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Biden: "I palloni erano di compagnie private, ma non mi scuserò con la Cina"

In un intervento asciutto e breve dalla Casa Bianca il presidente ha usato toni concilianti con Pechino, chiarendo che gli Stati Uniti “non cercano una nuova Guerra Fredda"
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New York  - I tre ‘oggetti’ intercettati nel weekend probabilmente non erano parte di un piano di spionaggio di un Paese straniero e non erano cinesi, ma appartenevano a qualche compagnia privata a o un istituto di ricerca. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha deciso di intervenire sul caso delle "invasioni", quattro in una settimana, che aveva provocato allarme negli Stati Uniti e seminato dubbi sull’assenza di versioni ufficiali.

In un intervento asciutto e breve dalla Casa Bianca, concluso senza che Biden rispondesse alle domande urlate dai giornalisti, il presidente ha usato toni concilianti con…

New York  - I tre ‘oggetti’ intercettati nel weekend probabilmente non erano parte di un piano di spionaggio di un Paese straniero e non erano cinesi, ma appartenevano a qualche compagnia privata a o un istituto di ricerca. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che ha deciso di intervenire sul caso delle "invasioni", quattro in una settimana, che aveva provocato allarme negli Stati Uniti e seminato dubbi sull’assenza di versioni ufficiali.

In un intervento asciutto e breve dalla Casa Bianca, concluso senza che Biden rispondesse alle domande urlate dai giornalisti, il presidente ha usato toni concilianti con la Cina, chiarendo che gli Stati Uniti “non cercano una nuova Guerra Fredda” e di sicuro non con la Cina. “Noi - ha detto - cerchiamo competizione, non conflitto con la Cina. Ma non ho niente di cui scusarmi”, ha aggiunto, riferendosi all’abbattimento del pallone spia cinese, il primo identificato nei cieli del Nord America, quello sì attribuibile a Pechino.

“Con quell’abbattimento - ha detto Biden - abbiamo dato un messaggio chiaro: ogni violazione alla nostra sovranità è inaccettabile”. Ma allo stesso tempo ha sottolineato che i recenti incidenti hanno sottolineato l’importanza di “mantenere linee aperte di comunicazione tra le nostre diplomazie e i vertiici militari”. Il riferimento è alla mancata risposta di Pechino alla richiesta di contatto avanzata da Washington, nel pieno della crisi per il ‘pallone spia’. Il ‘telefono rosso’ delle comunicazioni d’emergenza era squillato a vuoto.

Dopo che hanno parlato i caccia militari, ora dovranno farlo le diplomazie. Il presidente non ha escluso un incontro con il suo omologo cinese Xi Jinping, e la ripresa dei contatti tra le rappresentanze diplomatiche. Il messaggio è arrivato alla vigilia del possibile imminente incontro tra il segretario di Stato americano Antony Blinken e il capo dei diplomatici cinese Wan Yi.

Entrambi parteciperanno al vertice sulla sicurezza di Monaco, in programma nel weekend. Biden ha, però, chiarito che in futuro le informazioni riguardanti l’abbattimento di oggetti verranno tenute riservate, ma la Casa Bianca terrà informato il Congresso. Gli Stati Uniti, però, da ora in poi non abbatteranno tutto ciò che si muoverà nel loro spazio aereo. Ma i futuri ‘palloni spia’ sono avvertiti. “Non commettete errori - ha aggiunto - qualsiasi oggetto che rappresenterà una minaccia per la sicurezza del popolo americano, io lo farò buttare giù”.

Resta il mistero dei tre ‘oggetti’ volanti intercettati venerdì, sabato e domenica, nel nord dell’Alaska, in Canada e sopra il lago Huron, in Michigan. Tutti e tre volavano a un’altezza da volo commerciale, sufficiente a mettere in pericolo le rotte comuni. “I tre oggetti - ha detto - sono probabilmente legati a compagnie private o istituti di ricerca, che studiano le condizioni del tempo o conducono ricerche scientifiche”. La crisi, ha aggiunto, dovrà servire per “stabilire nome comuni globali su come comportarsi negli spazi non regolati”. Ma allo stesso tempo gli Stati Uniti si muoveranno per rinforzare i controlli e la capacità di intercettare nel minor tempo possibile oggetti non identificati.