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Biden a sorpresa a Kiev abbraccia Zelensky: “Salviamo la democrazia”

(ansa)
Il presidente Usa nella capitale ucraina tra imponenti misure di sicurezza: “Il mio cuore con voi”. La festa della città. “Questa visita ci avvicina alla vittoria”. Pechino attacca: “Benzina sul fuoco”
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KIEV - Joe Biden a Kiev, nel cuore della capitale ucraina in guerra, nel nono anniversario della rivoluzione di Maidan e alla vigilia del primo anno di invasione russa. La visita a sorpresa del presidente americano arrivato ieri mattina in treno dalla Polonia, l'abbraccio commosso con Zelensky in piazza Mykhailivska davanti ai nomi dei caduti di questa folle guerra russa, e poi i loro volti sorridenti tra gli stucchi del palazzo presidenziale, sono l'immagine della fermezza con cui l'Occidente è schierato a sostegno dell'Ucraina. 

La città lo accoglie senza fiato e senza traffico - paralizzato fuori dal centro - tra misure di sicurezza imponenti. Non c'è ucraino, appena si diffonde la notizia, che non sia consapevole della portata storica dell'evento. "Questa visita ci avvicina alla vittoria, è la più importante nella storia delle relazioni con gli Usa", sintetizza Zelensky. È il sentimento di una na…

KIEV - Joe Biden a Kiev, nel cuore della capitale ucraina in guerra, nel nono anniversario della rivoluzione di Maidan e alla vigilia del primo anno di invasione russa. La visita a sorpresa del presidente americano arrivato ieri mattina in treno dalla Polonia, l'abbraccio commosso con Zelensky in piazza Mykhailivska davanti ai nomi dei caduti di questa folle guerra russa, e poi i loro volti sorridenti tra gli stucchi del palazzo presidenziale, sono l'immagine della fermezza con cui l'Occidente è schierato a sostegno dell'Ucraina. 

La città lo accoglie senza fiato e senza traffico - paralizzato fuori dal centro - tra misure di sicurezza imponenti. Non c'è ucraino, appena si diffonde la notizia, che non sia consapevole della portata storica dell'evento. "Questa visita ci avvicina alla vittoria, è la più importante nella storia delle relazioni con gli Usa", sintetizza Zelensky. È il sentimento di una nazione ammirata dal coraggio dell'anziano presidente americano, e conscia del significato politico. "Sono a Kiev per riaffermare il nostro instancabile impegno per democrazia, sovranità e integrità territoriale dell'Ucraina", dice Biden. "Integrità territoriale": parole che sono miele a Kiev, è il mantra di ogni ipotesi di trattativa, la condizione indispensabile e la più difficile. 

"Kiev ha catturato il mio cuore, sapevo che sarei tornato", scrive sul libro dei visitatori a palazzo, prima di riprendere il treno e tornare al sicuro in Polonia. Lì, oggi, parlerà di questa invasione che venerdì compierà un anno. I lineamenti del discorso li ha anticipati con Zelensky: hanno parlato "dei prossimi mesi dal punto di vista del campo di battaglia, delle opportunità di successo, di energia, infrastrutture, sostegno economico, esigenze umanitarie". E "della prossima Assemblea generale dell'Onu sull'Ucraina, della formula di pace" proposta da Kiev e "del sostegno internazionale per una pace giusta, stabile e duratura sui principi di sovranità e integrità territoriale". La sintesi è del consigliere per la sicurezza della Casa Bianca, Jake Sullivan, che ha accompagnato Biden in questa breve - è durata poco più dei sei ore - pericolosa missione che insieme all'entusiasmo ucraino ha raccolto il gelo di Mosca: Putin potrebbe replicare oggi, nel suo atteso discorso al Paese.

Intanto ecco il biasimo cinese, affidato al governativo Global Times che accusa Biden di "approfittarsi del conflitto" rischiando di "provocare un'escalation gettando benzina sul fuoco". E naturalmente i presidenti hanno parlato anche dell'argomento più scottante: le armi di cui Kiev ha bisogno per contrastare l'assalto russo di primavera, e soprattutto per una controffensiva che costringa Mosca a trattare per uscire dall'incubo di questa guerra. Una strategia rischiosa per le implicazioni che comporta fornire armi in grado di estendere il raggio di attacco ucraino in profondità in territorio russo e in Crimea.

Ma il messaggio politico è dichiarato, è il sostegno senza limiti a Kiev: "Putin - dice Biden - pensava che l'Ucraina fosse debole e l'Occidente diviso. Pensava di poter avere le meglio su di noi. Ma si sbagliava di grosso". È la prima volta che un presidente americano raggiunge la capitale di un Paese in guerra in cui non ha il controllo dello spazio aereo né basi militari di copertura. La visita era stata preparata dalla diplomazia per scongiurare le conseguenze incalcolabili di un incidente. 

Così ecco Biden a Kiev, preceduto da un silenzio irreale che ricorda i primi giorni dopo l'invasione del 24 febbraio 2022, quando in città c'erano il coprifuoco e la caccia ai sabotatori russi. Il centro blindato, i grandi viali deserti: sono il segnale che arriva qualcuno molto importante, e le speculazioni su chi possa essere approdano sui social, sui quotidiani e sui canali Telegram di informazione. Sì, "è proprio lui". Ecco il suo corteo di auto, e i video con l'abbraccio tra i presidenti: l'entusiasmo è un'onda collettiva che rincuora questo popolo combattivo. Il presidente americano è davvero a Kiev e ad accoglierlo trova le sirene dell'allarme aereo, l'incubo quotidiano in cui vivono milioni di ucraini. Suonano a perdifiato mentre passa in rassegna i nomi delle vittime dell'invasione russa davanti alle cupole dorate del meraviglioso monastero di San Michele. "Siamo dalla vostra parte e sono qui per sostenere non solo le istituzioni ma anche i cittadini. Avete dimostrato di essere eroici, tutto il mondo l'ha visto".