Ecco il piano ucraino per la “guerra breve”: “Vinceremo nel 2023”
dal nostro inviato Fabio Tonacci , dal nostro inviato Fabio TonacciKIEV - Rinfrancato dalla visita a Kiev del suo alleato più stretto e potente, Volodymyr Zelensky intravede la possibilità di lanciare una controffensiva prima della prossima estate che potrebbe rendere il conflitto più breve di quanto suggeriscono, al momento, il terreno di battaglia e l'assenza di qualsivoglia negoziato di pace. "La guerra sarà veloce perché alla Russia mancano risorse e volontà di combattere", dice nell'intervista riasciata a Repubblica, Sole 24 Ore e Corsera. Un messaggio rivolto all'Italia, che il presidente ucraino percepisce come partner affidabile e cruciale per il percorso di ingresso nell'Unione europea ma con un'opinione pubblica divisa sul tema del sostegno militare.
"La guerra sarà veloce e finirà con la nostra vittoria", ripete Zelensky, convinto di poter spingere l'armata russa fuori dai confini ucraini usando le armi occidentali. Perché il suo…
KIEV - Rinfrancato dalla visita a Kiev del suo alleato più stretto e potente, Volodymyr Zelensky intravede la possibilità di lanciare una controffensiva prima della prossima estate che potrebbe rendere il conflitto più breve di quanto suggeriscono, al momento, il terreno di battaglia e l'assenza di qualsivoglia negoziato di pace. "La guerra sarà veloce perché alla Russia mancano risorse e volontà di combattere", dice nell'intervista riasciata a Repubblica, Sole 24 Ore e Corsera. Un messaggio rivolto all'Italia, che il presidente ucraino percepisce come partner affidabile e cruciale per il percorso di ingresso nell'Unione europea ma con un'opinione pubblica divisa sul tema del sostegno militare.
"La guerra sarà veloce e finirà con la nostra vittoria", ripete Zelensky, convinto di poter spingere l'armata russa fuori dai confini ucraini usando le armi occidentali. Perché il suo piano si realizzi, però, ha bisogno di due cose: la protezione dei cieli e i missili a lungo raggio con cui i suoi artiglieri possano distruggere gli ammassamenti di soldati e armi che i comandi di Mosca hanno posizionato nelle tre regioni occupate di Donetesk, Lugansk e Zaporizhzhia. Sono a distanza di sicurezza: i satelliti li hanno individuati a 150 chilometri dalla linea del fronte. E sono pronti a scatenare la temuta nuova aggressione su vasta scala, prospettata da alcuni analisti ma, secondo il servizio segreto militare ucraino (Gur), già in corso senza successo.