La partenza notturna, il viaggio in treno e la stampa depistata: l'organizzazione segreta del viaggio di Biden a Kiev
di Anna Lombardi , di Anna LombardiLa comunione in chiesa, una cena a base di rigatoni al pomodoro e poi il viaggio in Ucraina. Già, dopo essere stato visto sabato sera in abiti informali in un ristorante italiano di Washington insieme alla moglie Jill, il presidente americano Joe Biden, l’uomo più sotto i riflettori del mondo, lunedì mattina ha sorpreso tutti materializzandosi a Kiev al fianco dell’omologo Volodymyr Zelensky per quella che il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan ha subito definito "Una visita storica. Senza precedenti nei tempi moderni. La prima nella capitale di un Paese in guerra dove i militari americani non hanno il controllo delle infrastrutture critiche”.
La pianificazione
E infatti per realizzarla è stata necessaria una pianificazione logistica, militare, diplomatica e perfino di comunicazione mediatica molto ben coordinata. Un lavoro durato mesi e svolto nella massima segretezza, concretizzatosi però solo vene…
La comunione in chiesa, una cena a base di rigatoni al pomodoro e poi il viaggio in Ucraina. Già, dopo essere stato visto sabato sera in abiti informali in un ristorante italiano di Washington insieme alla moglie Jill, il presidente americano Joe Biden, l’uomo più sotto i riflettori del mondo, lunedì mattina ha sorpreso tutti materializzandosi a Kiev al fianco dell’omologo Volodymyr Zelensky per quella che il consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan ha subito definito "Una visita storica. Senza precedenti nei tempi moderni. La prima nella capitale di un Paese in guerra dove i militari americani non hanno il controllo delle infrastrutture critiche”.
La pianificazione
E infatti per realizzarla è stata necessaria una pianificazione logistica, militare, diplomatica e perfino di comunicazione mediatica molto ben coordinata. Un lavoro durato mesi e svolto nella massima segretezza, concretizzatosi però solo venerdì quando la decisione finale è stata presa personalmente da Biden, nel corso di una riunione nello Studio Ovale con i più stretti collaboratori. “Non voleva più solo dire ma mostrare al mondo che è al fianco di Zelensky in una Kiev libera” ha sottolineato Sullivan nel briefing virtuale con la stampa tenuto eccezionalmente dalla capitale ucraina, dove ha accompagnato il presidente insieme alla vice capo di gabinetto Jen O’Malley Dillon e all’assistente Annie Tomasini.
Il preavviso a Mosca
Poche ore prima della partenza, Mosca è stata informata della imminente visita, ha svelato Sullivan: “Per deconflittualizzare il viaggio”. Aggiungendo che “a causa della natura sensibile di tali comunicazioni non rivelerò come hanno risposto né la natura precisa del nostro messaggio”. I media sono stati invece abilmente depistati. Sabato sera la Casa Bianca ha diffuso un “finto” programma, secondo cui Biden sarebbe partito per Varsavia alla 19 di lunedì (l’1 di notte in Italia) per arrivare in Polonia il giorno dopo. Col portavoce del Consiglio di sicurezza John Kirby a insistere fino all’ultimo: “Non ha in programma altre tappe”. E la stampa polacca a ipotizzare un incontro con Zelensky, sì, ma a Varsavia.
La partenza segreta
Protetto dall’oscurità Biden è invece partito dalla base di Andrews salendo su un C-32 militare (aereo più piccolo e meno riconoscible dell'Air Force One) alle 4.15 del mattino di domenica: celato perfino ai due giornalisti del pool che sempre lo seguono (a questo giro Sabrina Siddiqui del Wall Street Journal e Evan Vucci di Associated Press) presenti sull'aereo già da due ore, privati per motivi di sicurezza dei loro dispositivi. Sono stati proprio loro, una volta che Biden, nella tarda serata di lunedì, era finalmente di nuovo al sicuro in Polonia, a rivelare i particolari del viaggio. Il volo ha fatto una sosta di circa un'ora alla base militare di Ramstein, in Germania, per fare rifornimento, l'aereo è ripartito alla volta della Polonia, atterrando poco prima delle 20 di domenica sera a Rzeszow.
Il viaggio in treno
Da lì, Biden è subito stato scortato alla vicina stazione di Przemysl-Glowny e da lì è partito alle 21,37 proseguendo in treno per l'Ucraina, affrontando un viaggio di 10 ore. Il convoglio presidenziale è arrivato in una stazione secondaria di Kiev, quella di Kyiv-Pasazhyrsky viaggiando (forse preceduto da un treno civetta, scrive il Guardian) a bassa velocità e con numerosi stop brevi. Al suo arrivo nella capitale ucraina, alle 8.07 del mattino, President Biden è stato accolto dal drammatico suono delle sirene: innescate dal decollo in Bielorussia di un caccia russo Mig in grado di colpire con un suo missile in meno un bersaglio a Kiev in 20 minuti (impossibile stabilire se coincidenza o avvertimento). «E' bello essere di nuovo a Kiev", ha detto, ricordando di aver già visitato la città sei volte, quando ancora era numero due di Barack Obama.
Per gli spostamenti nella capitale, ha però dovuto rinunciare alla “Bestia”, la “limousine-bunker” presidenziale considerata troppo riconoscibile e si è mosso con un semplice Suv blindato. L’auto seguito da un’ampia scorta che correva nelle vie della capitale è stata però prontamente notata e la notizia della sua presenza si è diffusa subito.
Missione a rischio "gestibile"
“Per trasformare un'impresa intrinsecamente rischiosa in una missione a rischio gestibile è servito un complesso sforzo logistico, operativo e di sicurezza da parte di professionisti appartenenti a tutti i settori del governo americano” ha concluso Sullivan. "Ovviamente i rischi non sono mai mancati. A pochi giorni dal primo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, Biden ha però considerato essenziale compiere questo viaggio”.