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Ucraina, la Cina in trappola: non può né abbandonare né aiutare la Russia e deve trovarle una via d'uscita

Il presidente cinese Xi Jinping (ansa)
Pechino continua a non condannare l'invasione e gli Stati Uniti sospettano che sia pronta anche ad inviare armi. Ma la sua priorità è presentarsi agli occhi del mondo come un attore responsabile del conflitto
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PECHINO - Pace. Quale pace vuole la Cina per l’Ucraina? Quali condizioni per l’amico Putin? “L’integrità territoriale di tutti i Paesi deve essere rispettata”, continua a dire Pechino. Ma anche le “legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti gli Stati”, tradotto: la linea di Mosca sull’espansione verso Est della Nato deve essere presa in considerazione. 


Il sospetto americano sulle armi cinesi alla Russia

Parla di pace ma continua ad evitare di condannare l’invasione del vicino con il quale un anno fa ha siglato con un documento di 5mila parole una “amicizia senza limiti”. Nei mesi di guerra si è visto che quest’amicizia dei limiti ce li ha. Finora si è astenuta dal fornire aiuti letali alla Russia. E se invece, come sospettano gli Stati Uniti, ora Pechino oltrepassasse la linea rossa e iniziasse a fornire “sostegno letale” ad uno zar sempre più in difficolt…

PECHINO - Pace. Quale pace vuole la Cina per l’Ucraina? Quali condizioni per l’amico Putin? “L’integrità territoriale di tutti i Paesi deve essere rispettata”, continua a dire Pechino. Ma anche le “legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti gli Stati”, tradotto: la linea di Mosca sull’espansione verso Est della Nato deve essere presa in considerazione. 


Il sospetto americano sulle armi cinesi alla Russia

Parla di pace ma continua ad evitare di condannare l’invasione del vicino con il quale un anno fa ha siglato con un documento di 5mila parole una “amicizia senza limiti”. Nei mesi di guerra si è visto che quest’amicizia dei limiti ce li ha. Finora si è astenuta dal fornire aiuti letali alla Russia. E se invece, come sospettano gli Stati Uniti, ora Pechino oltrepassasse la linea rossa e iniziasse a fornire “sostegno letale” ad uno zar sempre più in difficoltà? Non c'è dubbio che l'ingresso della Cina nella guerra in questo modo trasformerebbe la natura del conflitto. 

La guerra non fa piacere alla Cina, lo ripete da mesi. Ora si trova però nel dilemma: che cosa offrire a Mosca per dare a Putin una “onorevole” via d’uscita e porsi contemporaneamente agli occhi dell’Occidente con cui deve riparare le relazioni come un attore responsabile in questo conflitto? Una Russia sconfitta malamente non è qualcosa che può far piacere a Pechino.

Obbligati a restare con Putin

“I costi strategici ed economici per la Cina sono destinati ad aumentare. Xi Jinping non ha alternative se non quella di restare con Putin. Abbandonarlo ora sarebbe visto come un imperdonabile tradimento a Mosca, mentre avrebbe un effetto marginale nel ricucire i rapporti con l'Europa. Il ritiro del sostegno cinese a Putin potrebbe anche accelerare la sconfitta di quest'ultimo in Ucraina, il che consentirebbe agli Stati Uniti di concentrare nuovamente e prioritariamente la propria attenzione sulla Cina”, sostiene Minxin Pei, docente al Claremont McKenna College, sempre lucido analista della politica estera di Pechino. “Xi è intrappolato in un dilemma strategico, in balia degli eventi. Il suo colpo da maestro sembra sempre più una scommessa persa”.

Non c’è dubbio che in quest’anno il sostegno economico cinese al presidente russo si sia consolidato. "La Cina è pronta a lavorare con la Russia per far progredire ulteriormente il nostro partenariato strategico globale di coordinamento per una nuova era”, affermava qualche giorno fa il Ministero degli Esteri di Pechino. Segnali di voler continuare a rafforzare la presa su quello che è ormai diventato il socio di minoranza di questa partnership. Insomma, mosse concrete di voler scaricare la Russia non ce ne sono. Xi si sta imbarcando in una missione difficilissima: trasformare un problema in opportunità. E cioè uscire dalla guerra con una Russia ancora più legata a Pechino, non rovinare un rapporto con un’Europa sempre più diffidente e sempre più allineata alla linea americana, presentarsi agli occhi del mondo - specialmente nel Sud Globale dove la retorica cinese avanza - come attore responsabile in questo conflitto.