Niente aereo, ma un treno "invisibile" e una ferrovia segreta: ecco come viaggia ora Putin
di Rosalba Castelletti , di Rosalba CastellettiNiente più voli per il presidente russo Vladimir Putin. Da quando la Russia ha iniziato a prepararsi all'offensiva contro l'Ucraina, il leader del Cremlino snobba gli aerei e viaggia sempre più spesso a bordo di un treno blindato. Lo fa per ragioni di segretezza: l'aereo presidenziale si può tracciare grazie a vari programmi Internet, il treno no. E non solo si mimetizza facilmente con i vagoni ordinari, ma viaggia su una rete ferroviaria privata. Lo rivelano le inchieste di due media russi investigativi: Dossier Tsentr e Proekt.
Secondo Dossier Tsentr, sito web finanziato dall'oligarca in esilio a Londra Mikhail Khodorkovskij, lo speciale treno corazzato è stato costruito ed equipaggiato tra il 2014 e il 2015, anno dell'annessione della Crimea e dell'inizio del conflitto nel Donbass, Est Ucraina, ma Putin ha iniziato a usarlo con costanza a partire dalla seconda metà del 2021 quando l'esercito russo ha cominciato ad amma…
Niente più voli per il presidente russo Vladimir Putin. Da quando la Russia ha iniziato a prepararsi all'offensiva contro l'Ucraina, il leader del Cremlino snobba gli aerei e viaggia sempre più spesso a bordo di un treno blindato. Lo fa per ragioni di segretezza: l'aereo presidenziale si può tracciare grazie a vari programmi Internet, il treno no. E non solo si mimetizza facilmente con i vagoni ordinari, ma viaggia su una rete ferroviaria privata. Lo rivelano le inchieste di due media russi investigativi: Dossier Tsentr e Proekt.
Secondo Dossier Tsentr, sito web finanziato dall'oligarca in esilio a Londra Mikhail Khodorkovskij, lo speciale treno corazzato è stato costruito ed equipaggiato tra il 2014 e il 2015, anno dell'annessione della Crimea e dell'inizio del conflitto nel Donbass, Est Ucraina, ma Putin ha iniziato a usarlo con costanza a partire dalla seconda metà del 2021 quando l'esercito russo ha cominciato ad ammassarsi al confine con l'Ucraina in vista della cosiddetta "operazione" lanciata il 24 febbraio dell'anno scorso.
Il treno blindato di Putin ha lo stesso colore grigio con una striscia rossa dei treni delle ferrovie russe. Si distingue soltanto per le antenne radio per le comunicazioni speciali, ma sottilissime proprio per nasconderle da occhi indiscreti.
Comprende una carrozza per il presidente con camera da letto e studio per le riunioni, una carrozza per gli accompagnatori e una carrozza per le comunicazioni speciali.
Ha la massima priorità. L'orario degli altri treni viene adeguato perché possa viaggiare alla massima velocità e senza fare fermate. "La partenza del treno può avvenire senza preavviso. Dopo lo scoppio delle ostilità, a febbraio-marzo, Putin ha iniziato a utilizzarlo molto attivamente, soprattutto per raggiungere la sua residenza a Valdai", ha osservato una fonte citata da Dossier Tsentr. "Solo il presidente e il primo ministro hanno il diritto di salire sul treno speciale".
Proprio per questo l'esistenza del treno non era un segreto. Ne aveva già scritto nel 2019 il quotidiano Komsomolskaja Pravda dopo che l'allora premier Dmitrij Medvedev aveva tenuto una riunione in carrozza. Più discreto invece Putin che si era fatto ritrarre a bordo di una versione precedente del treno speciale una volta sola nel 2012.
Secondo Dossier Tsentr, il treno farebbe capo a compagnie e uomini d'affari vicini a Jurij Kovalchuk, principale azionista di Rossija Bank e dell'impero dei media di Stato, nonché amico fidato del presidente, tanto da aver trascorso con lui il lungo periodo di isolamento a causa del Covid.
Stando al canale Telegram Proekt, Putin avrebbe anche fatto costruire una rete segreta di ferrovie e stazioni blindate per collegare le sue principali residenze: nel 2015 a Novo-Ogariovo, nella regione di Mosca; nel 2017 a Sochi sul Mar Nero e nel 2019 a Valdai nell'oblast di Novgorod.
Episodio che per alcuni moscoviti evoca il mito staliniano della "Metro 2", una presunta rete di linee metropolitane parallele a quelle in funzione costruita durante i primi anni del regime staliniano per evacuare la nomenklatura in caso di disordini o guerre e che collegherebbe il Cremlino alla sede dell'Fsb, all'aeroporto di Vnukovo e a una presunta città sotterranea situata a Ramenki.