Regno Unito, la destra accusa: "C'è un complotto per cancellare la Brexit"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - “C’è un complotto per far saltare la Brexit”. Lord David Frost, l’ex capo negoziatore di Boris Johnson a Bruxelles e brexiter di ferro, ne è sicuro, è su tutte le furie e così si prende l’intera prima pagina del Daily Mail di oggi. Una reazione furibonda, dopo la rivelazione nel weekend di un vertice segreto tra euroscettici, tra cui persino il secondo padre putativo dell'uscita dall'Ue dopo Boris Johnson Michael Gove, ma anche europeisti, conservatori, laburisti, capi di multinazionali, rappresentanti alla Nato e del più glorioso think tank di Difesa britannico. Tutti insieme per cercare di capire cosa fare per evitare il possibile declino del Regno Unito dopo la Brexit, che secondo molti partecipanti “non funziona". Una due giorni di colloqui e discussioni senza precedenti, tenutasi giovedì e venerdì scorsi nella tenuta Dit…
LONDRA - “C’è un complotto per far saltare la Brexit”. Lord David Frost, l’ex capo negoziatore di Boris Johnson a Bruxelles e brexiter di ferro, ne è sicuro, è su tutte le furie e così si prende l’intera prima pagina del Daily Mail di oggi. Una reazione furibonda, dopo la rivelazione nel weekend di un vertice segreto tra euroscettici, tra cui persino il secondo padre putativo dell'uscita dall'Ue dopo Boris Johnson Michael Gove, ma anche europeisti, conservatori, laburisti, capi di multinazionali, rappresentanti alla Nato e del più glorioso think tank di Difesa britannico. Tutti insieme per cercare di capire cosa fare per evitare il possibile declino del Regno Unito dopo la Brexit, che secondo molti partecipanti “non funziona". Una due giorni di colloqui e discussioni senza precedenti, tenutasi giovedì e venerdì scorsi nella tenuta Ditchely Park nell’Oxfordshire.
“Qualcuno vuole far deragliare la Brexit e lo dimostra questo summit segreto di politici e imprenditori, anzi ne è l’ennesima prova”, dice Frost al tabloid, “mentre questo è il momento di abbracciare e accogliere con grande entusiasmo tutti i vantaggi dell’uscita dalla Ue”. I dati economici per ora non danno ragione all’ex negoziatore britannico e ideologo cardine della Brexit: il Regno Unito avrà la crescita peggiore del G20 (Russia inclusa) nel 2023 e, tra le altre cose, l’ufficio governativo Obr ha parlato di perdita di 4 punti di Pil a causa dell’addio alla Ue. Ma Frost non ci sta: “Il problema sono coloro che vogliono sabotare la Brexit, del resto molti partecipanti al summit segreto sono gli stessi agitatori durante il governo di Theresa May”.
La presenza di Gove al vertice
A rivelare il vertice della settimana scorsa è stato l'Observer. Tra i partecipanti aveva stupito la presenza a Ditchely Park di Michael Gove, oggi ministro della ridistribuzione delle risorse "Levelling Up" nel governo di Rishi Sunak, ma soprattutto nel 2016, una delle menti più fini della Brexit. Non a caso, Gove era sempre in prima linea a fare campagna contro l'Europa insieme all'ex amico e crociato anti-Ue, Boris Johnson. Una coppia allora inseparabile, prima della rottura tra i due. E un segnale preoccupante per la falange di euroscettici duri e puri, soprattutto quelli della destra del partito conservatore con i quali il primo ministro Rishi Sunak dovrà fare i conti.
Come si sta muovendo il governo Sunak
Se non bastasse a turbare il sonno di Frost e degli altri brexiter, Bloomberg ha scritto sabato che il primo ministro Rishi Sunak avrebbe segretamente chiesto a ministri del suo gabinetto di governo e altri importanti “mandarini” di preparare piani alternativi per “ricostruire le relazioni con la Ue dopo anni di attriti post Brexit”. Ciò sarebbe dettato soprattutto da circostanze come la guerra in Ucraina, la cooperazione sulla Difesa, sul Commercio, sui migranti e la sicurezza internazionale. Ma ovviamente una preoccupazione è anche l’economia britannica, che al momento pare in grossa difficoltà rispetto agli altri Paesi più ricchi e industrializzati.
Insomma, sono tempi molto diversi da quelli dell’immediato (e disastroso) predecessore Liz Truss che si permetteva di aizzare la folla degli iscritti conservatori con “sondaggi” popolari quali “Macron, amico o nemico?”. Il primo passo sarà il possibile accordo Uk-Ue per sbloccare lo stallo in Irlanda del Nord, che secondo insider e rumour insistenti è sempre più vicino (dovrebbe arrivare la settimana prossima, ci dice una fonte). Ma la vera sfida, per Sunak, sarà farlo ingoiare alla destra brexiter dei conservatori e agli unionisti a Belfast. Ne va del suo destino politico, ma anche di quello del partito conservatore e soprattutto del Paese.