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Stati Uniti, il pallone da 12 dollari abbattuto con un missile da mezzo milione. La crisi diventa psicosi

(reuters)
Le tensioni generate dal velivolo spia cinese hanno mandato in tilt la Difesa Usa. Che ha iniziato a prendere di mira anche i giocattoli
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New York - All'inizio è stato un pallone spia” cinese, intercettato il 28 gennaio in Alaska e abbattuto il 4 febbraio, al largo della costa della Carolina del Sud. Poi nei cieli del Nord America sono spuntati in successione altri tre “oggetti volanti non identificati”. Il primo, il 9 febbraio, ancora in Alaska. Il secondo, il 10, in Canada. Il terzo, il 12, sopra il lago Huron, nel Michigan. Ma quello che all’inizio ha provocato una crisi internazionale tra Usa e Cina, negli avvistamenti successivi è sembrato il classico caso di eccesso di reazione americana. È come se dopo il pallone spia cinese e gli otto giorni che ne erano seguiti fino all’abbattimento finale, con la Casa Bianca messa sotto accusa per la sua inazione, gli Stati Uniti avessero preso di mira tutto quello che volava nei cieli nordamericani. In almeno un caso, emerge ora, questo atteggiamento è stato eccessivo. Riguarda l’“oggetto non identifica…

New York - All'inizio è stato un pallone spia” cinese, intercettato il 28 gennaio in Alaska e abbattuto il 4 febbraio, al largo della costa della Carolina del Sud. Poi nei cieli del Nord America sono spuntati in successione altri tre “oggetti volanti non identificati”. Il primo, il 9 febbraio, ancora in Alaska. Il secondo, il 10, in Canada. Il terzo, il 12, sopra il lago Huron, nel Michigan. Ma quello che all’inizio ha provocato una crisi internazionale tra Usa e Cina, negli avvistamenti successivi è sembrato il classico caso di eccesso di reazione americana. È come se dopo il pallone spia cinese e gli otto giorni che ne erano seguiti fino all’abbattimento finale, con la Casa Bianca messa sotto accusa per la sua inazione, gli Stati Uniti avessero preso di mira tutto quello che volava nei cieli nordamericani. In almeno un caso, emerge ora, questo atteggiamento è stato eccessivo. Riguarda l’“oggetto non identificato” intercettato il 9 febbraio, e subito abbattuto. Dietro non c’era la Cina, come sembrava all’inizio, ma dodici ragazzi dell’Illinois, appassionati di palloni aerostatici, guidati da Cary Willis, fondatore della Northern Illinois Bottle Cap Balloon Brigade di Chicago.

Nelle stesse ore in cui il Pentagono aveva comunicato la presenza di un “oggetto volante non identificato” sopra l’Alaska, a nord di Chicago Willis diceva ai suoi amici: «Ops, forse quel pallone di cui tutti parlano è il nostro”. Si riferiva a un pallone da 12 dollari chiamato Pico Balloon K9YO, lanciato 123 giorni e diciotto ore prima, e considerato missing in action, cioè perso durante la rotta. Pico aveva attraversato tutto il nord degli Stati Uniti, diretto in Alaska, viaggiando a un’altezza di seimil metri, poco sotto la rotta dei voli commerciali, fino a quando è stato intercettato. I caccia dell’aviazione si erano alzati in volo. Il presidente Biden aveva autorizzato l’opzione finale: un caccia F-22 aveva sparato un missile Sidewinder ai raggi infrarossi da 400 mila dollari. E puff, l’oggetto costato come un hamburger con soda non c’era più.
Ma il giorno dopo ne era spuntato un altro, in Canada. E poi un altro ancora, in Michigan. Quattro avvistamenti in due settimane che hanno prodotto un cortocircuito internazionale: Usa e Cina si sono lanciate accuse, la gente nel Montana sognava di abbattere i “palloni” a colpi di fucile. Il capo del Pentagono Austin aveva chiamato l’omologo cinese sulla linea rossa, ma il telefono era squillato a vuoto. La situazione è poi degradata a una livello da Leslie Nielsen in “L’aereo più pazzo del mondo”, quando il generale Glen VanHerck - il capo del Norad, il comando di difesa aerospaziale di Usa e Canada - aveva commentato: «Presenza di alieni? Al momento non escludiamo niente».

Alieni? La portavoce della Casa Bianca Karine Jean-Pierre era dovuta correre ai ripari: «Ho amato il film “E.T.” - aveva detto ai giornalisti - ma mi fermo qui». Il capo della diplomazia cinese Wang Yi, al vertice sulla sicurezza di Monaco, ha parlato di «isteria» americana. Lo stesso Biden, pochi giorni fa, aveva dovuto chiarire che la Cina con i tre oggetti volanti seguiti al pallone spia non c’entrava: «Probabilmente sono legati a organizzazione private». Forse pensava ai ragazzi di Chicago, ma non poteva dirlo. Degli altri due “oggetti”, invece, non sapremo mai: il Pentagono ha dichiarato che i resti risultano introvabili