Agnello Hornby: "Sbagliato paragonare le dimissioni di Sturgeon a quelle di Ardern"
dal nostro corrispondente Antonello Guerrera , dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA. C’è chi sostiene che l’addio all'agognata leadership di donne come Nicola Sturgeon, Jacinda Ardern e la stessa Angela Merkel sia dovuto anche a un coraggio e una consapevolezza specificatamente femminili, che gli uomini non hanno. “Ma per favore. A volte essere donna è una bella scappatoia per giustificare simili decisioni”, ribatte a Repubblica Simonetta Agnello Hornby, 77 anni, scrittrice siciliana da una vita a Londra, bestseller nel mondo e in Italia (i suoi libri escono per Feltrinelli), nonché avvocatessa e madre di due figli.
Perché la pensa così?
“Perché mi pare una lettura sbagliata, che voglio ribaltare. A volte, essere donna è una bella scappatoia. Invece, noi donne possiamo pensare alla famiglia, come ho fatto pure io, ma dobbiamo avere anche l’ambizione di dedicare tutta la nostra vita al lavoro. Che è una cosa bellissima, che si tratti di un primo ministro o me…
LONDRA. C’è chi sostiene che l’addio all'agognata leadership di donne come Nicola Sturgeon, Jacinda Ardern e la stessa Angela Merkel sia dovuto anche a un coraggio e una consapevolezza specificatamente femminili, che gli uomini non hanno. “Ma per favore. A volte essere donna è una bella scappatoia per giustificare simili decisioni”, ribatte a Repubblica Simonetta Agnello Hornby, 77 anni, scrittrice siciliana da una vita a Londra, bestseller nel mondo e in Italia (i suoi libri escono per Feltrinelli), nonché avvocatessa e madre di due figli.
Perché la pensa così?
“Perché mi pare una lettura sbagliata, che voglio ribaltare. A volte, essere donna è una bella scappatoia. Invece, noi donne possiamo pensare alla famiglia, come ho fatto pure io, ma dobbiamo avere anche l’ambizione di dedicare tutta la nostra vita al lavoro. Che è una cosa bellissima, che si tratti di un primo ministro o meno”.
Però è curioso che il caso Sturgeon arrivi subito dopo l’addio dell’ex prima ministra neozelandese Jacinda Ardern.
“Non ci vedo molto in comune. Per me sono due donne totalmente diverse. Jacinda Ardern è stata un politico rispettato e che, anche nell’ambito del lavoro, ha utilizzato la sua femminilità e maternità nel modo più dignitoso possibile. Diverso è il caso di Sturgeon”.
In che senso?
"La premier scozzese uscente non mi è mai piaciuta. È stata sempre una arrampicatrice politica e sociale. Per me è una sorta di donnina che ha utilizzatoa anche troppo la sua femminilità per le sue scalate. Difatti, ha bisticciato con tante persone dentro e fuori il suo partito, non ha mai avuto nessun dialogo con gli altri, a differenza di conservatori e laburisti… Sturgeon mi è sempre parsa una che pensava a se stessa, prima del Paese. Difatti, non credo che abbia fatto così bene in Scozia…”.
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Però senza di lei il Regno Unito, dopo la Brexit, perde una paladina europeista.
“Questo Paese non perde niente: Sturgeon è una donna ambiziosa, che ha lavorato moltissimo, ma non ha lasciato alcuna eredità da seguire alle giovani donne. Difatti in poche la considerano un modello, persino in Scozia”.
Ma Sturgeon è un’altra prima ministra britannica donna che cade, dopo la nordirlandese Arlene Foster, oltre a Theresa May e Liz Truss. Ora sono tutti uomini.
“Non ha alcuna importanza. Oggi in questo Paese c’è molta più uguaglianza rispetto al passato. Certo, ci sarà sempre chi proverà a sfavorire le donne, che rispetto agli uomini devono assentarsi di più causa gravidanza e maternità. Ma noi donne oramai abbiamo tutto a disposizione. Non bisogna più leggere il mondo come una lotta tra uomo e donna”.