Terremoto in Turchia, la storia di Elcin: "Noi, sepolti per 81 ore. Ho sentito mia figlia che mi moriva accanto"
dal nostro inviato Corrado Zunino , dal nostro inviato Corrado ZuninoADANA - Lei, Elcin Ezer, ha le gambe allungate sulla sedia, la coperta a coprirle. Suo padre, Hamza Ezer, è appoggiato incerto sul divano, il bastone a fianco, lo sguardo vuoto. Sono due sopravvissuti di Hatay, città sventrata da una scossa 7,8. Sopravvissuti soltanto loro, dei cinque membri della famiglia. Elcin , 38 anni, è rimasta sotto le macerie ottantuno ore. Il padre, 72, non si è mosso per settantuno ore. Da questo cataclisma sono riemersi donne e uomini turchi dopo cinque, sei, sette giorni. Neonati e vecchie, anche di 84 anni. "Quasi nessuno di loro ha potuto bere", spiegano i medici intervenuti sulle diverse emergenze. È vero, si può resistere senz'acqua fino a 14 giorni, ma al secondo il sangue diventa più denso e il cuore fatica a lavorare. Padre e figlia sopravvissuti sono all'interno dell'associazione giornalisti di Adana, ospitati qui dopo il ricovero in ospedale. Elcin lavora in un giornale di…
ADANA - Lei, Elcin Ezer, ha le gambe allungate sulla sedia, la coperta a coprirle. Suo padre, Hamza Ezer, è appoggiato incerto sul divano, il bastone a fianco, lo sguardo vuoto. Sono due sopravvissuti di Hatay, città sventrata da una scossa 7,8. Sopravvissuti soltanto loro, dei cinque membri della famiglia. Elcin , 38 anni, è rimasta sotto le macerie ottantuno ore. Il padre, 72, non si è mosso per settantuno ore. Da questo cataclisma sono riemersi donne e uomini turchi dopo cinque, sei, sette giorni. Neonati e vecchie, anche di 84 anni. "Quasi nessuno di loro ha potuto bere", spiegano i medici intervenuti sulle diverse emergenze. È vero, si può resistere senz'acqua fino a 14 giorni, ma al secondo il sangue diventa più denso e il cuore fatica a lavorare. Padre e figlia sopravvissuti sono all'interno dell'associazione giornalisti di Adana, ospitati qui dopo il ricovero in ospedale. Elcin lavora in un giornale di Hatay.
Quanti eravate in casa, lunedì scorso? E dove?
Il vecchio Hamza: "In cinque, ognuno nelle sue stanze. Io con mia moglie Yildiz. Dormivamo". La figlia Elcin: "Ero nella mia camera, con la piccola Nazli, 8 anni. Ho sentito questo tremare, sempre più forte, mi sono svegliata e ho visto la televisione cadere. Sono andata verso il salotto. Si era alzata anche mia mamma e l'altro figlio, Mertcan, 13 anni. Stavo correndo giù per le scale quando ho pensato a papà, e sono tornata indietro".
Quanto è durata la scossa?
"Settantacinque secondi. Appena si è fermata, la casa è collassata, a sinistra".
"Eravamo tra il salotto e le scale del palazzo. Avevo tenuto stretta la piccola, non l'ho più lasciata".
A che piano vivevate?
"Il secondo".
Erano le 4,17 del mattino, era buio. Cosa ricorda?
Interviene il padre: "Pioveva, il pigiama si è subito inzuppato". Prosegue la figlia Elcin: "Per due ore non ho visto luce, ma quando il sole è venuto su non ho avvertito differenza. Cercavo di non perdere la cognizione del tempo. Capivo che scendeva la notte con l'arrivo del silenzio e che albeggiava con il rumore delle automobili che riprendeva".
Aveva la forza di urlare?
"Chiamavo papà e, dopo un po', ho sentito i vicini chiamare il mio nome".
La piccola Nazli?
"Era sempre stretta al mio braccio sinistro, che ad ogni ora diventava più viola. Un masso le schiacciava lo stomaco, le faceva male. E una nuova scossa le ha gettato calcinacci sul viso".
Che cosa le ha detto?
"Mamma, vorrei un gioco... Poi, era già passato il primo giorno, mi ha guardato: 'Mamma, sono stanca, voglio andare via'".
Si è spenta in quel momento?
"Sì, è andata in cielo, ma è rimasta abbracciata a me".
Parla il padre: "I vicini del primo piano. Mi avevano detto: 'Ora devi avere coraggio, veniamo a tirarti fuori'. Ma io volevo solo che trovassero il resto della famiglia. Il terzo giorno ho sentito il gallo, poi mi hanno recuperato".
Quasi tre giorni tra la polvere, ha sentito la sete?
"No, avevo bevuto mezz'ora prima del sisma".
Dolori?
Ancora Elcin: "Il braccio sinistro, quello attorno alla piccola, non lo sentivo più, il destro era incastrato tra due massi. Sono stata salvata da soccorritori turchi".
Dove sono sua madre Yildiz, 62 anni, e il figlio Mertcan, 13?
"Ancora sotto le macerie".
Come era il vostro palazzo?
"Robusto, l'avevano costruito nel 1987. I due terremoti del 1996 non l'avevano scalfito. L'ultimo è stato troppo forte, troppo lungo".
Sembrate rassegnati. Nessuna rabbia?
Dice il vecchio Hamza: "Sono arrabbiato con i soccorsi, davvero troppo pochi".