Il capo dei Caschi Bianchi siriani: "Il governo italiano manda aiuti al regime”
dal nostro inviato Corrado Zunino , dal nostro inviato Corrado ZuninoARIBA (SIRIA) - Raed El Saleh è il capo della Difesa civile dei "Territori liberati della Siria". Gilet giallo sopra una blusa blu, spiega che sta vivendo ore di angoscia, che si sente depresso per le perdite subite dai suoi uomini a causa del terremoto: "Alcuni di loro hanno perduto tutta la famiglia, non è facile mettersi a disposizione della gente del Nord-Ovest quando ti porti dietro lutti così fragorosi". È al quartier generale dei cosiddetti Caschi bianchi, coloro che offrono un servizio di emergenza in questa area di confine e che sono diventati - subito dopo gli stessi familiari - i più preziosi cercatori di persone sotto le macerie a Idlib, Afrin, al confine turco-siriano.
Cosa sta succedendo con gli aiuti internazionali per il terremoto? Voi siete vicini ai tre passaggi decisivi sul confine tra la Siria e la Turchia.
"Gli aiuti dell'Occidente, e anche quelli dell'Onu, sono stati fin qui pochi, sporadici. Si…
ARIBA (SIRIA) - Raed El Saleh è il capo della Difesa civile dei "Territori liberati della Siria". Gilet giallo sopra una blusa blu, spiega che sta vivendo ore di angoscia, che si sente depresso per le perdite subite dai suoi uomini a causa del terremoto: "Alcuni di loro hanno perduto tutta la famiglia, non è facile mettersi a disposizione della gente del Nord-Ovest quando ti porti dietro lutti così fragorosi". È al quartier generale dei cosiddetti Caschi bianchi, coloro che offrono un servizio di emergenza in questa area di confine e che sono diventati - subito dopo gli stessi familiari - i più preziosi cercatori di persone sotto le macerie a Idlib, Afrin, al confine turco-siriano.
Cosa sta succedendo con gli aiuti internazionali per il terremoto? Voi siete vicini ai tre passaggi decisivi sul confine tra la Siria e la Turchia.
"Gli aiuti dell'Occidente, e anche quelli dell'Onu, sono stati fin qui pochi, sporadici. Siamo delusi da questo trattamento dell'Europa, se non fosse stato per l'intervento dell'Arabia Saudita e del Qatar, la situazione alimentare dei nostri territori sarebbe diventata un disastro. Vorrei segnalarvi la posizione dell'Italia, che ci ha fatto molto arrabbiare. Il governo italiano ha inviato il primo aiuto umanitario del continente europeo alla Siria di Assad. Credo sia da considerare una colpa aver aiutato un assassino, non un successo".
Probabilmente l'Italia voleva arrivare alle popolazioni che vivono nei territori controllati da Assad, non aiutare un regime.
"Ho qualche dubbio. Gli uomini di Assad hanno udienza a Roma".
Va anche detto che il governo italiano ha spedito un secondo carico di beni a Iskenderun, in Turchia. Gli aiuti, a voi, spesso arrivano direttamente dal governo di Ankara.
"Gli aiuti vanno fatti arrivare a noi, alle popolazioni dei nostri territori, che per nove anni almeno sono state bombardate da Assad".