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L'appello sul New York Times: "Fate più sesso, per favore"

Una coppia Lgbt si abbraccia a Quezon City, nelle Filippine, durante una cerimonia di fidanzamento per San Valentino (reuters)
Il quotidiano americano lancia dalle colonne dei commenti un allarme: "Nel 2020 un quarto degli americani intervistati dal General Social Survey dichiara di non aver fatto sesso neanche una volta". È il dato più basso della storia. E non soltanto per colpa del Covid
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Un appello lanciato a ridosso dei festeggiamenti di San Valentino dalle colonne del New York Times, nelle pagine Opinion, e più di 1600 commenti dei lettori nella sua versione online. L'intervento sul quotidiano statunitense di Magdalene J. Taylor, scrittrice americana esperta di sessualità e cultura,  non è passato inosservato. "Have more sex, please", "fate più sesso, per piacere", si intitola così l'articolo che affronta il tema della vita sessuale degli americani con particolare riferimento al crollo nella frequenza dei rapporti negli ultimi anni. "Fatelo di più, non solo come consiglio personale - il vostro medico sarà d'accordo - ma come dichiarazione politica", scrive.

L'anno nero delle relazioni

Tutto parte da un dato emerso dall'ultimo sondaggio del General Social Survey, lo storico istituto di ricerca che dal 1972 raccoglie le abitudini dei resid…

Un appello lanciato a ridosso dei festeggiamenti di San Valentino dalle colonne del New York Times, nelle pagine Opinion, e più di 1600 commenti dei lettori nella sua versione online. L'intervento sul quotidiano statunitense di Magdalene J. Taylor, scrittrice americana esperta di sessualità e cultura,  non è passato inosservato. "Have more sex, please", "fate più sesso, per piacere", si intitola così l'articolo che affronta il tema della vita sessuale degli americani con particolare riferimento al crollo nella frequenza dei rapporti negli ultimi anni. "Fatelo di più, non solo come consiglio personale - il vostro medico sarà d'accordo - ma come dichiarazione politica", scrive.

L'anno nero delle relazioni

Tutto parte da un dato emerso dall'ultimo sondaggio del General Social Survey, lo storico istituto di ricerca che dal 1972 raccoglie le abitudini dei residenti negli Stati Uniti. "Più di un quarto degli americani non ha fatto sesso neanche una volta nell'anno precedente a quello del sondaggio", scrive Taylor. L'anno in questione è l'anno nero della rapporti ravvicinati, ovvero il 2020. Anno segnato dalla pandemia da Covid e dalle misure di contenimento che hanno portato alla quasi definitiva sospensione delle relazioni. 

Fatta questa premessa, l'autrice sottolinea che questo è il dato più alto di "asessualità" nella storia di questo genere di ricerche. E poi focalizza l'attenzione su un aspetto in particolare: all'interno di questo quarto di americani che non hanno fatto sesso neanche una volta nel 2020, il 30% è costituito da uomini al di sotto dei 30 anni, un numero triplicato rispetto al 2008, e un quarto da donne con meno di 35. "Negli anni Novanta - scrive Taylor - quasi la metà degli americani faceva sesso una volta o più a settimana. Ora non arriva al 40%. E non è soltanto il sesso a essere diminuito, calano anche i rapporti sentimentali e le convivenze. E si trascorre meno tempo con amici e partner". 

I dati italiani

Impossibile però comparare il quadro emerso statisticamente negli Stati Uniti con la situazione italiana. L'Istat, l'istituto nazionale di statistica, non copre questa sfera dei comportamenti degli italiani, e l'unico dato attendibile sul tema è quello fornito da un rapporto del Censis commissionato dalla Bayer nel 2019. Che però fotografa soltanto gli italiani tra i 18 e i 40 anni e lo fa precisamente un attimo prima che tutto cambiasse, ovvero prima dell'avvento della pandemia. "Fanno abbastanza sesso nel quotidiano, ne sono soddisfatti e sperimentano una molteplicità di pratiche che affiancano o sostituiscono i rapporti completi", era lo spaccato emerso allora. Sarebbe interessante capire come e se è cambiato oggi.

Un'epidemia di solitudine

Tornando alla situazione negli Stati Uniti, è sempre Magdalene J. Taylor nel suo commento ad azzardare una diagnosi: parla di una epidemia di solitudine. Creata da vari fattori, tra i quali annovera anche i social, sarebbe la causa dietro la rarefazione dell'attività sessuale. "La società americana è meno connessa, fatta da individui che sembrano desiderare sempre di più l'isolamento. Fare più sesso potrebbe essere un gesto di solidarietà sociale", scrive Taylor. 

La sessualità dei giovani

"I dati di una diminuzione della sessualità arrivano da tempo dagli Stati Uniti, ma questo tipo di dati statistici prendono in considerazione soltanto la sessualità penetrativa senza tenere conto di tutta un'altra sfera della sessualità, meno tradizionale e prediletta dalle nuove generazioni che è fatta di baci, abbracci, stimolazioni reciproche, contatto fisico", spiega Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa, direttrice dell'Istituto di sessuologia clinica di Roma.

"Prenderei con le pinze questo invito del New York Times perché è vero che durante la pandemia c'è stato un decremento della sessualità, come è ovvio, ma stiamo attenti a non esasperare un messaggio che incentiva la sessualità soprattutto in un Paese come gli Stati Uniti dove l'educazione sessuale si è basata per anni prevalentemente sull'astinenza. Rischia di essere un paradosso". E poi conclude. "Il sesso fa bene, lo dimostrano una grande quantità di studi. Ma non patologgizziamo le realtà che per motivi più o meno diversi non aderiscono a questo desiderio, come quelle degli asessuali. Quindi direi che è più giusto dire: il sesso fa bene a tutte quelle persone che hanno desiderio di farlo".

Dalla Svezia il caso anziani

E che la sessualità abbia assunto ormai sfumature che difficilmente si riescono a contenere nelle categorie delle statistiche convenzionali lo dimostra la storia di una casa di riposo sperimentale in Svezia. Da circa un anno nell'istituto Lindgården di Broby i 56 ospiti di età compresa tra i 65 e i 100 anni testano un programma sulla salute sessuale degli anziani. All'ingresso ogni persona ha un colloquio con gli esperti del centro per esprimere le proprie esigenze e spiegare di cosa ha bisogno (c'è chi domanda di essere lasciato solo per qualche ora o chi chiede aiuto per prenotare una camera d'albergo).

"Chi lavora qui ha imparato a rispettare l'intimità degli ospiti grazie a dei corsi con una sessuologa - ha spiegato  Liselott Klang, la direttrice di Lindgården all'agenzia di stampa francese Afp - Non si tratta solo di sesso. Si tratta di intimità. Tutti hanno bisogno di un abbraccio. La salute sessuale delle persone anziane o disabili è un problema che sta lentamente emergendo in molti Paesi occidentali e per questo ci sforziamo di permettere alle persone di restare loro stesse nonostante il trasferimento nella casa di riposo". A completare il programma, la casa di riposo ha messo a disposizione dei suoi ospiti un "cesto del piacere" con lubrificanti e sex toys.