cancelliere Olaf Scholz, socialdemocratico in capo e cancelliere sempre più impopolare. E sui liberali del ministro delle Finanze Christian Lindner, che restano fuori dal parlamentino regionale e sono già all’ennesima batosta elettorale regionale dopo il voto politico di settembre del 2021.

Dopo ventidue anni di regno incontrastato della Spd, la “rossa” Berlino si tinge di nero, il colore della Cdu. Forse ha preso atto di non essere più “povera ma sexy” come la chiamò il leggendario sindaco Klaus Wowereit. I conservatori hanno incassato un clamoroso 28% distaccando i socialdemocratici e i verdi di dieci punti. E il segretario generale della Cdu Markus Czaja, definisce adesso l’ipotesi che la Spd, i verdi e la linke continuino a governare addirittura “oscena”. In ogni caso è un voto che non potrà non avere riflessi anche sul cancelliere Olaf Scholz, socialdemocratico in capo e cancelliere sempre più impopolare. E sui liberali del ministro delle Finanze Christian Lindner, che restano fuori dal parlamentino regionale e sono già all’ennesima batosta elettorale regionale dopo il voto politico di settembre del 2021.

Il candidato sindaco della Cdu Kai Wegner si è già presentato con la sua faccia rubata a un quadro di Grosz alle telecamere e ha dichiarato, raggiante, che “Berlino ha scelto il cambiamento”. Ma non è certo tutto merito suo se la città più malmostosa e scintillante d’Europa ha voltato le spalle alla sinistra. Soprattutto, Wegner dovrà cercarsi un partner per governare. E non sarà facile. Fino a ieri l’unico candidato possibile, la Spd, continuava a dire di voler proseguire l’attuale alleanza con verdi e linke. Per ora, la sindaca uscente Franziska Giffey si è limitata a balbettare l’ovvio: “i berlinesi non sono soddisfatti con la situazione attuale”.

La capitale è arrabbiata. Non vuole la svolta radicale promessa dai verdi  nei trasporti - e Wegner ha vinto probabilmente anche per il suo controslogan “l’auto è parte di Berlino” - ed è spaventata dagli eccessi mostruosi della notte di Capodanno che hanno dominato i giornali per tutto lo scorso mese. Ma sul voto si è allungata anche l’ombra del caos delle ultime elezioni.

Il pasticcio elettorale del 2021

Dopo appena sedici mesi, i berlinesi sono stati costretti a tornare alle urne per ripetere un voto invalidato da colossali intoppi. Nella notte storica del 25 settembre del 2021 - la prima dove non è ricandidata la sempiterna cancelliera Angela Merkel - Berlino si è trasformata in un caos di schede non timbrate o indirizzate alle persone sbagliate (anche a un paio di minorenni), di scatoloni svaniti nel nulla o ricomparsi giorni dopo lo spoglio, di file interminabili ai seggi, persino di centinaia di migliaia voti raccolti dopo l’orario di chiusura delle urne, insomma di incidenti che non ti aspetti possano accadere nella capitale della patria del rigore. 

Per dimostrare che stavolta tutto sarebbe andato liscio, la sindaca aveva persino invitato una delegazione dell’Osce a controllare il corretto svolgimento del voto. E l’Osce aveva puntualizzato, dopo un breve blitz, che non c’era bisogno di mandare osservatori, quelli che di solito vengono inviati nelle democrazie claudicanti. Che tutto era a posto.
E invece anche ieri la proverbiale arte di arrangiarsi berlinese ha rimediato, forse, a una colossale toppa. La sindaca uscente Giffey è dovuta intervenire in un seggio di Friedrichshain dove in mancanza di un’urna qualcuno aveva rimediato un secchio dell’immondizia. C’è da augurarsi che si tratti di un episodio isolato. Ma a Berlino non si sa mai.