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Una squadriglia russa da Kaliningrad verso il cielo polacco. Due F-35 Nato la bloccano

(afp)
In principio si era parlato di un volo sulla Polonia, poi la precisazione sull'ingresso soltanto nella zona di controllo aereo di Varsavia. Ma è allarme sul rischio incidenti sul Baltico dove le provocazioni di Mosca sono quotidiane
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Una sfida tra caccia e un errore di traduzione hanno alzato la tensione sul confine di Kaliningrad, l’enclave russa nel Baltico. Una squadriglia russa è decollata in direzione dello spazio aereo polacco ma due F-35 olandesi in missione Nato sono intervenuti e l’hanno bloccata. Il comunicato iniziale del ministero della Difesa olandese sembrava parlare di un’azione avvenuta “sopra la Polonia”: una violazione della sovranità di Varsavia. In realtà il confronto è accaduto nella zona di controllo del traffico aereo polacco, esterna ai confini nazionali tracciati nei cieli. 

L’episodio in ogni caso conferma quanto siano elevati i rischi di incidenti sul Baltico, dove le provocazioni di Mosca sono praticamente quotidiane. La formazione russa era composta da un ricognitore Ilyushin Il-20 M – un turboelica con apparecchiature da spionaggio elettronico e un grande radar sotto la fusoliera – scortato da due caccia…

Una sfida tra caccia e un errore di traduzione hanno alzato la tensione sul confine di Kaliningrad, l’enclave russa nel Baltico. Una squadriglia russa è decollata in direzione dello spazio aereo polacco ma due F-35 olandesi in missione Nato sono intervenuti e l’hanno bloccata. Il comunicato iniziale del ministero della Difesa olandese sembrava parlare di un’azione avvenuta “sopra la Polonia”: una violazione della sovranità di Varsavia. In realtà il confronto è accaduto nella zona di controllo del traffico aereo polacco, esterna ai confini nazionali tracciati nei cieli. 

L’episodio in ogni caso conferma quanto siano elevati i rischi di incidenti sul Baltico, dove le provocazioni di Mosca sono praticamente quotidiane. La formazione russa era composta da un ricognitore Ilyushin Il-20 M – un turboelica con apparecchiature da spionaggio elettronico e un grande radar sotto la fusoliera – scortato da due caccia Sukhoi 27 Flanker. Gli F-35 olandesi li hanno raggiunti sul mare, li hanno identificati e “invitati” ad allontanarsi dall’aerea di competenza polacca. Poi due Eurofighter tedeschi li hanno sostituiti nella sorveglianza ravvicinata della pattuglia di Mosca. 
A inizio febbraio l’Olanda ha schierato otto F-35 sulla base polacca di Malbork. Quattro contribuiscono alla protezione dei cieli della Nato, come in precedenza avevano fatto gli Eurofighter italiani, e gli altri stanno completando l’addestramento operativo. Questi “caccia invisibili” stanno sostituendo nell’aeronautica olandese gli F-16 che il governo Rutte è pronto a donare all’Ucraina: un tema che sarà discusso oggi a Bruxelles nel vertice dei ministri della Difesa dell’Alleanza atlantica.

Malbork è l’aeroporto più vicino a Kaliningrad, che può essere raggiunta dagli aerei supersonici in cinque minuti di volo. Tra agosto e ottobre i caccia italiani sono decollati sedici volte per identificare gli intrusi russi che partono senza comunicare rotta e destinazione al controllo del traffico con il rischio di attraversare all’improvviso le rotte civili.

Queste missioni avvengono con aerei armati di tutto punto: sia quelli della Nato che quelli russi volano con i missili aria-aria sotto le ali e i cannoni di bordo carichi. Finora la situazione più pericolosa si è creata quando i jet di Mosca partiti da Kaliningrad hanno sorvolato senza preavviso alcune navi occidentali che stavano svolgendo un’esercitazione contraerea: si è rischiato che venissero colpiti dai tiri delle difese navali. L’unico incidente grave però non è avvenuto sul Baltico, ma sul Mar Nero: lo scorso 29 settembre un aereo russo ha lanciato un missile a poca distanza da un aereo spia britannico. Si è parlato di un “problema tecnico”, da allora però i ricognitori di Londra si muovono sempre assieme ad una scorta di intercettori.