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Terremoto in Turchia e Siria, trovato superstite dopo 207 ore. Il team spagnolo: "Edifici demoliti con persone dentro"

La denuncia dei soccorritori di Valladolid. Erdogan: "In tutto 8mila estratti vivi dalle macerie". In Siria aperti tre valichi per il passaggio degli aiuti internazionali. Ancora dispero l'italiano Angelo Zen
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Sono trascorsi più di otto giorni, dal devastante sisma 7.8 che il 6 febbraio ha colpito la Turchia e la Siria e ancora oggi i soccorritori continuano a realizzare miracolosi ritrovamenti. Un uomo di 45 anni di nome Ramazan Yucel è stato salvato dopo 207 ore dalle macerie della sua casa di Adiyaman. In tutto il presidente Recep Tayyip Erdogan ha parlato di almeno 8mila persone estratte vive dalle macerie in Turchia e 81mila le persone ferite nel sisma che sono state dimesse dagli ospedali. Intanto le squadre di soccorso nel sud della Turchia hanno riferito di sentire ancora voci provenire da sotto le macerie. "Restiamo qui finché non liberiamo l'ultimo sopravvissuto", ha detto il maggiore Ali Kaspak a capo dei soccorritori.

Ma al rientro dal Paese devastato dal terremoto i vigili del fuoco di Valladolid, del team spagnolo di soccorritori, hanno denunciato che gli edifici vengono demoliti prima a…

Sono trascorsi più di otto giorni, dal devastante sisma 7.8 che il 6 febbraio ha colpito la Turchia e la Siria e ancora oggi i soccorritori continuano a realizzare miracolosi ritrovamenti. Un uomo di 45 anni di nome Ramazan Yucel è stato salvato dopo 207 ore dalle macerie della sua casa di Adiyaman. In tutto il presidente Recep Tayyip Erdogan ha parlato di almeno 8mila persone estratte vive dalle macerie in Turchia e 81mila le persone ferite nel sisma che sono state dimesse dagli ospedali. Intanto le squadre di soccorso nel sud della Turchia hanno riferito di sentire ancora voci provenire da sotto le macerie. "Restiamo qui finché non liberiamo l'ultimo sopravvissuto", ha detto il maggiore Ali Kaspak a capo dei soccorritori.

Ma al rientro dal Paese devastato dal terremoto i vigili del fuoco di Valladolid, del team spagnolo di soccorritori, hanno denunciato che gli edifici vengono demoliti prima ancora che sia completato il recupero dei sopravvissuti. "Nel momento in cui abbiamo messo piede ad Adiyaman (una delle città più colpite dal sisma) l'idea con cui eravamo arrivati è stata smantellata", ha detto uno di loro sottolineando la frustrazione per aver visto demolire interi edifici in cui potevano esserci ancora centinaia di persone da salvara. In particolare, scrive l'agenzia di stampa spagna Efe, i soccoritori hanno raccontato di un palazzo in cui si sapeva che c'erano 180 abitanti e solo 10 sono stati salvati. 

L'allarme emergenza sanitaria

Note positive nel pesantissimo bilancio dei morti - l'ultimo è di oltre 41mila vittime tra Turchia (dove sono circa 32mila) e Siria - che ora desta la preoccupazione del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. "Siamo tutti inorriditi per il terribile bilancio causato dal terremoto in Turchia. Gli Alleati della Nato stanno fornendo un sostanziale aiuto alla Turchia, questo sostegno deve proseguire e dobbiamo essere solidali", ha commentato. Una situazione monitorata dalle organizzazioni internazionali che lanciano l'allarme. "Le aree in Turchia più colpite dai devastanti terremoti della scorsa settimana hanno urgente bisogno di aiuti umanitari per prevenire un'emergenza sanitaria pubblica secondaria", così Save the Children che denuncia migliaia di persone prive di acqua potabile sicura e strutture igienico-sanitarie come acqua corrente e servizi igienici.

Il miracolo dei bambini

"I bambini e le famiglie della Turchia e della Siria stanno affrontando difficoltà inimmaginabili a seguito di questi devastanti terremoti", ha dichiarato il direttore generale dell'Unicef Catherine Russell. "Dobbiamo fare tutto ciò che è in nostro potere per garantire che tutti coloro che sono sopravvissuti a questa catastrofe ricevano un sostegno salvavita, tra cui acqua sicura, servizi igienici, forniture nutrizionali e sanitarie critiche e sostegno alla salute mentale dei bambini. Non solo ora, ma anche a lungo termine". Sebbene il numero totale di bambini colpiti non sia ancora chiaro, 4,6 milioni di bambini vivono nelle 10 province della Turchia colpite dal terremoto e più di 2,5 milioni di bambini sono stati colpiti in Siria.

L'apertura dei valichi in Siria

Intanto la Siria di Bashar al-Assad ha aperto tre valichi di frontiera verso la Turchia per migliorare la consegna degli aiuti umanitari nelle zone siriane colpite dal terremoto e i primi undici tir di aiuti umanitari hanno varcato il confine per cercare di alleviare le sofferenze della popolazione del nord della Siria. Prima della catastrofe, quasi tutti gli aiuti umanitari cruciali destinati agli oltre quattro milioni di persone che vivono nelle aree controllate dai ribelli della Siria nord-occidentale venivano consegnati dalla Turchia attraverso un unico passaggio, quello di Bab al-Hawa. Ora Bab Al-Salam e Al Ràee dovrebbero essere aperti per tre mesi, ha detto Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il coordinatore dei soccorsi di emergenza delle Nazioni Unite Martin Griffiths, che ha incontrato Assad ad Aleppo, secondo quanto riferiscono diversi diplomatici. 

Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha accolto con favore la decisione di Assad: "L'apertura di questi valichi di frontiera, oltre a facilitare l'accesso umanitario, accelerare l'approvazione dei visti e facilitare i viaggi tra gli hub, consentirà a più aiuti di arrivare più velocemente". Intanto è atterrato stamattina ad Aleppo un aereo saudita carico di aiuti per le vittime. Lo ha confermato il ministero dei Trasporti di Damasco, precisando che si tratta del primo aereo arrivato in Siria dall'Arabia Saudita in 11 anni.

Angelo Zen ancora disperso

È ancora disperso l'italiano Angelo Zen, che si trovava in un hotel nella città di Kahramanmaras, una delle più colpite dal sisma. Il ritrovamento di un corpo aveva fatto pensare che potesse essere quello dell'imprenditore residente in Veneto, ma il cadavere è stato identificato dalla famiglia turca attraverso il cellulare e le scarpe. Zen si trovava nella parte centrale dell'hotel dove alloggiava, ormai ridotto a un cumulo di macerie. Il cane Tako, di razza pastore belga Malinois del soccorso alpino della guardia di finanza, ha rilevato la presenza di due corpi, uno dei quali è stato estratto ed identificato come un cittadino turco. Proseguono le ricerche, anche se non vi sono più speranze che il nostro connazionale sia ancora in vita.