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Brasile, 36 morti per le piogge a Nord di San Paolo: Carnevale cancellato

È caduta una quantità di acqua impressionante, 600 litri ogni metro quadrato: un fenomeno eccezionale che si spiega con il cambiamento climatico. Tra le vittime anche un bambino di sette anni
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Diciotto ore di pioggia battente hanno sconvolto sabato la costa Nord di San Paolo e provocato la morte di 36 persone. C’è anche un bambino di 7 anni sommerso da una frana a Ubatuba. È caduta una quantità di acqua impressionante: 600 litri ogni metro quadrato. Non è un ciclone tropicale. Sono le conseguenze del cambiamento climatico che qui in Brasile, con l’Amazzonia ridotta per un terzo a un deserto, si fanno sentire con la stessa intensità che altrove nel mondo. 

Le aree colpite

In America Latina è piena estate e in Brasile le piogge non sono rare. Anzi, cadono improvvise ma sono brevi e mai intense come può accadere in inverno. Stavolta è acca…

Diciotto ore di pioggia battente hanno sconvolto sabato la costa Nord di San Paolo e provocato la morte di 36 persone. C’è anche un bambino di 7 anni sommerso da una frana a Ubatuba. È caduta una quantità di acqua impressionante: 600 litri ogni metro quadrato. Non è un ciclone tropicale. Sono le conseguenze del cambiamento climatico che qui in Brasile, con l’Amazzonia ridotta per un terzo a un deserto, si fanno sentire con la stessa intensità che altrove nel mondo. 

Le aree colpite

In America Latina è piena estate e in Brasile le piogge non sono rare. Anzi, cadono improvvise ma sono brevi e mai intense come può accadere in inverno. Stavolta è accaduto qualcosa che è considerato eccezionale ma provocato dai danni dell’uomo sul verde della foresta pluviale. La pioggia torrenziale si è abbattuta su Barra do Sahy, Juquehy, Camburi e Boiçucanga. Il governatore Tarcísio de Freitas ha decretato per 180 giorni lo stato di pubblica calamità in sei città che sorgono sul litorale settentrionale dello Stato. Frane, smottamenti, valanghe di acqua mista a fango e detriti hanno travolto case, fattorie, aperto voragini sulle grandi arterie della costa. Si contano 228 sfollati e 338 persone rimaste senza un tetto. I vigili del fuoco hanno lavorato tutto il giorno. Sono stati tempestati da richieste di aiuto. 


Nella sola São Sebastião hanno ricevuto 481 telefonate. Qui sono caduti 627 millimetri di pioggia. Il record è stato registrato a Bertioga, con 683 millimetri. Un millimetro equivale a un litro d’acqua per metro quadrato. Facile capire quanta ne sia arrivata dal cielo. E ci sono problemi di approvvigionamento idrico. Perché gli impianti di depurazione sono esplosi dopo essere stati sommersi da valanghe di pietre, tronchi d'albero, spezzoni di case, carcasse di auto, perfino camion sollevati come relitti e trascinati dalla furia delle acque. Sono scattati dei razionamenti. 

(afp)

 

Carnevale cancellato

Più passano le ore più arrivano segnalazioni. Per i danni e per il numero di vittime. A Camburi i pompieri hanno confermato la morte di un neonato di 9 mesi. Il sindaco di São Sebastião, Felipe Augusto, ha raccontato a Folha che tutte le strade della città sono interrotte e che le zone non possono essere raggiunte. “Molte case sono crollate, ci sono decine di persone sotto le macerie. La situazione è caotica”, ha raccontato in una diretta social. È intervenuto l’esercito; con aerei e elicotteri sta portando gli aiuti nella zone colpite e soccorrendo le persone isolate e senza più alcun riparo. Il Carnevale è stato cancellato lungo tutta la costa settentrionale di San Paolo. È uno dei più frequentati anche dai turisti. In queste condizioni era impossibile svolgere cortei e sfilate. Persino il porto di Santos, il più grande dell’America Latina, è stato chiuso. Troppo forte il vento con onde che hanno sfiorato i due metri. 

Il presidente Lula, in vacanza lungo la costa di Bahia, oggi si recherà nella zone colpite. Ha espresso condoglianze alle famiglie delle vittime e  assicurato il massimo impegno delle autorità sanitarie e di soccorso. Le previsioni meteo annunciano altra pioggia nelle prossime ore. Bisogna intervenire in fretta, ripristinare le vive di comunicazione, tentare si salvare chi è sotto fango e detriti.