Tunisia, raffica di arresti eccellenti: dal leader di Ennahda al direttore di radio Mosaique
di Leonardo Martinelli , di Leonardo MartinelliTUNISI - Radio Mosaique è una delle più ascoltate dai giovani ed è una presenza fissa nei taxi della capitale: un riferimento per la Tunisia democratica del post 2011, frutto della rivoluzione dei gelsomini. Ebbene, lunedì in tarda serata un gruppo di poliziotti è piombato nella casa di Noureddine Boutar, direttore generale di questa radio privata (e libera). Hanno perquisito a fondo il suo domicilio per poi portarlo in caserma, interrogarlo per sei ore di fila e arrestarlo. Non è chiara la ragione dello stato di fermo di questo giornalista, da anni alla guida di Mosaique. Sta di fatto che nei programmi della sua radio sono invitati di continuo esponenti dell’opposizione al presidente Kais Saied e dell’attiva società civile tunisina.
TUNISI - Radio Mosaique è una delle più ascoltate dai giovani ed è una presenza fissa nei taxi della capitale: un riferimento per la Tunisia democratica del post 2011, frutto della rivoluzione dei gelsomini. Ebbene, lunedì in tarda serata un gruppo di poliziotti è piombato nella casa di Noureddine Boutar, direttore generale di questa radio privata (e libera). Hanno perquisito a fondo il suo domicilio per poi portarlo in caserma, interrogarlo per sei ore di fila e arrestarlo. Non è chiara la ragione dello stato di fermo di questo giornalista, da anni alla guida di Mosaique. Sta di fatto che nei programmi della sua radio sono invitati di continuo esponenti dell’opposizione al presidente Kais Saied e dell’attiva società civile tunisina.
Lunedì è stato arrestato anche Noureddine Bhiri, dirigente di Ennahdha, il partito degli islamisti moderati. Un centinaio di agenti si è presentato al suo domicilio, per poi portarlo in un carcere non identificato. 64 anni ed ex ministro della Giustizia, Bhiri era rimasto già in prigione per più di due mesi all’inizio del 2022. Aveva cessato di alimentarsi e, a un certo momento, era stato trasferito in ospedale. Più tardi liberato, Bhiri era rimasto comunque indagato per “terrorismo”. Ennahdha ha dominato la vita politica per una decina d’anni fino al 2021, perno di coalizioni al Governo con più partiti. Oggi la formazione appare fortemente screditata presso l’opinione pubblica, anche perché coinvolta in una serie di casi di corruzione.
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Dopo la raffica di arresti, da più parti nel contesto dell’opposizione tunisina sono arrivate denunce di “regolamenti di conto politici” e di un “regime autoritario”. Invece, i simpatizzanti del presidente vedono negli arresti la volontà di Saied a combattere la corruzione. Pure le reazioni sui social appaiono contrastate, riflesso di un Paese diviso intorno al suo presidente, sempre così enigmatico. Preoccupa comunque soprattutto il fermo del direttore di Mosaique, in un Paese che resta, per il momento, la sola democrazia del mondo arabo. Gli arresti sembrano anche il tentativo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dall'incapacità di Saied di affrontare la crisi economica senza precedenti che la Tunisia sta adesso vivendo. Intanto oggi l‘alto commissario delle Nazioni Unite dei diritti umani, Volker Turk, ha denunciato “l’aggravarsi della repressione in Tunisia contro coloro che sono percepiti come oppositori politici e della società civile”.