La Cina "preoccupata" per il conflitto in Ucraina. "Ma certi Paesi la smettano di gettare benzina sul fuoco"
dal nostro corrispondente Gianluca Modolo , dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - La Cina invita di nuovo a "promuovere il dialogo" in Ucraina, dicendosi "molto preoccupata" e di temere che il conflitto "possa andare fuori controllo". "Continueremo a promuovere i colloqui di pace - dice questa mattina il ministro degli Esteri Qin Gang, a poche ore dall'arrivo a Mosca del capo della diplomazia del Partito Wang Yi - e lavoreremo con la comunità internazionale per affrontare le preoccupazioni di tutte le parti e perseguire la sicurezza comune". Non mancano stoccate agli Stati Uniti: "Alcuni Paesi la smettano di gettare benzina sul fuoco in questa crisi. Chiediamo ai Paesi interessati di smettere di scaricare la colpa sulla Cina (riferimento alle parole del segretario di Stato Usa Blinken sul fatto che la Cina starebbe prendendo in considerazione la possibilità di fornire "assistenza letale" alla Russia, ndr) e di smettere di ripetere a gran voce oggi Ucraina, domani Taiwan". Taiwan…
PECHINO - La Cina invita di nuovo a "promuovere il dialogo" in Ucraina, dicendosi "molto preoccupata" e di temere che il conflitto "possa andare fuori controllo". "Continueremo a promuovere i colloqui di pace - dice questa mattina il ministro degli Esteri Qin Gang, a poche ore dall'arrivo a Mosca del capo della diplomazia del Partito Wang Yi - e lavoreremo con la comunità internazionale per affrontare le preoccupazioni di tutte le parti e perseguire la sicurezza comune". Non mancano stoccate agli Stati Uniti: "Alcuni Paesi la smettano di gettare benzina sul fuoco in questa crisi. Chiediamo ai Paesi interessati di smettere di scaricare la colpa sulla Cina (riferimento alle parole del segretario di Stato Usa Blinken sul fatto che la Cina starebbe prendendo in considerazione la possibilità di fornire "assistenza letale" alla Russia, ndr) e di smettere di ripetere a gran voce oggi Ucraina, domani Taiwan". Taiwan che, per bocca della sua presidente Tsai Ing-wen, questa mattina ha annunciato di voler rafforzare i legami militari con gli Usa contro "l'espansionismo autoritario".
Pur invocando la pace in Ucraina, la Cina non ha ancora condannato l'invasione della Russia e ha continuamente sottolineato la volontà di approfondire i suoi legami con Mosca. "La visita di Wang Yi in Russia è un'opportunità per promuovere le relazioni bilaterali sul solco della strada tracciata dai due Capi di Stato", aggiunge il ministro.
"Le pressioni e i tentativi di contenerci stanno diventando sempre più forti e rappresentano una seria minaccia alla nostra sovranità e sicurezza", prosegue Qin. Proprio la sicurezza era il tema dell'evento organizzato dal neo-ministro degli Esteri cinese per presentare il report sulla Iniziativa di Sicurezza Globale: il tentativo di Pechino di presentarsi come una grande potenza responsabile e di fornire un'alternativa al modello di alleanze militari degli Stati Uniti.
Sicurezza globale che è legata a quella nazionale (la parola sicurezza è stata proprio una delle più citate da Xi nel suo discorso al Congresso di ottobre che lo ha incoronato per la terza volta a capo del Partito e per almeno un altro quinquennio alla guida della Cina). Concetti che servono a Pechino anche per creare un contesto narrativo in cui legittimare i propri obiettivi geopolitici (Taiwan: una dichiarazione di indipendenza o una continua interferenza americana sarebbero percepite come una minaccia alla sicurezza, nazionale e globale, e dunque dare adito ad azioni da parte di Pechino).
Questo nuovo progetto securitario è da abbinare, nei piani di Xi, alla Via della Seta, per garantirsi l'appoggio di quei Paesi che in tale cornice hanno consolidato i rapporti economici con la Cina. La Via della Seta, che Xi quest'anno deve rilanciare, rimane, ma con le nuove iniziative su sicurezza globale (e sviluppo globale) rafforza il suo messaggio: un ordine internazionale alternativo a quello dell'Occidente.