Pallone spia, spunta l'ipotesi errore: potrebbe essere stato spinto fuori rotta dai venti
dal nostro corrispondente
Gianluca Modolo
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dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
(afp)
Secondo il Washington Post, gli Stati Uniti seguivano l'oggetto volante dal momento del lancio sull'isola di Hainan e lo avevano tracciato per tutto il suo percorso
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PECHINO - Un errore per colpa dei venti? Ora anche alcuni funzionari statunitensi prendono in considerazione questa possibilità. Un dettaglio che potrebbe avvalorare - in parte - la giustificazione cinese dell'ingresso non intenzionale del pallone abbattuto lo scorso 4 febbraio (che per i cinesi serviva per ricerche meteorologiche e per gli americani invece per spiare) all'interno dello spazio aereo statunitense.
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli, dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli
Al Washington Post fonti americane, anonime, confermano in esclusiva che gli Usa stavano seguendo il pallone ("sicuramente utilizzato per lo spionaggio") fin dal suo decollo dall'isola cinese di Hainan e che il pallone potrebbe essere sta…
PECHINO - Un errore per colpa dei venti? Ora anche alcuni funzionari statunitensi prendono in considerazione questa possibilità. Un dettaglio che potrebbe avvalorare - in parte - la giustificazione cinese dell'ingresso non intenzionale del pallone abbattuto lo scorso 4 febbraio (che per i cinesi serviva per ricerche meteorologiche e per gli americani invece per spiare) all'interno dello spazio aereo statunitense.
dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli, dal nostro corrispondente Paolo Mastrolilli
Al Washington Post fonti americane, anonime, confermano in esclusiva che gli Usa stavano seguendo il pallone ("sicuramente utilizzato per lo spionaggio") fin dal suo decollo dall'isola cinese di Hainan e che il pallone potrebbe essere stato spinto al di fuori della rotta prevista entrando così sopra il territorio Usa. "La traiettoria di volo avrebbe dovuto portarlo sopra il territorio di Guam. Ma da qualche parte lungo la rotta verso est, il velivolo ha preso una direzione inaspettata verso nord. Gli analisti stanno ora esaminando la possibilità che la Cina non avesse intenzione di penetrare nel cuore degli Stati Uniti con il suo dispositivo di sorveglianza aerea", scrive il quotidiano statunitense. "La conseguente crisi internazionale che ha inasprito le tensioni tra Washington e Pechino potrebbe essere stata almeno in parte il risultato di un errore".
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo, dal nostro corrispondente Gianluca Modolo
Guam non è un obiettivo qualunque, ma base strategica per la Difesa degli Stati Uniti. Considerato però quasi un obiettivo di routine nel grande gioco dello spionaggio e del controspionaggio: "l'esercito popolare di liberazione ha già inviato in passato palloni spia su Guam e sulle Hawaii per monitorare le installazioni militari statunitensi", dicono i funzionari al Washington Post.
Intanto, il coordinatore per le comunicazioni strategiche al Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby, ha dichiarato che per il momento "non ci sono indicazioni che gli altri tre oggetti abbattuti sopra il Nord America nell'ultima settimana rappresentino una minaccia per la sicurezza nazionale". Né, secondo Kirby, è possibile ricondurre l'origine delle ultime tre incursioni alla Cina.
Pechino però continua a rilanciare le accuse nel campo di Washington. Dopo aver detto sia lunedì sia martedì che lo scorso anno almeno dieci palloni americani avevano violato lo spazio aereo cinese, oggi in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, è tornato all'attacco affermando che "i palloni hanno sorvolato lo spazio aereo cinese senza l'autorizzazione della Cina più di 10 volte da maggio, alcuni dei quali sopra le regioni dello Xinjiang e del Tibet". "Ciò che gli Stati Uniti hanno fatto ha seriamente danneggiato gli sforzi e il processo di stabilizzazione delle relazioni sino-statunitensi dopo l'incontro di Bali", ha continuato, riferendosi al vertice allo scorso G20 tra Joe Biden e Xi Jinping. Dopo la mossa di Washington che ha aggiunto lo scorso fine settimana alla sua lista nera delle esportazioni sei entità cinesi collegate al sospetto programma di sorveglianza dei palloni aerostatici di Pechino, Wang ha risposto: "La Cina si oppone fermamente e adotterà contromisure contro le entità statunitensi che minano la sovranità e la sicurezza del Paese".