Usa, la svolta di Biden sui migranti: sarà più difficile chiedere l'asilo
di Massimo Basile , di Massimo BasileNEW YORK - Joe Biden ha dichiarato guerra agli immigrati e Donald Trump si è lanciato in difesa dell’ambiente. Nel giro di poche ore i due sfidanti alle presidenziali del 2020 si sono scambiati i ruoli. L’amministrazione Biden ha svelato una proposta che nega l’asilo ai migranti se prima non ne hanno chiesto uno nei Paesi che hanno attraversato. Trump, invece, ha denunciato il rischio che l’incidente ferroviario in Ohio, avvenuto il 3 febbraio, del treno della Norfolk Southern che trasportava sostanze chimiche, possa contaminare una vasta area e creare un disastro ambientale. Uno sembrava l’altro.
A tenere banco è stata soprattutto la giravolta di B…
NEW YORK - Joe Biden ha dichiarato guerra agli immigrati e Donald Trump si è lanciato in difesa dell’ambiente. Nel giro di poche ore i due sfidanti alle presidenziali del 2020 si sono scambiati i ruoli. L’amministrazione Biden ha svelato una proposta che nega l’asilo ai migranti se prima non ne hanno chiesto uno nei Paesi che hanno attraversato. Trump, invece, ha denunciato il rischio che l’incidente ferroviario in Ohio, avvenuto il 3 febbraio, del treno della Norfolk Southern che trasportava sostanze chimiche, possa contaminare una vasta area e creare un disastro ambientale. Uno sembrava l’altro.
A tenere banco è stata soprattutto la giravolta di Biden su un tema molto seguito dai Democratici. In pratica i migranti diventano ineleggibili per ottenere asilo se proveranno a entrare in modo non legale. Sono previste eccezioni per i bambini, persone con problemi gravi di salute e quelle sotto minaccia di persecuzione, ma se la proposta dovesse passare migliaia di migranti si vedrebbero azzerate le possibilità di vivere negli Stati Uniti e ci sarebbero deportazioni. La decisione diventerà effettiva l’11 maggio, dopo che saranno ascoltati i pareri pubblici. L’11 maggio non è una data scelta a caso: è il giorno indicato dalla Casa Bianca come quello in cui ufficialmente finirà lo stato d’emergenza sanitaria legata al Covid.
Sotto l’amministrazione Trump era stato approvato il cosiddetto Titolo 42, una legge che autorizzava, in nome dell’emergenza pandemica, la deportazione dei clandestini. Con Biden sembrava che questa misura sarebbe stata subito tolta. Invece è rimasta, è stata prolungata fino all’11 maggio, e sostituita con una che ne ricalca il principio. La Casa Bianca teme di dover assistere a una nuova ondata di migranti, dopo che il Titolo 42 cadrà a maggio. Secondo il dipartimento di Giustizia, senza le restrizioni trumpiane il flusso di migranti illegali al confine potrebbe passare da circa ottomila persone al giorno in cerca di asilo a tredicimila. Biden viene accusato anche da alcuni democratici di aver seguito la stessa linea.
“Questa proposta - ha commentato Marisa Limon Garza, direttore esecutivo di Las Americas Immigrant Advocacy Center - rappresenta un vergognoso abbracciare politiche di odio che hanno portato a inutili sofferenze umane”. “Ci sono madri, padri, zii e migliaia di bambini - ha aggiunto - che cercano una possibilità perché il loro caso venga considerato. Per questo chiediamo all’amministrazione Biden di abbandonare questo tipo di politica che finisce per prolungare l’agenda disumana dell’amministrazione Trump”. Gli stessi Democratici avevano invitato Biden a non seguire la linea dell’intransigenza trumpiana, ma non sono stati ascoltati. Jerry Nadler, uno dei leader progressisti alla Camera, ha criticato la proposta: “Siamo profondamente deslusi dall’amministrazione Biden. La possibilità di richiedere asilo è un caposaldo protetto dalla legge federale e non dovrebbe mai essere violato. Non dovremmo restringere i modi legali per entrare negli Stati Uniti, ma espanderli”. Molti migranti non chiedono asilo in Messico, preferendo tentare maggior fortuna e entrare negli Stati Uniti. Con la nuova politica, verranno subito rimandati indietro.