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Israele, così una società di informatici ha lavorato per manipolare le elezioni in 30 Paesi

Con il nome in codice "Team Jorge", la società basata a Tel Aviv avrebbe usato hackers, sabotaggi elettronici e team di disinformazione per influenzare l'opinione pubblica in Paesi africani, latinoamericani ed europei. L'inchiesta di un consorzio di giornali
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LONDRA - Un'inchiesta del Guardian e di altri giornali ha rivelato l'esistenza di una squadra di specialisti informatici israeliani che afferma di avere manipolato almeno 30 elezioni in varie parti del mondo. Con il nome in codice "Team Jorge", la società basata a Tel Aviv avrebbe usato hackers, sabotaggi elettronici e operazioni di disinformazione per influenzare l'opinione pubblica in non meglio specificati Paesi africani, latinoamericani ed europei. All'inchiesta ha partecipato un consorzio di 30 media internazionali, tra cui Le Monde ed El Pais oltre al quotidiano britannico che l'ha pubblicata oggi sul proprio sito.

L'unità di manipola…

LONDRA - Un'inchiesta del Guardian e di altri giornali ha rivelato l'esistenza di una squadra di specialisti informatici israeliani che afferma di avere manipolato almeno 30 elezioni in varie parti del mondo. Con il nome in codice "Team Jorge", la società basata a Tel Aviv avrebbe usato hackers, sabotaggi elettronici e operazioni di disinformazione per influenzare l'opinione pubblica in non meglio specificati Paesi africani, latinoamericani ed europei. All'inchiesta ha partecipato un consorzio di 30 media internazionali, tra cui Le Monde ed El Pais oltre al quotidiano britannico che l'ha pubblicata oggi sul proprio sito.

L'unità di manipolatori, scrive il Guardian, è capeggiata da Tal Hanan, un 50enne ex membro delle forze speciali israeliane che usa lo pseudonimo Jorge. A smascherarlo sono stati tre giornalisti (uno di Radio France, uno del quotidiano israeliano Haaretz e uno del sito investigativo The Marker) che hanno finto di essere potenziali clienti interessati ad assumere gli esperti di "Team Jorge" per costringere un non precisato Paese in Africa a rinviare le elezioni. I tre reporter hanno registrato e filmato Hanan clandestinamente per ore tra l'estate e il dicembre dello scorso anno, facendosi raccontare come funziona la sua squadra. Interpellato dal Guardian subito prima di pubblicare l'articolo, Hanan si è limitato a dichiarare: "Non ho mai fatto nulla di illegale". Suo fratello Zohar Hanan, socio nell'iniziativa, gli ha fatto eco affermando: "Ho lavorato tutta la vita rispettando la legge!"

Nelle conversazioni con i tre giornalisti, Jorge dice che i suoi servigi costano da 6 a 15 milioni di euro. Secondo email ottenute dal Guardian, le cifre sono assai più modeste: per una collaborazione nel 2015 con Cambridge Analytica, la società di consulenze britannica, oggi dissolta, al centro di un grande scandalo internazionale sulle interferenze elettorali, Team Jorge avrebbe richiesto 160 mila dollari. In un'altra email, Cambridge Analytica respinge la proposta di collaborazione di Jorge giudicando la parcella fra 400 e 600 mila dollari al mese troppo costosa.

Secondo le rivelazioni dell'inchiesta, Team Jorge sarebbe in grado di fornire  ai propri clienti un vero e proprio esercito di falsi profili sui social media, attraverso i quali influenzare l'opinione pubblica prima di un'elezione. Senza dire di quali Paesi si tratta, Hanan parla di azioni di questo genere in 33 elezioni presidenziali. Uno dei servizi chiave della società, afferma il Guardian, è un sofisticato sistema di software, chiamato Advance Impact Media Solutions (Aims), che controlla migliaia di avatar fittizi su Twitter, Facebook, Telegram, Gmail, Instagram e YouTube. Altri strumenti di manipolazione permetterebbero a Team Jorge di diffondere false notizie sui media tradizionali, per farne poi rimbalzare immediatamente l'eco sui social.

La squadra di manipolatori, che secondo Hanan provengono da "agenzie governative" di Israele con esperienza in finanza, social media, guerra psicologica e campagne elettorali, sarebbe anche in grado di creare identità fasulle, rubando sul web dati e perfino fotografie da persone realmente esistenti. Il Guardian e i suoi partner hanno trovato tracce di attività del software Aims in una ventina di Paesi, inclusi Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Germania e Svizzera, ma per lo più a proposito di dispute commerciali. L'ufficio della società è in un palazzo a 20 chilometri da Tel Aviv. A una richiesta del Guardian, il ministero della Difesa israeliano non ha rilasciato commenti. Il consorzio di giornalisti investigativi descrive le rivelazioni come una ennesima prova dei rischi per la democrazia davanti a sempre maggiori possibilità tecnologiche di manipolare i social.