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Luca Attanasio, in un libro le verità nascoste dell'omicidio in Congo

Antonella Napoli firma una dettagliata inchiesta giornalistica realizzata tra Roma, Kinshasa e Goma per ricostruire le circostanze che portarono all'uccisione nel 2021 del diplomatico italiano, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Moustapha Milambo  
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Un magistrato militare che indaga su alti ufficiali delle forze armate della Repubblica democratica del Congo, accusandoli di essere coinvolti nell’omicidio dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Tabulati negati dalle compagnie telefoniche congolesi e convocazioni di interrogatori disattese. Una commissione governativa che rimette in discussione tutte le indagini iniziali sull’agguato del 22 febbraio del 2021 a Kikumba, nel Nord Kivu, in cui oltre ad Attanasio persero la vita il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Moustapha Milambo, ed esautora chi indagava sul caso affidando l’inchiesta alla Procura militare di Kinshasa, ritenendo Goma a rischio di inquinamento di prove.

Questi alcuni dei nuovi elementi emersi sull’uccisione del diplomatico italiano in Congo e raccontati nel libro inchiesta “Le verità nascoste del delitto Attanasio” di Antonella Nap…

Un magistrato militare che indaga su alti ufficiali delle forze armate della Repubblica democratica del Congo, accusandoli di essere coinvolti nell’omicidio dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio. Tabulati negati dalle compagnie telefoniche congolesi e convocazioni di interrogatori disattese. Una commissione governativa che rimette in discussione tutte le indagini iniziali sull’agguato del 22 febbraio del 2021 a Kikumba, nel Nord Kivu, in cui oltre ad Attanasio persero la vita il carabiniere Vittorio Iacovacci e l’autista Moustapha Milambo, ed esautora chi indagava sul caso affidando l’inchiesta alla Procura militare di Kinshasa, ritenendo Goma a rischio di inquinamento di prove.

Questi alcuni dei nuovi elementi emersi sull’uccisione del diplomatico italiano in Congo e raccontati nel libro inchiesta “Le verità nascoste del delitto Attanasio” di Antonella Napoli, in uscita il 17 febbraio per All Around. Un lavoro giornalistico investigativo che l’autrice esperta di Africa, che conosceva bene Attanasio, ha realizzato tra Roma, Kinshasa e Goma nell’ultimo anno. Testimonianze raccolte sul posto, e informazioni documentate fornite da militari e inquirenti che per primi avevano indagato sull’imboscata, avvalorate dagli atti dell’inchiesta giudiziaria della Procura del Tribunale di Roma.

Testimoni costretti a fuggire all’estero e a nascondere le famiglie in luoghi protetti dopo aver scoperto di essere controllati e pedinati. Sono tante le persone che hanno svelato dettagli, finora occultati, che documentano circostanze precedenti e successive al delitto. Come le dichiarazioni di alcuni ranger del parco Virunga, che al loro arrivo nella località "Trois Antennes", poco distante dal villaggio di Kikumba, intorno alle 7:30 del giorno dell’attacco per procedere alla realizzazione di un traliccio dell'alta tensione, erano stati avvicinati dalla popolazione locale che aveva “evocato accadimenti che quel giorno non avrebbero consentito di procedere con i lavori”.

Gli addetti della riserva non avevano dato sul momento peso a quell’allarme ma, alla luce di quanto era accaduto, quelle frasi erano tornate alla mente dei guardaparco assumendo un significato concreto: la gente del villaggio già dal mattino presto di quel 22 febbraio sapeva dell'attacco che dunque era pianificato, non un'estemporanea iniziativa di chi aveva intenzione di fare un po’ di soldi con una rapina. Per chi ha indagato da subito sull’agguato, quella dei “criminali comuni” arrestati nel gennaio del 2022 dalle autorità locali perché ritenuti responsabili della morte del nostro diplomatico, e con questa accusa a processo a Kinshasa dallo scorso ottobre, “è una messa in scena”.

Poco prima della missione a Goma organizzata dal vice direttore del World food programme nella RDC, Rocco Leone, indagato per “omesse cautele” insieme al collega Monsour Rwaghaza per la parte relativa alla mancata sicurezza del convoglio, erano arrivate alle pattuglie locali disposizioni di rimuovere il posto di blocco poco distante dal luogo dell’imboscata. II check point era stato allestito proprio a seguito di sequestri di civili ad opera di gruppi armati sulla Rn2. Alcuni soldati di quel contingente, che si trovavano nella zona nelle ore dell’attacco, erano stati arrestati. A inizio marzo del 2021 con l’arrivo in Nord Kivu di una commissione incaricata dal presidente Felix Thisekedi di sovraintendere le indagini, quelle attività investigative della Procura di Goma vengono congelate.

Il comandante del battaglione a cui appartenevano i soldati indagati, aveva nel frattempo testimoniato di aver dato lui l'ordine di abbandonare il posto di blocco ai suoi uomini “per impiegarli in altro settore”, senza però precisare dove e perché. La Commissione aveva deciso a quel punto di liberare i militari. A Goma, nel frattempo, era stata smobilitata tutta la squadra che seguiva le indagini e il magistrato che la coordinava trasferito. Pochi giorni dopo era poi arrivato da Kinshasa l’ordine di rilasciare gli arrestati e le accuse nei loro confronti archiviate.

Anche il fascicolo del magistrato che aveva identificato alcuni testimoni in grado di riferire informazioni sul gruppo degli assalitori aveva subito la stessa sorte e l'ufficiale che aveva coordinato le indagini era stato rimosso dall’incarico. Se l’improvviso allontanamento da Goma non avesse convinto i testimoni di essere in pericolo di vita, queste informazioni non sarebbero mai venute alla luce.