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La rappresentante di Israele cacciata dalla riunione dell'Unione Africana

(reuters)
La decisione su spinta di Algeria e Sudafrica. Gerusalemme accusa: "Presi in ostaggio da un piccolo numero di Paesi estremisti guidati dall'odio e controllati dall'Iran"
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Incidente diplomatico ad Addis Abeba: durante una riunione dell'Unione africana (Ua), la rappresentante israeliana è stata scortata fuori dalla sala dalla sicurezza, apparentemente dopo pressioni di Algeria e Sudafrica. "È triste vedere che l'Unione africana è stata presa in ostaggio da un piccolo numero di Paesi estremisti come Algeria e Sudafrica, che sono guidati dall'odio e controllati dall'Iran", ha commentato il ministero degli Esteri israeliano.

Fonti diplomatiche dello Stato ebraico hanno riferito che Sharon Bar-Li aveva l'autorizzazione a partecipare come osservatore, status concesso a Israele nel 2021, diciannove anni dopo essere stato estromesso dall'Ua dietro…

Incidente diplomatico ad Addis Abeba: durante una riunione dell'Unione africana (Ua), la rappresentante israeliana è stata scortata fuori dalla sala dalla sicurezza, apparentemente dopo pressioni di Algeria e Sudafrica. "È triste vedere che l'Unione africana è stata presa in ostaggio da un piccolo numero di Paesi estremisti come Algeria e Sudafrica, che sono guidati dall'odio e controllati dall'Iran", ha commentato il ministero degli Esteri israeliano.

Fonti diplomatiche dello Stato ebraico hanno riferito che Sharon Bar-Li aveva l'autorizzazione a partecipare come osservatore, status concesso a Israele nel 2021, diciannove anni dopo essere stato estromesso dall'Ua dietro pressioni dell'allora leader libico Muammar Gheddafi. Colloqui sono in corso per permettere a Bar-Li di tornare a partecipare al vertice che continuerà domani.

Secondo un funzionario dell'Ua, la diplomatica israeliana - vice direttrice generale per l'Africa al ministero degli Esteri - non era autorizzata a seguire la riunione, dal momento che l'invito è valido solo per l'ambasciatore israeliano presso l'Unione africana, Aleli Admasu, e non è cedibile. "È spiacevole che la persona in questione abusi di una simile cortesia", ha aggiunto il funzionario.
Quanto alle accuse dello Stato ebraico nei confronti del Sudafrica, sono "affermazioni che devono essere comprovate", ha sottolineato il portavoce del presidente Cyril Ramaphosa.