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Le armi della guerra in Ucraina: dai missili all'uso dei droni

Un soldato ucraino imbraccia un missile Javelin (reuters)
Javelin anti-tank di ultima generazione e sitemi di guerra elettronica. Ma anche razzi con apparato gps e droni-kamikaze: cosa c'è da sapere sulle dotazioni militari impegnate al fronte
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JAVELIN

I missili anti-tank di ultima generazione sono i protagonisti della battaglia di Kiev e diventano l’icona della resistenza: Saint Javelin, simboleggiata da una madonna bizantina che imbraccia l’arma miracolosa. I Javelin di produzione statunitense e gli NLAW anglo-svedesi sono ordigni “spara e dimentica” che si dirigono automaticamente contro i carri armati e li colpiscono dall’alto, dove le corazze sono più deboli. Si lanciano da un tubo sulle spalle, possono usarli anche soldati senza addestramento e fanno strage dei mezzi blindati russi nella periferia della capitale. All’inizio del conflitto gli ucraini ne avevano poche decine, nel giro di sette giorni ne sono arrivati centinaia, forniti dagli Usa e dai paesi europei: sono lo strumento che mette in crisi l’offensiva di Mosca. Washington ha consegnato 5.500 Javelin e gli alleati altrettanti missili simili.

BAYRAKTAR

Nelle settimane iniziali di guerra i droni d’…

JAVELIN

I missili anti-tank di ultima generazione sono i protagonisti della battaglia di Kiev e diventano l’icona della resistenza: Saint Javelin, simboleggiata da una madonna bizantina che imbraccia l’arma miracolosa. I Javelin di produzione statunitense e gli NLAW anglo-svedesi sono ordigni “spara e dimentica” che si dirigono automaticamente contro i carri armati e li colpiscono dall’alto, dove le corazze sono più deboli. Si lanciano da un tubo sulle spalle, possono usarli anche soldati senza addestramento e fanno strage dei mezzi blindati russi nella periferia della capitale. All’inizio del conflitto gli ucraini ne avevano poche decine, nel giro di sette giorni ne sono arrivati centinaia, forniti dagli Usa e dai paesi europei: sono lo strumento che mette in crisi l’offensiva di Mosca. Washington ha consegnato 5.500 Javelin e gli alleati altrettanti missili simili.

BAYRAKTAR

Nelle settimane iniziali di guerra i droni d’attacco turchi TB2 realizzati dalla Bayraktar parevano invincibili. Gli ucraini li impiegavano per prendere di mira carri armati, depositi di munizioni e persino navi, scagliando missili aria-terra senza venire intercettati dalle difese russe. Ma dopo i primi due mesi la loro efficacia diminuisce: si ritiene che i tecnici di Mosca abbiano trovato un modo per disturbare le frequenze che li guidano. Su tutto il fronte però i droni sono onnipresenti, soprattutto i piccoli elicotteri a quattro eliche commerciali che scoprono i mezzi degli invasori e li segnalano all’artiglieria o li bombardano con granate: molte volte vengono acquistati con raccolte di fondi per la resistenza nei Paesi baltici e scandinavi.

SISTEMI EW

Sin dalle prime ore dell’invasione, i russi fanno un impiego massiccio di sistemi da guerra elettronica - indicati con la sigla EW ossia Electronic Warfare - che disturbano le trasmissioni radio dei comandi di Kiev, i radar che proteggono la capitale e quelli dei caccia ucraini. Per alcuni giorni le difese sono in difficoltà e perdono la capacità di coordinare la reazione, poi Elon Musk dona gli apparati satellitari Starlink che permettono comunicazioni sicure tra i reparti. Dalla scorsa estate Mosca ha schierato i Palantin-K con due veicoli pieni di antenne e una centrale di controllo mobile.

L'antenna di uno Starlink (afp)

SMERCH

Sono i lanciarazzi multipli russi più potenti che gettano raffiche di razzi da 300 millimetri, ciascuno con 280 chili di esplosivo o con dozzine di piccole bombe seminate su una grande area: armi semplici e devastanti, eredi delle katyusha della Seconda guerra mondiale. I russi lanciano migliaia di razzi ogni giorno, anche da 122 millimetri, contro le trincee dell’esercito ucraino e anche contro i centri abitati: ne hanno una riserva enorme, accumulata ai tempi dell’Unione sovietica. Gli eserciti della Nato invece hanno smesso di usare questo tipo di armi alla fine della Guerra Fredda e non riescono a trovarne per rifornire l’artiglieria di Kiev: sono andati a comprarne persino in Pakistan.

HIMARS

Sono razzi con un apparato Gps che li dirige contro le coordinate esatte dell’obiettivo. Gli Usa cominciano a consegnarli a inizio estate, con camion lanciatori, e si rivelano un game changer che obbliga i russi a rivedere tutta l’organizzazione delle retrovie. L’intelligence ucraina, grazie anche alle notizie raccolte dai satelliti della Nato, scopre le posizioni dei depositi di munizioni e di carburante, che vengono centrati dagli Himars uno dopo l’altro. I tiri di precisione sui ponti che attraversano il Dnipro e sulle strade che univano Kherson sono stati fondamentali per obbligare le forze di Mosca alla ritirata dello scorso novembre. I generali russi hanno dovuto studiare nuove tattiche per tenere le scorte fuori del raggio di azione, che arriva a circa ottanta chilometri. Oltre agli Himars gli ucraini hanno ricevuto dagli Usa altri modelli di “munizioni guidate”: proiettili Excalibur sparati da normali cannoni da 155 millimetri che si comportano come missili.

Himars (High Mobility Artillery Rocket System) (reuters)

SHAHED 136

Sono droni-kamikaze, che cercano i bersagli e poi li colpiscono, costruiti in Iran e consegnati ai russi dalla fine dell’estate. Costano poco – circa 20 mila euro – ma risultano molto precisi e difficili da avvistare con i radar. Hanno una testata con circa 40 chili di esplosivo. I generali di Mosca li hanno impiegati nella campagna contro la rete elettrica ucraina, usandoli contemporaneamente ai missili cruise per complicare l’opera dei difensori. Volano a meno di 200 chilometri orari e questo permette alla contraerea di abbatterli anche con le mitragliere. Si ipotizza che i russi stiano creando una fabbrica per produrli.

TANK T-90

I carri armati russi più potenti sono stati schierati soltanto nelle ultime settimane. Hanno un cannone da 125 millimetri a caricamento automatico, l’arma standard dei mezzi sovietici usata pure dagli ucraini, ma sono provvisti di difese molto più robuste: oltre alle corazze d’acciaio, hanno quelle reattive che esplodono verso l’esterno all’impatto dei missili, riducendone la forza. C’è poi un sistema protettivo Shtora-1, che disturba i sistemi guida dei missili a infrarossi ed entra in azione se il carro viene inquadrato dal puntatore laser: sparge una cortina fumogena speciale dirigendo il cannone verso l’origine della minaccia. Mosca ha un carro armato che sulla carta pare ancora più performante – il T14 Armata – ma non è mai stato mandato in Ucraina. 

Un tank T-90 

LEOPARD 2

Sono i più potenti tank occidentali, progettati in Germania durante la Guerra Fredda e modernizzati nel corso degli anni. Hanno un cannone da 120 millimetri a caricamento manuale, ritenuto superiore alle armi russe, con un apparato di puntamento avanzato e corazzature in leghe speciali. L’Ucraina ne ha bisogno per sostituire i carri armati perduti in questo anno di guerra e dopo lunghe tergiversazioni gli alleati hanno annunciato che li consegneranno nei prossimi mesi. L’addestramento degli equipaggi è già iniziato in Polonia, il numero di Leopard 2 donati però potrebbe essere inferiore a cento.

KH-22

Si tratta di missili antinave russi, costruiti per distruggere le portaerei Usa, ma che sono diventati lo strumento degli attacchi terroristici contro le città. Gli strateghi di Mosca li lanciano assieme ad altri missili cruise, come i Kalibr e i KH-101. Gli unici che le batterie contraeree ucraine non riescono ad abbattere sono i KH-22, che arrivano sempre sui bersagli. Sono armi risalenti agli anni Sessanta, aggiornate nel 2016 con la versione KH-32. Viaggiano a quasi 5000 chilometri orari e per questo sfuggono alle difese ucraine. L’altra caratteristica è la testata con mezza tonnellata di esplosivo ad alto potenziale, che spazza via un intero condominio come è avvenuto lo scorso gennaio a Dnipro. La Nato riteneva che i russi avessero pochissimi di questi missili, invece solo nell’ultimo raid i bombardieri Tupolev ne hanno sganciati dodici.