Biden a Kiev, dalla capitale salvata lo schiaffo a Putin e l’apertura ai missili per sconfiggerlo
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo MastrolilliVARSAVIA - Fino a qualche giorno fa, la narrazione prevalente sembrava la stanchezza occidentale nel continuare all'infinito gli aiuti all'Ucraina, e quindi le sollecitazioni recapitate al presidente Zelensky affinché considerasse di sedersi al tavolo delle trattative. La strategia resta quella di mettere Kiev nelle condizioni migliori per il negoziato, che prima o poi dovrà porre fine all'ingiustificata invasione di Putin, ma il raid di Biden nella capitale dimostra che queste speculazioni erano quanto meno affrettate. L'accelerazione militare e politica che ne emerge conferma che almeno per i prossimi mesi l'obiettivo è spingere per piegare Mosca, o convincerla che non potrà vincere la guerra.
I pilastri di questa offensiva sono tre: la compattezza degli alleati e del fronte interno; gli aiuti economici e militari; l'affondo sulla debolezza di Putin. Spiegando ai giornalisti il senso della missione a Kiev, il consigliere…
VARSAVIA - Fino a qualche giorno fa, la narrazione prevalente sembrava la stanchezza occidentale nel continuare all'infinito gli aiuti all'Ucraina, e quindi le sollecitazioni recapitate al presidente Zelensky affinché considerasse di sedersi al tavolo delle trattative. La strategia resta quella di mettere Kiev nelle condizioni migliori per il negoziato, che prima o poi dovrà porre fine all'ingiustificata invasione di Putin, ma il raid di Biden nella capitale dimostra che queste speculazioni erano quanto meno affrettate. L'accelerazione militare e politica che ne emerge conferma che almeno per i prossimi mesi l'obiettivo è spingere per piegare Mosca, o convincerla che non potrà vincere la guerra.
I pilastri di questa offensiva sono tre: la compattezza degli alleati e del fronte interno; gli aiuti economici e militari; l'affondo sulla debolezza di Putin. Spiegando ai giornalisti il senso della missione a Kiev, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha detto che voleva "lanciare un messaggio chiaro ed inequivocabile sul persistente sostegno all'Ucraina, e sull'unità dell'Occidente e della comunità internazionale nell'opporsi all'aggressione russa". Sul fronte interno, la percentuale degli americani favorevoli a continuare le forniture militari a Zelensky è scesa dal 60 al 48%, e dopo che i repubblicani hanno ripreso la maggioranza alla Camera gli isolazionisti del Gop hanno rialzato la testa, con undici di loro che hanno presentato una risoluzione chiedendo la fine degli aiuti. Anche il governatore della Florida DeSantis, che insidia Trump nella corsa alla nomination per le presidenziali del 2024, ha criticato ieri Biden perché "si occupa dei confini di un paese lontano, ma trascura quelli americani". Sul fronte internazionale, il tira e molla per i tank ha evidenziato differenze e resistenze tra alleati, per non parlare delle uscite putiniane di Berlusconi. La visita a sorpresa riafferma anche fisicamente l'intenzione di restare al fianco di Kiev fino a quando sarà necessario.