✕

Mosca, Lavrov incontra Wang Yi: "Russia e Cina difendono gli interessi reciproci"

Con il meeting con Vladimir Putin prende sostanza la visita a Mosca del capo della diplomazia del Partito comunista. Dal meeting con il capo della sicurezza russo: "Opporsi a tutte le forme di bullismo unilaterale"
2 minuti di lettura

PECHINO - Prima l'incontro con Nikolaj Patrushev, capo del Consiglio di sicurezza russo. Prima il faccia a faccia con il ministro degli Esteri Serghej Lavrov e più tardi anche con Vladimir Putin, come confermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Prende sostanza la visita a Mosca del capo della diplomazia del Partito comunista Wang Yi arrivato nella capitale russa per discutere della proposta di Pechino di una via cinese alla pace nel conflitto ucraino. La Russia e la Cina stanno "dimostrando coesione e l'intenzione di difendere gli interessi reciproci nel rispetto della legge internazionale e del ruolo centrale delle Nazioni Unite", queste le prime dichiarazioni di Lavrov durante l'incontro. 

Prima, però, spazio alla rinnovata partnership. "Con una campagna dell'Occidente contro Russia e Cina, è importante approfondire la nostra cooperazione", dice Patrushev. "Appoggiamo le posizio…

PECHINO - Prima l'incontro con Nikolaj Patrushev, capo del Consiglio di sicurezza russo. Prima il faccia a faccia con il ministro degli Esteri Serghej Lavrov e più tardi anche con Vladimir Putin, come confermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Prende sostanza la visita a Mosca del capo della diplomazia del Partito comunista Wang Yi arrivato nella capitale russa per discutere della proposta di Pechino di una via cinese alla pace nel conflitto ucraino. La Russia e la Cina stanno "dimostrando coesione e l'intenzione di difendere gli interessi reciproci nel rispetto della legge internazionale e del ruolo centrale delle Nazioni Unite", queste le prime dichiarazioni di Lavrov durante l'incontro. 

Prima, però, spazio alla rinnovata partnership. "Con una campagna dell'Occidente contro Russia e Cina, è importante approfondire la nostra cooperazione", dice Patrushev. "Appoggiamo le posizioni cinesi su Taiwan, Hong Kong, Tibet e il Xinjiang". "Le nostre relazioni sono solide come una roccia, resisteranno a qualsiasi prova", risponde Wang. "Le due parti hanno espresso la volontà di praticare congiuntamente un vero multilateralismo, di opporsi a tutte le forme di bullismo unilaterale e di promuovere la democrazia nelle relazioni internazionali", recita il comunicato cinese. "Entrambe le parti ritengono che la pace e la stabilità nella regione Asia-Pacifico debbano essere mantenute con fermezza e che si debba contrastare l'introduzione di una mentalità da guerra fredda, il confronto tra blocchi e il conflitto ideologico".

Pechino non ha mai condannato l'invasione, espandendo invece i legami commerciali e continuando le esercitazioni militari con Mosca. Il viaggio di Wang serve anche a preparare una futura visita di Xi Jinping che, secondo il Wall Street Journal, avverrà "nei prossimi mesi". "L'incontro con Putin sarebbe parte di una spinta per i colloqui di pace e permetterebbe alla Cina di ribadire le sue richieste di non usare le armi nucleari", scrive il quotidiano. Per venerdì è atteso un "discorso di pace" da parte di Xi.

La proposta che Wang porta in valigia da una settimana, discussa anche col ministro degli Esteri ucraino Kuleba, al momento non convince del tutto gli occidentali. "I cinesi non staranno a guardare mentre i russi vengono completamente sconfitti. Ma hanno già detto che si tratterà di un documento politico, quindi non credo che ci sarà molto di sostanziale, oltre a continuare a chiedere la pace", dice a Repubblica Yun Sun, dello Stimson Center di Washington. Ma una Russia sconfitta malamente non è qualcosa che può far piacere a Pechino. Da qui il rinnovato impegno negoziale cinese: Mosca meno forte è un vantaggio nelle relazioni bilaterali, ma che se ne fa Xi di un partner strategico che non serve più a nulla?

Del piano cinese qualche punto chiave si intravede: cessate il fuoco e stop alla fornitura di armi occidentali, no all'uso dell'atomica e di armi chimiche, protezione delle strutture nucleari, rispetto dell'integrità territoriale di tutti i Paesi. Per le cancellerie alleate il testo non è ancora sufficiente, anche perché non condanna l'invasione russa. Ecco perché la visita a Mosca di Wang assume una particolare importanza: cercherà di capire se i russi sono pronti a concessioni capaci di smussare lo scetticismo di Usa ed Europa. Una missione non facile. Nemmeno mantenendo il passaggio che cita "le legittime preoccupazioni di sicurezza di tutti gli Stati" care a Mosca ribadite ieri nel report sulla Iniziativa di Sicurezza Globale presentato dal ministro degli Esteri Qin Gang: il tentativo di Pechino di presentarsi come potenza responsabile e di fornire un'alternativa al modello Usa, come vuole anche Putin. "Nessun Paese dovrebbe rafforzare la propria sicurezza a danno di quella altrui": allusione che sia stata l'espansione a Est della Nato a spingere la Russia verso la guerra. Schema che i cinesi vogliono applicare nell'Indo-Pacifico. Insomma, per scongiurare un'escalation in Ucraina serve un vero riavvicinamento tra Pechino e Washington, ma il caso del pallone spia ha complicato le cose.