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Mobilitazione in Germania per salvare Jamshid Sharmahd, il monarchico condannato a morte in Iran

(afp)
Berlino ha espulso due diplomatici della repubblica islamica che dovranno lasciare il Paese “in breve tempo”, secondo quanto annunciato dalla ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock
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Monta il caso di Jamshid Sharmahd, l’attivista monarchico tedesco-iraniano condannato a morte a Teheran: la Germania ha espulso due diplomatici della repubblica islamica che dovranno lasciare il Paese “in breve tempo”, secondo quanto annunciato dalla ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock. La capa della diplomazia ha anche fatto sapere di aver convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata iraniana a Berlino: “Gli abbiamo comunicato che non accettiamo la massiccia violazione dei diritti nei confronti del nostro cittadino tedesco”. Baerbock si è rivolta poi direttamente al regime degli ayatollah: “Chiediamo che l’Iran revochi la condanna a morte di Jamshid Sharmahd e gli conceda un processo d’appello equo e basato sullo stato di diritto”.

Monta il caso di Jamshid Sharmahd, l’attivista monarchico tedesco-iraniano condannato a morte a Teheran: la Germania ha espulso due diplomatici della repubblica islamica che dovranno lasciare il Paese “in breve tempo”, secondo quanto annunciato dalla ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock. La capa della diplomazia ha anche fatto sapere di aver convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata iraniana a Berlino: “Gli abbiamo comunicato che non accettiamo la massiccia violazione dei diritti nei confronti del nostro cittadino tedesco”. Baerbock si è rivolta poi direttamente al regime degli ayatollah: “Chiediamo che l’Iran revochi la condanna a morte di Jamshid Sharmahd e gli conceda un processo d’appello equo e basato sullo stato di diritto”.

Ieri la ministra dei verdi aveva già minacciato una “reazione decisa” alla condanna a morte di Sharmahd. Il sessantasettenne nato a Teheran, cresciuto in Germania ed emigrato nel 2003 negli Stati Uniti è membro di ‘Tondar’, il partito di opposizione che si batte per il ritorno della monarchia in Iran. La giustizia dei mullah lo ritiene un terrorista e lo accusa di aver partecipato all'attentato del 2008 contro una moschea di Shiraz che fece 14 vittime. Nel 2020 Teheran ha ufficializzato il suo arresto. Secondo la famiglia, Sharmahd è stato rapito dai servizi segreti iraniani mentre faceva scalo a Dubai. Nel 2022 è cominciato il suo processo che si è concluso nei giorni scorsi con la condanna a morte.
 
Da Berlino si è fatto sentire anche Friedrich Merz, leader della Cdu, il maggiore partito di opposizione: “il governo, l’Europa, gli Stati Uniti e l’Onu devono richiamare all’ordine l’Iran, con tutti i mezzi che il mondo ha a disposizione. Dobbiamo fare di tutto - ha detto il capo dei conservatori tedeschi - perché questa sentenza non venga eseguita. Compreso cacciare l’ambasciatore iraniano a Berlino dal Paese”. Lunedì scorso i ministri degli Esteri europei hanno deciso un nuovo pacchetto di sanzioni contro Teheran: 32 cittadini e due organizzazioni sono stati iscritti sulla lista nera della Ue. Hanno il divieto di ingresso nell’Unione e i loro conti sono stati congelati. L’Iran ha risposto con sanzioni contro una trentina di politici europei accusati, tra l’altro, di “supportare il terrorismo e immischiarsi nelle faccende interne del Paese”.
 

Sull’onda delle proteste di massa che continuano in tutto il paese da settembre, scatenate dal brutale assassinio di Mahsa Amini, la 22enne curda pestata a morte dalla polizia, centinaia di persone sono rimaste uccise, migliaia arrestate. E dall’inizio dell’anno le Ong hanno contato già 55 condanne a morte eseguite dai boia iraniani.